L'assessore Mattoni rimane al suo posto

Mercoledì 1 Luglio 2020
IL CONSIGLIO
CASTEL DI LAMA La fiera del Santissimo Crocifisso non si farà. Causa Covid. È stata questa la decisione dell'amministrazione a cinque stelle, comunicata ufficialmente ai cittadini durante la seduta del consiglio comunale di lunedì. Si è poi entrati subito nel vivo dell'assise, con la mozione dei consiglieri di minoranza, Camela, Peroni e Ruggieri, che, ancora una volta, hanno chiesto la testa dell'assessore Mattoni, per la questione legata all'abuso edilizio dei mesi scorsi. «Condanniamo l'operato dell'assessore Marco Mattoni e chiediamo l'impegno del sindaco a ritirargli le deleghe» si legge nella mozione dei consiglieri di minoranza. Camela spiega: «Ci dispiace molto di quello che è successo: non è una questione personale, bensì una semplice ricognizione di ciò che è accaduto. Chi fa l'assessore, dovrebbe dare un esempio valido per il ruolo istituzionale che ricopre. Anche se è titolare di una impresa. Noi rappresentiamo il popolo. Ci è sembrato, quindi, un conflitto di interessi, oltre che un abuso edilizio.
La replica
La mozione è stata rispedita al mittente. E il primo cittadino, Mauro Bochicchio, spiega il perché. «L'assessore è stato formalmente diffidato. Lo abbiamo condannato fortemente, ma si tratta di una vicenda privata. È bene spiegare che si è trattato di un abuso edilizio perfettamente sanabile, perché le opere potevano comunque essere realizzate e non c'era nulla da demolire. Lui ha pagato una sanzione per questa vicenda, ma il reato si estingue nel momento stesso in cui l'abuso viene sanato. Inoltre, è bene precisare che Mattoni non presenta pratiche che lui stesso analizza. Ma realizza progetti già validati da altri committenti privati». Chiuso il capitolo Mattoni, si è poi aperto quello dell'annosa querelle tra il Comune di Castel di Lama e la ditta le Querce, in merito al tardivo rilascio dell'autorizzazione a costruire un distributore di carburanti in zona Selvette.
Il risarcimento
La questione è costata al Comune lamense un risarcimento disposto dal Tar di 83mila euro al titolare della ditta. Non solo. Lo stesso Tribunale amministrativo, infatti, dopo la sentenza, ha subito sollecitato la Corte dei Conti ad aprire una indagine. E nei giorni scorsi la Guardia di Finanza si è presentata negli uffici comunali con l'intento di visionare alcuni documenti. «La questione benzinaio - ha concluso il primo cittadino Bochicchio - era inserita tra i punti all'ordine del giorno. Ma i consiglieri Peroni, Camela e Ruggieri, sono letteralmente scappati dall'aula senza più rientrare, evitando di affrontare un tema annoso e scottante, di cui loro stessi dovrebbero fare ammenda. E noi li sfidiamo: lo stesso punto verrà riproposto anche durante il prossimo consiglio. Avranno il coraggio di farsi vedere?» è l'interrogativo che si pone il sindaco lamense.
Eduardo Parente
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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