Due focolai già alimentati dall'alta contagiosità della variante Delta,

Giovedì 28 Ottobre 2021

Due focolai già alimentati dall'alta contagiosità della variante Delta, un'altra situazione che potrebbe rapidamente trasformarsi in un cluster difficile da tenere sotto controllo. E l'effetto dei vaccini che diminuisce di giorno in giorno, mentre le terze dosi procedono a rallentatore. Un mix pericolosissimo ha riacceso l'incubo Covid nelle case di riposo marchigiane, che negli ultimi giorni sono tornate ad essere osservate speciali dall'Asur e dagli esperti della Regione. Tre le strutture monitorate fino ad oggi: in una, in particolare, il virus ha cominciato a correre come una pallina da flipper, contagiando ospiti, operatori, vertici della struttura. Purtroppo ha anche causato quattro vittime.
La mappa del contagio
A Villa Celeste di Rosora, la situazione è esplosiva: tutto è iniziato con una 81enne febbricitante risultata positiva al Covid e nel giro di pochi giorni la casa di riposo su un totale di 60 posti, 50 ospiti si sono infettati. Nell'ultima ricognizione di ieri 36 ospiti sono rimasti a Rosora, in 7 stanno facendo ossigeno terapia mentre in 12 si stanno sottoponendo a terapia monoclonale presso l'ospedale Carlo Urbani di Jesi ma rientrando in struttura. Tutti gli altri portano avanti una terapia antibiotica. Dieci anziani sono invece stati trasferiti prima all'ospedale di Jesi e poi a Campofilone per la serietà delle loro condizioni. Una vicenda che ricalca il dramma vissuto nella casa di riposo di Cingoli quando, il 10 marzo 2020, la moltiplicazione dell'infezione trasformò la struttura in una bomba ad orologeria dove tutti - dai pazienti, ai familiari, agli operatori - hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti del Covid e dove sono state accertate nove vittime del virus. Quello nella Rsa cingolana è stato il primo caso, finito sulla ribalta nazionale, e adesso anche i contagi di Rosora potrebbero diventare il primo grande focolaio della Delta nelle Marche. Dalla provincia di Ancona a quella di Fermo: nella casa di riposo San Gaetano a Porto San Giorgio fino a ieri sono stati segnalati 14 positivi su 36 ospiti, di cui due trasferiti alla Residenza Valdaso di Campofilone. Tra gli infetti anche 6 operatori.
Le difficoltà attuali
In questo caso il primo contagio risale al 19 ottobre e nel giro di poco tempo all'interno della struttura sono stati sospesi i pasti comuni, le attività collettive e sono stati bloccati gli ingressi ai visitatori. Un altro caso infine è stato evidenziato all'interno della casa di riposo di Mondolfo: al momento non sono stati segnalati altri contagiati, ma la situazione viene costantemente aggiornata. Tutti gli ospiti dei nuovi cluster, operatori sanitari compresi, erano vaccinati con due dosi. «La tesi dell'immunità di gregge o di massa - ha sottolineato ieri in consiglio regionale l'assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini - sta vacillando: i vaccini hanno un'efficacia non superiore ai sei mesi. Così abbiamo proceduto nella regione ad avviare la terza dose tra il personale sanitario e ad implementarla nelle Rsa che hanno un pericolo intrinseco per le condizioni degli ospiti».
Il nodo da sciogliere
Ma c'è un problema di fondo che sta affiorando dopo le prime settimane di richiami anti Covid. «Registriamo ritardi per quanto riguarda le aziende ospedaliere e l'Asur di recepire il consenso informato alla terza dose. Prego e sollecito tutti - l'appello lanciato da Saltamartini - a far comprendere che se le persone hanno già ottenuto l'inoculazione di due dosi, la terza è semplicemente per rafforzare la difesa immunitaria».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA