Welfare, in Cina squilibri e servizi a metà. In arrivo un piano di investimenti

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Michelangelo Cocco

Il welfare cinese è fortemente diversificato: a seconda della provincia e dello status di residenza (urbano o rurale), si ha diritto a istruzione, assistenza sanitaria, pensioni e sussidi diversi (di gran lunga migliori nelle grandi metropoli). Il welfare è considerato il tallone d’Achille della Repubblica popolare di Cina  (1,4 miliardi di abitanti), perché – nonostante i miglioramenti degli ultimi 5 anni – le prestazioni rimangono generalmente scadenti, costringendo il cinese medio a risparmiare per mandare i figli a studiare all’estero, per integrare l’assegno pensionistico, per rivolgersi a uno specialista privato in caso di grave malattia. E questo risparmio deprime i consumi: intollerabile in una fase in cui lo sviluppo del Paese dovrà contare sempre meno sulla domanda internazionale e sempre più su quella interna. Per questo il Piano quinquennale (2021-2025) che sarà approvato nel marzo prossimo sarà dedicato in parte proprio al welfare, in particolare alle misure per estenderlo a 300 milioni di lavoratori migranti. 
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Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 12:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA