Tremano oltre 600 famiglie a rischio gli aiuti per l'affitto

Venerdì 14 Febbraio 2020
I CONTRIBUTI
ASCOLI Sono quasi 600 le famiglie ascolane sfollate per il terremoto che non hanno ancora risposto all'appello dell'Arengo e rischiano di non percepire più i contributi di autonoma sistemazione se non faranno un passo avanti entro il prossimo 18 marzo. Ma non è tutto. Perché dopo il 18 marzo, secondo quanto riporta il sito della Protezione civile nello spazio informativo per i cittadini, a seguito di controlli su tutti coloro che non avranno ripresentato la domanda di rinnovo per i Cas a marzo, né avranno dichiarato di non avere più diritto ai contributi, potrebbero scattare anche eventuali richieste di restituzione dei soldi percepiti negli ultimi mesi, andando indietro anche fino al 19 novembre, qualora risultassero non più legittimati da qualche tempo alla riscossione dei contributi stessi. Uno scenario, dunque, molto intricato che preoccupa anche l'Amministrazione comunale chiamata, di fatto, a dover gestire questa difficile situazione di passaggio.
L'appello di Brugni
A fronte di sole 300 richieste circa pervenute finora agli uffici dell'Arengo per il rinnovo a partire da marzo delle erogazioni di contributi di autonoma sistemazione, come detto restano quasi 600 famiglie sfollate ancora con un grosso punto interrogativo. Se, infatti, non procederanno entro il 18 marzo a compilare e presentare i previsti moduli, perderanno definitivamente i Cas mensili. Una situazione sicuramente preoccupante, anche per il fatto che i tempi stringono. Considerando anche che per certi versi la situazione appare ancora poco chiara e molti non si sono neppure informati. Su questo fronte, ora l'assessore alle politiche sociali, Massimiliano Brugni, rilancia un appello per sollecitare le famiglie che hanno diritto ai contributi a procedere con le richieste. «A tutt'oggi spiega l'assessore sono arrivate circa 300 richieste di conferma dei Cas, ma mancano ancora quasi 600 richieste. Noi come Comune stiamo cercando di informare tutta la popolazione e nei prossimi giorni invieremo anche dei messaggi sui cellulari sulla base della nostra banca dati, ma l'invito è a tutti coloro che attualmente percepiscono i contributi di sistemazione a recarsi prima possibile nei nostri uffici perché al 18 marzo verranno meno questi benefici. E quindi si potrebbero creare gravi problemi per le famiglie che resteranno, pur avendone diritto, senza il sostegno economico». Ed il rischio è anche quello di un sovraffollamento agli sportelli del Comune proprio a ridosso della scadenza che potrebbero avere anche ripercussioni per chi magari non riuscisse a presentare la richiesta.
Controlli e dubbi
Oltre all'obbligo di presentare la richiesta entro il 18 marzo, per chi oggi percepisce il Cas, per poter continuare ad incassare il sostegno mensile per la sistemazione, c'è anche un dubbio che potrebbe mettere in difficoltà anche quelle famiglie che, non presentando la domanda, ammetterebbero di non avere più i requisiti per ricevere i contributi. Nel sito della Protezione civile, infatti, nell'area in cui si forniscono risposte alle varie domande dei cittadini, si dice che «la rimodulazione dei Cas decorre dalla data di pubblicazione dell'ordinanza, ossia dal 19 novembre 2019, il Comune, decorsi i 120 giorni, procede alla verifica della sussistenza dei requisiti ed eventualmente chiede la restituzione delle somme. E' pertanto interesse del privato che sappia di non avere più titolo provvedere con sollecitudine a segnalare la mutata condizione».
Luca Marcolini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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