LE MISURE
ANCONA Il Green pass è diventato la strada maestra per affrontare

Mercoledì 4 Agosto 2021
LE MISURE
ANCONA Il Green pass è diventato la strada maestra per affrontare la stagione turistica nelle Marche e nel resto d'Italia, ma sarà anche la stella polare che guiderà la regione da settembre in poi, per fronteggiare la moltiplicazione dei contagi determinati dalla variante Delta e la riapertura delle scuole. Incastro complesso ma il governo, dopo l'incontro di oggi con le Regioni (anche le Marche erano presenti) e la cabina di regia di maggioranza, non introdurrà l'obbligo vaccinale. Renderà invece obbligatorio il Green pass per il personale scolastico e universitario. Non per gli studenti. Il lasciapassare da inizio settembre sarà necessario anche per salire su navi, aerei e treni a lunga percorrenza.
Le ipotesi in ballo
Mentre gli esperi stanno ancora valutando l'obbligatorietà del Qr code per i lavoratori di quei settori dove da venerdì sarà indispensabile, con ogni probabilità verrà introdotto un prezzo calmierato per i tamponi, scontatissimo per i ragazzi. Sembra invece destinata ad essere archiviata la pratica che riguarda l'utilizzo del Green pass in azienda e negli uffici. Ipotesi non percorribile. Stop. Sulla scuola però, premier e governo non hanno dubbi: a settembre bisogna riaprire le scuole e addio Dad, ovviamente nel rispetto dei protocolli di sicurezza che dovranno essere definiti nei dettagli. Per raggiungere questo obiettivo, il premier non intende imporre l'obbligo vaccinale al personale scolastico e universitario, in quanto i dati forniti dal commissario straordinario Figliuolo rivelano che la popolazione scolastica sarebbe in gran parte vaccinata: nelle Marche per esempio supera di gran lunga l'80% e il dato dovrebbe essere addirittura sottostimato, in quanto molti insegnanti si sono vaccinati al di fuori della corsia preferenziale a loro concessa. Dunque meglio puntare sul Green pass. E nel caso in cui una Regione entrasse in zona rossa o arancione sarà possibile il ricorso alla Dad ma in questo caso a decidere saranno i sindaci o i governatori regionali.
Le nuove disposizioni
Anche il taglio del prezzo dei tamponi è dato per certo: le indicazioni sul tavolo del governo parlano di 10-15 euro, che scenderanno a 6-7 euro per i giovani. La sforbiciata al costo del test varrà per tutti, non solo per i fragili, anche se è da vedere se la misura entrerà nel decreto di domani o slitterà alla prossima puntata. La questione riguardante i trasporti è stata affrontata su due binari diversi: senza Green pass non si potrà salire su un traghetto, un aereo o un treno a lunga percorrenza. La data non è ancora fissata ma c'è chi parla genericamente di «inizio settembre» (il primo o direttamente lunedì 6), per non danneggiare il settore turistico frenando le partenze e i rientri di agosto. Al momento invece per il trasporto pubblico locale non è previsto l'uso del Qr code e il motivo è presto spiegato: anche nelle Marche si sta lavorando per aumentare corse e mezzi per evitare affollamenti.
Il nodo lavoratori
Sui mezzi utilizzati con maggiore frequenza dai pendolari il governo non pensa di stabilire l'obbligatorietà del Green pass, però anche su questo tema pesa l'andamento dei contagi. Cosa di non poco conto. Il governo dovrebbe fornire alcuni chiarimenti (ma non nel decreto) per i bar e i ristoranti al chiuso negli alberghi. La linea che si sta affermando è quella di non rendere obbligatorio il Green pass per questi locali «se in uso esclusivo per la clientela dell'hotel». Ancora aperta la questione del Qr code per i lavoratori di settori come cinema e teatri, ristoranti al chiuso, eventi e fiere, stadi e musei, piscine e palestre, dove da venerdì sarà obbligatorio il lasciapassare per i clienti. Domani il ministro della Salute Roberto Speranza e quello del Lavoro Andrea Orlando faranno il bis: incontreranno i sindacati e le imprese. Ma dalle prime indiscrezioni sembra non sarà necessario il Green pass per andare a lavoro. Non tutti gli imprenditori sono però d'accordo. Anche nelle Marche. E c'è chi pensa a muoversi extra decreti.
Maria Teresa Bianciardi
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