L'EPIDEMIA
ANCONA Scollinato il picco il 25 marzo, assorbito anche un breve rialzo

Giovedì 8 Aprile 2021
L'EPIDEMIA
ANCONA Scollinato il picco il 25 marzo, assorbito anche un breve rialzo a fine mese, la curva dei ricoveri nelle terapie intensive ha invertito la sua pendenza togliendo un po' di pressione ai reparti ospedalieri in prima linea nell'emergenza sanitaria da Coronavirus. Da un massimo di 156 pazienti Covid così gravi da rendere necessaria la rianimazione, occupando il 63% del totale dei posti disponibili, si è scesi in dieci giorni a 139 (56%). Siamo ancora distanti dalla soglia critica del 30% indicata dal ministero della Salute per non mandare sotto stress i servizi sanitari regionali, ma la tendenza alla decrescita è confermata anche dalle ultime proiezioni elaborate da Agenas in un'analisi fatta in collaborazione con l'Università di Padova, secondo cui tra una settimana i pazienti in terapia intensiva dovrebbero scendere nelle Marche sotto quota 130.
Il confronto
Fa ben sperare anche il confronto con il trend dei ricoveri in area critica registrato un anno fa, nella prima ondata dell'epidemia. I due tracciati, nell'ultimo periodo di marzo e all'inizio di aprile, tendono a coincidere. La parabola dopo un'impennata dall'inizio del mese inizia a scendere dopo la quarta settimana (il 31 marzo nel 2020, il 29 quest'anno) con una pendenza abbastanza simile. Un anno fa, dopo la notte più lunga della fase 1, quella tra il 30 e il 31 marzo, quando rimaneva un solo posto libero dei 170 letti di rianimazione allestite per il Covid, in una settimana si arrivò a 139 ricoverati in terapia nelle Marche. Un numero identico a quello di ieri, con l'ultimo bollettino del Servizio Salute che, registrando 67 dimissioni in 24 ore, fa scendere i ricoveri totali per Covid a 897 (-27) e quelli in terapia intensiva appunto a 139 (-2). Anche il numero dei ricoveri in area medica, ora a 758 (con una saturazione del 55%) è vicinissimo a quello di un anno fa (764).
Le proiezioni
Se i due tracciati delle terapie intensive continueranno a sovrapporsi nelle loro parabole discendenti, c'è la speranza di arrivare sotto quota 100 intorno al 17-18 di questo mese e di scendere nella terza settimana sotto la soglia del 30% di occupazione dei 247 posti totali di rianimazione nelle Marche, fissata a 75 circa. Rientrare sotto quel limite aiuterebbe molto la nostra regione a guadagnarsi, nei report settimanali della Cabina di regia, una classificazione complessiva di rischio bassa, presupposto per il rientro delle Marche in zona gialla quando il Governo deciderà di allentare le misure che attualmente prevedono, fino all'inizio di maggio, solo fasce arancioni e rosse.
Perché nel frattempo si è molto abbassata anche l'incidenza settimanale dei nuovi casi per 100mila abitanti, parametro che il Governo ha agganciato alle misure automatiche di lockdown, che scattano a quota 250. Il livello di incidenza potrebbe essere decisivo anche nel caso in cui, come si ipotizza, nel prossimo decreto vengano concesse ulteriori riaperture (ad esempio di bar o ristoranti a pranzo) già dal 20 aprile per le regioni che abbiano un andamento dei contagi sotto una certa soglia, si ipotizzava di 100 contagi settimanali ogni 100mila abitanti.
Per la zona bianca, con l'allentamento ulteriore dei divieti, è invece richiesta un'incidenza settimanale di 50 casi.
Con l'ultimo aggiornamento di ieri (286 nuovi positivi, il 19% delle 1.499 persone sottoposte a tampone molecolare nel percorso diagnosi) le Marche chiudono il bilancio di sette giorni a quota 2.537 contagi, per un'incidenza di 167,7 ogni 100mila residenti, che assicurerà alle Marche una tranquilla permanenza in zona arancione anche nel prossimo report in calendario domani. Ma il dato è fortemente condizionato dalla presenza nella settimana in esame di almeno tre giornate di analisi, dal Sabato santo a Pasquetta, in cui la diagnostica ha risentito delle festività e si è limitata ai casi urgenti e sospetti, con appena 1.300 tamponi molecolari in 72 ore. Bisognerà aspettare la prossima settimana per aver un dato sterilizzato dall'effetto Pasqua e capire quanto si è abbassata effettivamente l'ondata dei contagi, che tra il 10 e il 12 marzo aveva raggiunto la cresta di 340 casi settimanali ogni 100mila abitanti.
Lorenzo Sconocchini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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