«A Villa Celeste il virus è partito da una 81enne Poi ha dilagato»

Giovedì 28 Ottobre 2021

La casa di riposo Villa Celeste è sorvegliata speciale. la situazione è costantemente monitorata dall'Usca (Unità di continuità assistenziale) dell'Asur che garantisce l'assistenza medico/infermieristica h24 agli ospiti, visto che anche gli 8 infermieri della struttura sono tutti positivi (lo è anche il direttore stesso).
Dottor Corrado Ceci, lei coordina l'attività dell'Usca. Chi è il paziente numero 1 ad aver manifestato i primi sintomi nella struttura?
«Si tratta di un'ospite di 81 anni: aveva la febbre, così è stata sottoposta a tampone che ha dato esito positivo. Era giovedì e da lì in poi si sono moltiplicati i casi, tra gli ospiti e tra il personale».
Come è entrato il virus nella struttura? «Difficile dirlo, certamente escludiamo che possano essere stati i familiari, poiché le visite avvenivano in modo protetto in una stanza idonea con vetro e microfono proprio per evitare il contatto fisico, possibile veicolo di infezione. Il vettore potrebbe essere stato un operatore proveniente dall'esterno o un inserviente o anche uno degli ospiti sottoposto a terapia esterna. Difficile dirlo».
Ritiene che vi sia qualche responsabilità nella gestione dei protocolli?
«Questo sarà accertato al momento opportuno. Certamente come Asur chiederemo se sono stati rispettati appieno tutti i protocolli sanitari e poi valuteremo».
Com'è la situazione contagi adesso?
«Su un totale di 60 posti disponibili, 50 ospiti sono risultati positivi. Di questi, 36 ospiti sono rimasti in struttura, isolati al secondo piano costantemente monitorati e sottoposti a terapia. Parliamo di ospiti ultraottantenni con patologie croniche e comunque, tutti già sottoposti ai due cicli di vaccinazione. Ai 36 ospiti in struttura vanno aggiunti 10 anziani trasferiti prima all'ospedale di Jesi e poi a Campofilone per la gravità delle loro condizioni. Sette invece sono negativi, isolati al pianterreno».
L'Usca come sta intervenendo?
«Abbiamo inviato due medici più cinque nostri infermieri (due in servizio al mattino, due al pomeriggio e uno la notte) che garantiscono l'assistenza sanitaria agli ospiti. Più ci sono gli Oss della struttura che provvedono all'igiene e ai bisogni degli anziani. In un primo momento eravamo preoccupati avendo disponibilità solo fino a martedì, ma la Asur ci ha inviato altro personale».
Talita Frezzi
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