D aniele Malandrino, il 18 dicembre scorso ha chiuso a Pesaro il suo storico forno

Domenica 16 Gennaio 2022

D aniele Malandrino, il 18 dicembre scorso ha chiuso a Pesaro il suo storico forno di famiglia in via Flaminia: perchè?
«Non ce la facevo più: volevo fare l'artigiano, mi sono trovato stritolato da un meccanismo perverso di burocrazia e rincari».
Da quanto tempo era aperto il forno?
«Da 90 anni. E' stata un'avventura generazionale. Mio nonno era garzone al Panificio Imperatori, nel 1930 si trasferì a Perticara e faceva il pane per i minatori, quando nacque mio padre la sua culla è stata la cesta dei filoni. A Pesaro abbiano aperto il primo forno in viale Trento, poi in via Baracca, nel quartiere Loreto: ci sono rimasto fino al 2003, gli ultimi 18 anni in via Flaminia...».
Una scelta obbligata la chiusura?
«Diciamo frutto di molteplici ragioni. Da fornaio mi sono ritrovato a star dietro a mille incombenze extra tutte figlie della burocrazia. Io questa cosa la soffrivo. E poi i costi di gestione sempre più alti a fronte di un consumo di pane che a livello nazionale si è dimezzato».
Qualche esempio?
«La farina negli anni ha raddoppiato, dai 30 centesimi al kg è passata a 60. Beninteso parlo della farina base perchè quelle specializzate arrivano anche a 45 euro. E questo come materie prime. Poi le bollette. Negli ultimi 3 mesi al panificio pagavo 1200 euro in più al mese per l'energia elettrica: da 2500 sono passato a ottobre a 3600 e a novembre a 3700, così per dire. All'inizio ho tenuto duro, ho allestito la caffetteria e ho continuato a servire i negozi specializzati poi anche questi hanno chiuso».
Chi ha dato il colpo di grazia?
«La grande distribuzione ha contribuito, poi con la pandemia il colpo finale. Non parlo del lockdown, anzi in quei mesi non riuscivo a soddisfare le richieste, i problemi sono venuti dopo».
Lei è anche consigliere comunale, all'opposizione con Fratelli d'Italia, il Comune ha delle responsabilità?
«Scelte sbagliate a monte ma non mi riferisco tanto a quest'ultima Amministrazione: il peccato, diciamo, è originale, da quando è stato deciso di realizzare l'Ipercoop a due passi dal centro. E poi quando il Comune ha messo le telecamere negli accessi Ztl. Nell'ottobre 2010, per esempio, un mio panificio in via Ardizi aveva un incasso medio di 900 euro al giorno, a ottobre 2011 di 450».
Adesso che farà?
«Ho i figli grandi, sono dottor agronomo e cerco un'opportunità. La vita non finisce a 58 anni».
Simonetta Marfoglia
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