Il risparmio dei marchigiani fa i conti con l'inflazione

Nelle Marche, 18 miliardi fermi sui conti correnti. Biagiotti (Banca Generali Private): “L’aumento dell’inflazione è un rischio sia per il risparmio che per le imprese. Attenzione al parcheggio della liquidità sui conti perché vuol dire perdere soldi”

Banca Generali
Contenuto a cura di Piemme Brand Lab in collaborazione con BANCA GENERALI

Pandemia, tensioni geopolitiche, caro energia e caro prezzi per la corsa dell’inflazione, sono le variabili che spaventano non solo gli investitori e la politica. Ma anche e soprattutto i risparmiatori, perché il paradigma che ci ha accompagnato negli ultimi anni di tassi bassi e denaro a costo zero, rischia presto di venire rovesciato dagli eventi.

Lo dicono i numeri: l’inflazione in Europa a dicembre è risultata sopra al 5%, sui livelli più elevati mai registrati nell’Unione e in Italia il dato di dicembre del 3,9% sembra ancora sottostimare gli effetti della componente energia e materie prime che sta accelerando velocemente la risalita dei prezzi.

Secondo Eurostat infatti il caro gas ed elettricità ha portato ad una crescita del 26% dei prezzi lo scorso anno e per le imprese secondo i calcoli di Confcommercio si parla di un impatto del 40% di costi aggiuntivi.

Le dinamiche imposte dalla pandemia, con la volatilità nel lavoro e nei consumi, e ripartenze a strappi nei momenti in cui si alleggerisce il peso del virus hanno accentuato strozzature produttive, ingorghi nei trasporti e disfunzioni nell’allocazione degli investimenti nelle commodity. Il tutto si traduce in aumenti repentini nei costi delle materie prime e scarsità di certi approvvigionamenti con tempi più lunghi rispetto alla normale funzione della catena produttiva” spiega Ermes Biagiotti, Area Manager di Banca Generali Private nelle Marche, che aggiunge –. “In questi frangenti la corsa dei prezzi colpisce tutti, non solo imprese e lavoratori per gli effetti inflattivi, ma anche il risparmio non efficacemente protetto”.


Secondo quanto riportato nell’ultimo bollettino di Bankitalia, i depositi delle famiglie marchigiane sono cresciute nel 2021 di oltre il 15 %, attestandosi a 17,9 miliardi di euro. A preoccupare, inoltre, c’è il fatto che i depositi su conto corrente costituiscono i tre quarti del risparmio totale del nostro territorio. Una esposizione di questo genere rappresenta quindi un rischio se rapportato ai livelli attuali di inflazione. Se traduciamo in termini pratici, infatti, l’attuale scenario implica che una persona con 100 mila di risparmio rischia di vederne bruciati 4 mila dalla corsa dei prezzi.

Ci eravamo ormai dimenticati dell’inflazione che è sempre stata presente nell’economia italiana fino all’ingresso dell’euro. Ora i troppi anni di tassi a zero con politiche espansive dalle banche centrali potrebbero presto finire per cercare di frenare la risalita dei prezzi. E questo rischia di provocare ulteriori scossoni non solo per chi ha molti debiti, ma anche sulle valute e i mercati. Per questo è importante un’attenta analisi del patrimonio, a partire da quello finanziario per vedere che sia efficacemente diversificato e posizionato di fronte alle nuove sfide dei mercati. In primis certamente l’inflazione, che si può affrontare con degli strumenti su misura come delle gestioni monetarie, dei piani di accumulo o altre soluzioni protettive, e poi allargando il monitoraggio ai reali bisogni e gestione dei risparmi di famiglia” conclude Biagiotti.

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