Il raddoppio dei binari con questa andatura sarà finito tra due secoli

Martedì 4 Agosto 2020
I RITARDI
ANCONA C'è più di un motivo valido se il governatore delle Marche Ceriscioli, con la collega della Regione Umbria Tesei, ha iniziato a fare pressing sul ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli per ottenere la nomina un commissario straordinario per accelerare l'iter del raddoppio della linea Orte-Falconara, al pari di quanto fatto già per la linea Roma-Pescara. Se i precedenti contano qualcosa, le proiezioni non sono incoraggianti, visto che negli ultimi 20 anni sulla tratta Roma-Ancona (292,7 km, 127,3 ancora a binario unico) sono stati raddoppiati 11,2 km: i 5 completati nel 2010 tra Fabriano e Albacina, con un nuovo tunnel, e i 6,2 km del nuovo binario sulla Castelplanio-Montecarotto, inaugurato nell'estate del 2018 dopo un tormentone di incompiute iniziato addirittura nel 2001.
I fondi europei
Anche se come tutti si augurano arrivassero gli aiuti europei del Recovery Fund a finanziare le opere già progettate nel 2000 (alle Marche spetterebbero 6 miliardi come quota parte) bisognerebbe comunque cambiare decisamente marcia nella speditezza dei cantieri. Di questo passo, aspettando vent'anni per ogni 11 km dei 127 ancora mono-rotaia, per vedere il doppio binario sull'intera tratta Ancona-Roma ci vorrebbero più di due secoli, esattamente 226 anni e 8 mesi. Proprio per scongiurare questa prospettiva nefasta, già è un buon segno che il raddoppio della Orte-Falconara sia stato inserito tra gli interventi prioritari da sottoporre a macrostudio di fattibilità nel programma Italia Veloce.
Ma i governatori chiedono di più, vogliono che a un'opera così strategica venga «assegnato il carattere di priorità - scrivono al ministro - e riconosciuta la condizione per essere affidata a Commissari straordinari». Una sorta di modello Genova per investire le risorse senza aggrovigliarsi nella burocrazia. Affinché non accada più, ad esempio, che occorra aspettare 17 anni per veder completato un raddoppio dei binari lungo 6,2 km, come accaduto sulla Castelplanio-Montecarotto, caso esemplare di incompiuta all'italiana, opera appaltata nel 2001 e completata nell'estate del 2018.
La Coop Costruttori, che nel 2001 s'era aggiudicata l'appalto, avviò i lavori del raddoppio ferroviario in Vallesina, ma a metà aprile 2003 il cantiere si fermò per lo stato di insolvenza della stessa cooperativa. Nel novembre 2010 venne pubblicato il nuovo bando di gara, finanziato da Rete ferroviaria italiana per circa 55,5 milioni. Se lo aggiudicò il Consorzio Stabile Itaca per poco più di 40 milioni, con ribasso del 28,72%.
Aziende in crisi
Nell'estate 2012 il Comune di Maiolati Spontini concesse in affitto un'area come campo base dei lavori e si iniziò la costruzione del cantiere di appoggio a Moie: ad agosto ripartirono i lavori. A giugno 2014, però, nuova sospensione, ancora per difficoltà degli appaltatori. Il Consorzio Stabile Itaca aveva affidato i lavori alla ditta Tuzi Costruzioni Generali Spa (nel team del Consorzio), che però chiese il concordato preventivo. Nel frattempo però aveva affittato il ramo d'azienda alla neonata Tuzi Srl, la quale chiese di subentrare nell'appalto. Nel novembre 2017 per fortuna si raggiunse un accordo tra il Comune di Maiolati e l'imprenditore Francesco Tuzi sulla messa a norma del cantiere. «Senza quell'articolata trattativa si rischiava una seconda risoluzione del contratto che avrebbe comportato un nuovo blocco per ulteriori 10 anni», ricordava l'ex sindaco di Maiolati Giancarlo Carbini in occasione del taglio del nastro del 2018.
Così il primo dicembre del 2014 i lavori poterono ripartire, con un rush finale in cui nel cantiere lavoravano in media 80 maestranze e 20 mezzi d'opera. Nell'ottobre del 2015 subentra la Salcef come unica impresa esecutrice e conclude i lavori con un anticipo di 7 mesi. Il raddoppio della tratta - con due nuovi viadotti sul fiume Esino, sottopassaggi per eliminare gli attraversamenti stradali e apparati tecnologici di ultima generazione per un investimento finale di 95 milioni di euro - viene completato il 10 luglio 2017 con l'attivazione del binario dispari e poi il 10 giugno del 2018 con l'attivazione del secondo binario e l'apertura ufficiale del raddoppio ferroviario. Attesa: 17 anni.
Lorenzo Sconocchini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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