«Dallo sport agli alberghi meglio il Super Green Pass che rischiare il lockdown»

Venerdì 26 Novembre 2021
Se serve ad evitare chiusure e lockdown, ben venga. Altrimenti, è solo l'ennesima mazzata sui soliti noti. Una linea di pensiero piuttosto comune tra i rappresentati dei settori toccati dalle nuove misure introdotte dal governo per arginare l'espansione del contagio. Dal super Green pass che, dal 6 dicembre al 15 gennaio, consente l'accesso alle attività ricreative solo a vaccinati e guariti, all'estensione del green pass base a segmenti finora rimasti fuori, come il trasporto pubblico locale e gli alberghi.
Il commercio
«Ad essere colpiti sono sempre gli stessi fa notare Massimiliano Polacco, direttore Confcommercio Marche centrali . È chiaro che questa misura colpirà una fascia di clientela, creando qualche problema, ma cerchiamo di essere positivi: l'obiettivo principale è non fermare più le attività. La situazione di Austria e Germania, con shopping natalizio e mercatini bloccati, è lo scenario peggiore. Pertanto, siamo d'accordo con stretta sul Green pass, con la promessa di non fermare quella voglia di imprenditorialità che si era ricreata dopo il successo della stagione estiva». Ragionamento condiviso da Sandro Assenti, presidente Confesercenti Marche.
Le riflessioni
Assenti sottolinea come «dicembre è un mese fondamentale e, se questi provvedimenti ci fanno restare aperti, non possiamo che vederli in termini positivi. Non vediamo il super Green pass come un provvedimento punitivo: con Natale e Capodanno alle porte, accettiamo questo diktat governativo, ma il cliente deve avere la consapevolezza delle nostre difficoltà.
Il teatro
I contagi stanno aumentando, quindi era giusto che il governo prendesse delle precauzioni». Stesso discorso vale per il mondo dello spettacolo, con il direttore di Amat Gilberto Santini che, comunque, osserva come «siano pochi, obiettivamente, quelli che ad oggi usavano il tampone ad hoc per accedere a cinema e teatri: non penso che il super green pass avrà una grande incidenza. La speranza del settore, tuttavia, è che questo irrigidimento ulteriore comporti un'equiparazione della zona gialla alla zona bianca per i teatri. Se invece così non fosse, sarebbe un irrigidimento senza benefici per un comparto che sta facendo fatica a ripartire».
Lo sport
Sul fronte sportivo, il presidente del Coni Marche Fabio Luna rassicura: «non cambierà molto rispetto a prima. La differenza può essere che finora si poteva accedere ai palazzetti con il tampone, ma questa categoria di persone rappresenta una minima parte di quelle che usufruiscono dell'impianto sportivo. La difficoltà resta nella fascia 12-16 anni, con qualche genitore che ha preferito allontanare il figlio dalla pratica sportiva per non sottoporlo al vaccino. Altri avevano superato l'impasse con il tampone: se ora non è più possibile farlo, questa criticità viene un po' più accentuata».
Gli alberghi
Tra le novità previste dal decreto, si diceva, c'è l'estensione dell'obbligo di Green pass anche per l'accesso agli alberghi ed Emiliano Pigliapoco, presidente Federalberghi Marche, non usa giri di parole: «sicuramente creerà difficoltà, è innegabile. Già l'aumento dei contagi ha penalizzato fortemente il settore: da fine agosto ad inizio novembre, c'era una richiesta impressionante di gruppi per l'ultimo dell'anno e per il Natale, un risultato che non si vedeva da due anni, ma le prenotazioni sono state cancellate quasi tutte. Questa misura penalizza ulteriormente, purtroppo. D'altronde, capisco anche che sia necessaria perché, se dovessero tornare le chiusure, la situazione sarebbe ancora più drammatica».
Gli industriali
Plaude invece alla linea del governo Claudio Schiavoni, presidente Confindustria Marche, secondo il quale «è evidente che questa ulteriore stretta sia finalizzata a spingere le persone a vaccinarsi e, come sistema Confindustria, siamo da sempre favorevoli al vaccino perché riteniamo sia il metodo per arginare questa pandemia. In questo momento siamo in fase di espansione del contagio, credo sia cosa buona cercare di contenere la diffusione».
I trasporti
Ultimo ma non per ordine d'importanza, il capitolo del green pass sui mezzi del trasporto pubblico locale, con l'assessore regionale competente Guido Castelli, che parla di «una stretta sull'utilizzo del trasporto locale che darà maggiore tranquillità a chi lo utilizza, uniformando il settore ad altri ambiti. Ora si apre il confronto con i gestori che dovranno applicare praticamente le disposizioni su un sistema che ha oggettivamente delle complessità intrinseche. Il legislatore sembra aver già dato alcune soluzioni, prevedendo che sul trasporto regionale il controllo si faccia a campione e che l'attività di supervisione alla corretta applicazione complessiva delle nuove disposizioni sia coordinata dai prefetti».
Martina Marinangeli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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