Se non fosse che c'è di mezzo una pandemia con oltre 1100 morti tra i nostri

Sabato 21 Novembre 2020
Se non fosse che c'è di mezzo una pandemia con oltre 1100 morti tra i nostri cari a un certo punto ieri è sembrato di assistere a una puntata di cronache marziane. Da una parte l'assessore alla Sanità e le strutture tecniche (il servizio Salute e la Asur) che aggiungono posti ogni giorno, tutti i giorni, da settimane, per non mandare sott'acqua gli ospedali, garantire il presidio assistenziale, tenere i numeri in linea di galleggiamento (che siano di malattie infettive o di rianimazione è diventata un'arte da fachiri al pari di quella di medici e infermieri in prima linea). Dall'altra, un dibattito surreale mare-monti su chi dovesse accollarsi qualche decina di letti Covid in più nella provincia di Macerata. Come se la missione impossibile di fronteggiare una pandemia dipendesse dai superpoteri a fisarmonica di qualche politico (e relative corti dei miracoli) in crisi di argomenti. Con oltre una dozzina di ospedali sporcati e un assetto sanitario stravolto a tutte le latitudini è stato necessario vedere anche questo senza che nessuno alzasse la voce per mettere a tacere tanta insipienza. Una baruffa imbarazzante per (inesistente) senso della cosa pubblica. Il che riporta questa drammatica storia in uno strano limbo della nostra politica. Avulso dai numeri e dal confronto con la situazione reale. Dove siamo ancora al chi urla di più. O, peggio, al chi pesa di più. Con i Covid Hotel vuoti e le strutture dei privati arruolate in fretta e furia per accettare pazienti Covid che rimangono deserte. Ci deve essere un errore, e neanche piccolo.
a. t.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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