L'EPIDEMIA
ANCONA Scende progressivamente l'età media dei marchigiani positivi

Mercoledì 12 Maggio 2021
L'EPIDEMIA
ANCONA Scende progressivamente l'età media dei marchigiani positivi al Covid: nell'ultima settimana è di 38 anni e mezzo, mentre all'inizio di gennaio era di 48,7 anni. Effetto soprattutto della campagna di vaccinazione che si sta portando avanti e che proseguirà anche nei prossimi mesi. I dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale raccontano come nel giro di cinque mesi, con l'avanzare della profilassi, sia calata l'età delle persone che contraggono la malattia, tanto da arrivare alla fascia under 40 nella prima settimana di maggio: la discesa è stata altalenante ma ben delineata dal 5 all'11 aprile, quando la media era di 46,4 anni.
L'analisi degli esperti
La settimana successiva - quella da 12 al 18 aprile - nelle Marche ci si è assestati a 44,1 anni, per poi passare a 41,8 fino ad arrivare a 40,1 e infine a 38,6 anni. La differenza, rispetto al quadro di dicembre 2020 e della prima parte del 2021, salta agli occhi. Alla fine dello scorso anno l'età media dei malati di Covid nel territorio era di 49,5 anni, a gennaio ha avuto un andamento alternato per poi iniziare ad abbassarsi a febbraio, mese iniziato con una media di età pari a 45,2 anni. La discesa inevitabile delle fasce di età a rischio contagio è comune a tutte le regioni italiane, tanto che nella Penisola l'età media è di 41 anni e tra i 18enni si nasconde il numero maggiore dei positivi da nuove diagnosi. E nell'ultima giornata di report del servizio Sanità regionale sono stati rilevati 151 casi di Covid su 2.258 nuove diagnosi con un rapporto casi-test del 6,7%. I numeri più alti rilevati ancora in provincia di Pesaro Urbino (51) seguita da quelle di Ascoli Piceno (44), Macerata (29), Ancona (8) e Fermo (7); 12 i casi da fuori regione. Dei soggetti positivi in base alle nuove diagnosi, 29 evidenziano sintomi. Una decrescita sostanziale rispetto a quella della settimana precedente, così come è diminuita sensibilmente la pressione ospedaliera.
Le strutture ospedaliere
Il numero dei ricoverati è infatti passato da 392 a 369 (-23). In calo i pazienti in Terapia intensiva (53; -5), in Semintensiva (103; -1) e soprattutto nei reparti non intensivi (213; -17). I dimessi nell'ultima giornata sono stati 29. I positivi in isolamento domiciliare sono scesi sotto quota 5mila (4.869; -257) e anche le quarantene per contatto sono in diminuzione (10.910; -465). Quattro invece i decessi di pazienti che non sono riusciti a superare gli effetti devastanti del virus: si tratta di due uomini e due donne tra i 63 e gli 88 anni, con patologie pregresse. Nell'ultima giornata sono morte tre persone che risiedevano in provincia di Ancona (un 63enne di Castelleone di Suasa, una 72enne di Agugliano e una 92enne di Ostra Vetere) e un 88enne di Fano (Pesaro Urbino). Il bilancio regionale di vittime da inizio pandemia sale a 2.977. Sulla base delle rilevazioni a livello nazionale l'Istituto superiore della Sanità (Iss) e i tecnici delle Regioni sono al lavoro sul possibile nuovo modello di valutazione del rischio del contagio, che oggi dovrebbe essere esaminato nell'incontro tra Governo e Regioni.
Gli indicatori
Sul tavolo ci sarebbe la revisione di due indicatori: l'Rt ospedaliero e l'incidenza dei casi di infezione da Covid. Il passaggio in zona ad alto rischio avverrebbe in sostanza se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 30% e al 20% (ora al 40 e al 30). Tre le fasce di incidenza: quella a maggior rischio sarebbe fissata a partire da 150 casi su 100mila persone.
Maria Teresa Bianciardi
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