Due anni di appalti pilotati nel mirino almeno 16 opere

Sabato 9 Novembre 2019
L'INDAGINE
ANCONA È partito tutto dal restyling della zona dei laghetti del Passetto. Un semplice accertamento eseguito per verificare la presenza di eventuali irregolarità nelle procedure di affidamento dei lavori ha portato gli investigatori della Squadra mobile a scoperchiare una realtà fatta di presunti favoritismi e appalti bluff concordati proprio negli uffici di Palazzo del Popolo. Il focus investigativo sulla ristrutturazione di uno dei luoghi del cuore per gli anconetani è stato l'incipit della maxi inchiesta che ha fatto finire sotto la lente della procura almeno altre quindici opere pubbliche realizzate negli ultimi due anni.
Gli accertamenti
Sospette perché, stando agli accertamenti, mai eseguite o appaltate a una stretta cricca di imprese edili favorite sostiene la procura dal geometra Simone Bonci, finito in carcere con l'accusa di corruzione aggravata, reato a cui si aggiungono abuso d'ufficio, falso, truffa ai danni dello Stato e turbativa d'asta. Ieri mattina, a Montacuto, ha ricevuto la visita del difensore Riccardo Leonardi. Tra regalie, omaggi hi tech e lavori edili nel suo appartamento, la procura ipotizza per il dipendente comunale un profitto corruttivo di circa 35mila euro. Tale cifra è stata oggetto di un sequestro preventivo eseguito dagli agenti guidati dal vice questore Carlo Pinto che hanno messo sotto chiave i beni del geometra, tra cui un Iphone Xr, un drone e una telecamera Osmo, oggetti frutto della presunta corruzione. Per gli inquirenti, la partita più grande a cui avrebbe messo mano Bonci - in servizio alla Direzione manutenzioni, frana e protezione civile del Comune - sarebbe stata proprio quella legata ai lavori per i laghetti del Passetto: un appalto, poi ribassato del 25%, del valore iniziale di 750 mila euro andato alla ditta Procaccia srl, facente capo a Carlo Palumbi, ai domiciliari con l'accusa di concorso in corruzione. Nella stessa situazione ci sono anche gli imprenditori Marco Duca, Tarcisio Molini e Francesco Tittarelli, tutti in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Sempre in zona Passetto, nel mirino degli investigatori sono finiti lavori minori, come la realizzazione delle rampe per disabili che portano verso la piscina comunale, la recinzione della stradina di accesso alla struttura, la manutenzione del verde e le staccionate in legno attorni ai laghetti.
I sospetti
Stando alla polizia, anomalie riguardano inoltre le attività di impermeabilizzazione del parcheggio Traiano. Secondo i pm Dicuonzo e D'Agostino, l'opera non sarebbe stata realizzata: i soldi destinati a quel lavoro sarebbero serviti a coprire le spese da destinare ad altri cantieri. Sarebbero stati distratti soldi anche per alcuni lavori della Casa del Medico, al Poggio. La manutenzione dei cimiteri, invece, sarebbe prevalentemente stata usata come camera di compensazione per far recuperare margini agli imprenditori, spesso vincitori delle gare d'appalto grazie all'offerta in ribasso. Sotto la lente della procura ci sono Candia, Pinocchio e Pietralacroce. Nell'ordinanza si parla del rifacimento degli asfalti, coperture buche e piccole opere manutentive. «Con i fondi cimiteriali sono stati pagati i lavori del Passetto» è l'ammissione di Bonci, estrapolata da un'intercettazione ambientale. Nelle 136 pagine del provvedimento firmato dal gip compare il nome dell'assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini, indagato per abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa.
Per la procura, l'ingegnere avrebbe cercato un escamotage per reperire fondi da destinare alla sistemazione della stradina dietro al ristorante Passetto. Nessuna ipotesi corruttiva. Oltre a Manarini, vengono citati diversi dirigenti iscritti nel registro degli indagati, anche loro al di fuori della tranche che riguarda la corruzione. Nessuna menzione, invece, per gli altri tre assessori finiti nel calderone della maxi inchiesta che conta 30 indagati. Dieci di loro, giovedì mattina, hanno subito la perquisizione in ufficio o a casa: «L'acquisizione doverosa dei documenti ha fatto sapere la procura è finalizzata a certificare la legittimità delle procedure di affidamento dei lavori e la loro effettiva consistenza. L'indagine è in una fase embrionale, siamo in una fase di ricostruzione delle varie posizioni. Ci sono quelle sostanziali e formali».
Federica Serfilippi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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