LE MISURE
ANCONA Un anno fa era tutto diverso. C'era la zona rossa, erano vietati

Sabato 4 Dicembre 2021

LE MISURE
ANCONA Un anno fa era tutto diverso. C'era la zona rossa, erano vietati gli spostamenti fra le regioni, il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino scandiva le giornate da incubo Covid. Oggi la pandemia non è finita, siamo nel pieno della quarta ondata ma i numeri dei contagi e dei ricoveri - con la campagna vaccinale in corso - sono decisamente diversi: e si può sperare in un Natale migliore. Un Natale dove finalmente potranno tornare anche gli abbracci tra nonni e nipoti, quelli che sono mancati durante le scorse festività ma non solo. «Il distacco forzato è stato molto sofferto e questa pandemia ci ha fatto riscoprire il valore della famiglia e degli affetti - sottolinea la dottoressa Oriana Papa - dirigente della Sos Psicologia ospedaliera a Torrette - e sicuramente la lontananza tra nonni e nipoti è stata molto sentita da entrambe le parti, tanto che quest'anno si attendono le festività con una intensità emotiva particolare grazie alla campagna vaccinale messa in atto». Ed è proprio la profilassi che cambierà le sorti di queste festività a cavallo tra il 2021 ed il 2022, anche se i vaccini anti Covid non sono uno scudo impenetrabile, come ricorda il primario di Immunologia clinica dell'Azienda Ospedali Riuniti: «Credo sia opportuno organizzare le riunioni di famiglia con molta attenzione: le mascherine sono difficili da immaginare durante una riunione familiare, lavorerei piuttosto sull'attenzione ad arrivare a quel momento con meno rischi possibili. Quindi controllando i bambini che ancora non sono vaccinati, evitando per quanto possibile i contatti a rischio e stare in guardia su sintomatologie sospette». Ma il percorso principale, quello su cui tutti sono d'accordo è l'importanza della copertura vaccinale, che non impedisce l'infezione ma consente di superare la malattia anche alle persone più fragili. E questo, secondo il dottor Antonio Cherubini responsabile dell'Unità operativa di geriatria dell'Inrca, è un punto da cui non si può prescindere. «La priorità più evidente è quella di fare la terza dose, visto che l'efficacia vaccinale si riduce dopo alcuni mesi e quindi aumenta la probabilità di contrarre infezione. Bisogna trasmettere a tutti l'urgenza di fare il richiamo e siccome a Natale manca un po' di tempo, c'è ancora spazio per la profilassi. Poi occorre mantenere tutte le misure che aiutano ad evitare il contagio, visto che il virus sta circolando molto: il pranzo di Natale è un evento molto complesso, non tutti i partecipanti saranno vaccinati. Per tutelare le categorie a rischio si potrebbe effettuare un tampone come protezione aggiuntiva e in questo caso per gli abbracci non ci sarebbe alcuna limitazione». L'appello alla profilassi arriva anche dal professor Marcello Tavio, presidente degli infettivologi italiani e primario della divisione di Malattie infettive all'ospedale di Torrette: «Con il Covid bisogna avere la testa sulle spalle: chi si è dimenticato è meglio che provveda e chi deve effettuare la terza dose la faccia nei tempi corretti. Per un Natale in sicurezza bisogna anche mantenere il distanziamento sociale e la protezione mucose: in caso di frequentazioni tra nonni e bambini vanno sorvegliate le eventuali sintomatologie sospette se i nipoti non hanno ancora ricevuto la dose antivirus. Tra persone pienamente vaccinate il rischio è molto contenuto ma anche calcolato. Se qualcuno non ha seguito la profilassi deve prevalere la sicurezza».
Maria Teresa Bianciardi
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