I NUMERI
A 10 giorni dall'inizio della scuola, sono poco meno di 50 le classi

Sabato 25 Settembre 2021

I NUMERI
A 10 giorni dall'inizio della scuola, sono poco meno di 50 le classi finite in quarantena, per un totale di circa 950 ragazzi in isolamento. La piattaforma su cui viene registrato il dato è aggiornata settimanalmente, quindi potrebbe esserci qualche piccola variazione, ma nel complesso il quadro marchigiano del mondo scolastico è questo. A guidare la classifica regionale è la provincia di Macerata con una ventina classi (ed oltre 200 studenti) in didattica a distanza in linea con l'andamento generale dei contagi che vede il territorio come quello in cui il virus sta correndo di più -, seguita da quelle di Ancona e di Pesaro Urbino, dove il numero delle classi si assesta sulla decina (con circa 300 studenti coinvolti nel primo caso e poco più di 200 nel secondo).
Numeri più contenuti a sud
Molto più contenuti, invece, i numeri nelle province del sud, con il Fermano che conterebbe appena una classe - per circa una ventina di ragazzi - in quarantena, mentre l'Ascolano non arriva a cinque (con una quarantina di studenti in dad). Numeri ancora tutto sommato ridotti nelle Marche ci sono oltre 10mila classi e circa 200mila studenti , ma è anche vero che la scuola è iniziata da pochi giorni e gli eventuali effetti della didattica in presenza al 100% potrebbero farsi sentire dalla prossima settimana. Nell'attesa di capire che piega prenderà la curva del contagio, ieri il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha fatto sapere che si sta lavorando sulla possibilità di ridurre i tempi della quarantena per il mondo della scuola, limitandola inoltre al compagno di banco senza che venga estesa a tutta la classe nel momento in cui i test risultassero negativi per tutti. Ha poi precisato che «vanno acquisti ulteriori dati, tutto dipenderà da quella che sarà la circolazione del virus nelle prossime settimane», ma l'ipotesi sembra piuttosto concreta.
La flessione del contagio
Per il momento, l'andamento del contagio mostra una flessione lungo tutto lo Stivale, come emerge dal monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità che ieri ha messo in evidenza «la diminuzione dell'incidenza a livello nazionale, da questa settimana (quella dal 13 al 19 settembre, ndr) al di sotto della soglia di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti». Un dato non difforme da quello marchigiano, che nello stesso lasso di tempo registrava un tasso di 52 - di poco sopra soglia , mentre nella settimana in corso il numero è stato in costante decrescita, fino ad arrivare, ieri, ad un'incidenza di 40,70 casi ogni 100mila abitanti, ed appena 73 nuovi positivi individuati su 1783 tamponi eseguiti. Quanto al parametro dell'indice Rt, le Marche sono tra i cinque territori che superano l'1 insieme a Molise, Valle d'Aosta, e le province autonome di Trento e Bolzano -, assestandosi sull'1,27 (CI: 1.13-1.42), a fronte di una media nazionale pari a 0,82, «al di sotto della soglia epidemica ed in diminuzione rispetto alla settimana precedente», spiega l'Iss. Sul fronte delle ospedalizzazione, il quadro marchigiano è rimasto quasi immutato negli ultimi giorni: ieri si è registrato un ricovero in più (si passa da 80 ad 81), ma cala il numero di pazienti in terapia intensiva, sceso a 20 e dunque nel limite di quel 10% individuato dal governo come uno dei tre parametri per restare in zona bianca. Percentuale comunque alta, se si considera che il tasso di occupazione delle Rianimazioni a livello nazionale è al 5,7%. Infine, dopo una giornata, quella di giovedì, senza decessi, ieri se ne sono registrati due: una donna di 74 anni di Macerata ed un uomo di 79 di Ancona, entrambi con patologie pregresse. Il totale, dall'inizio della pandemia, è ora salito a 3070.
Martina Marinangeli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA