È tornato l'incubo amianto Un capannone sotto la lente

Venerdì 20 Aprile 2018
L'ALLARME
ASCOLI L'incubo amianto, con il rischio di una dispersione nell'aria di fibre cancerogene, ora riappare nella zona industriale ascolana. Ma stavolta non si tratta, come in qualche caso precedente, di una serie di discariche abusive, con l'abbandono in strada di elementi in eternit, bensì di un problema legato al capannone di un'azienda ascolana che si trova nella zona di Campolungo, proprio per quel che riguarda la presenza di amianto e il rischio connesso anche a parti danneggiate della copertura. Un caso che riporta a galla la discussione proprio sui rischi connessi alla presenza di eternit e amianto, ad Ascoli, nel corso degli ultimi anni. Con decine e decine di situazioni potenzialmente pericolose per la salute. Ed ecco, puntuale, l'immediata ordinanza dell'Arengo dopo una specifica relazione del Dipartimento di prevenzione dell'Asur area vasta. Il caso che ora affiora, relativo come detto ad un capannone in zona industriale di un'azienda (che viene comunque tenuta nell'anonimato nei documenti comunali), nasce da una verifica dei tecnici del Dipartimento di prevenzione dell'Asur, area vasta 5, effettuata nel marzo scorso e alla successiva relazione inoltrata all'Arengo.
Il capannone a rischio
Il riscontro della presenza accertata di coperture contenenti amianto, arrivava a seguito della precedente richiesta l'urgente produzione di documentazione tecnica integrativa per la valutazione dello stato di conservazione dell'immobile e, in particolare, delle sue coperture. Documentazione che era stata redatta nel febbraio 2016 e trasmessa all'Asur proprio nel marzo scorso. Un rischio confermato, come detto, dalla nota inviata al Comune ascolano dal Dipartimento di prevenzione nella quale veniva evidenziato che le parti delle coperture visibilmente danneggiate con alcuni punti mancanti devono essere urgentemente messe in sicurezza, in attesa di un successivo idoneo smaltimento-bonifica al fine di evitare l'ulteriore potenziale dispersione di fibre cancerogene nell'ambiente circostante. Tutto ciò ha, quindi, spinto il sindaco Castelli a provvedere con un'ordinanza finalizzata proprio alla messa in sicurezza urgente dei materiali presenti nel capannone in questione contenenti amianto. In attesa, poi, di procedere con un intervento di bonifica e, quindi, di rimozione definitiva di ogni rischio.
L'ordinanza
Il provvedimento disposto dal sindaco Castelli nei confronti del capannone aziendale finito sotto osservazione, nello specifico, dispone innanzitutto di provvedere alla produzione di documentazione tecnica integrativa alla valutazione dello stato di conservazione delle coperture già redatta nel febbraio 2016 e inviata all'Asur lo scorso 10 marzo. Si richiede, dunque, di aggiornare le informazioni sullo stato dell'immobile ad oggi, sulla base di ispezioni e analisi più recenti e rappresentative dello stato di degrado attualmente rilevabile, anche con adeguata documentazione fotografica da cui si evinca in maniera chiara lo stato di conservazione dell'estradosso ed immagini in modalità macro da cui si possa evidenziare l'eventuale affioramento di fibre dalla superficie esterna. Per fornire tale documentazione integrativa, l'Arengo concede 15 giorni di tempo dalla notifica dell'ordinanza. Sempre nel provvedimento emesso, si intima anche l'immediata messa in sicurezza delle parti delle coperture visibilmente danneggiate e con alcuni punti mancanti.
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