Litigano alle macchinette del caffè: 16enne accoltella un compagno di scuola

L'aggressione nata da una disputa per pochi spiccioli di resto

L'istituto Turazza
L'istituto Turazza
di Maria Elena Pattaro
4 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Febbraio 2023, 15:33 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 12:58

TREVISO - Accoltellato per pochi spiccioli da un compagno di scuola. Una lite scoppiata durante la ricreazione all'istituto professionale Turazza, davanti alle macchinette del caffè e sfociata nel sangue. Vittima della brutale aggressione è uno studente di 17 anni, ricoverato al Ca' Foncello con tre fendenti: due alla schiena e uno al torace. Fortunatamente non rischia la vita. L'accoltellatore è un 16enne, che ha gettato via l'arma subito dopo, salvo poi ammettere le proprie responsabilità una volta portato in questura. Ora è stato denunciato alla Procura dei Minori per lesioni gravi. Entrambi i ragazzi sono di origini straniere ma nati a Treviso e nessuno dei due ha precedenti. Il litigio non sarebbe il frutto di vecchie ruggini ma di una contesa occasionale nata per motivi banali e sfociata in una sorta di raptus da parte del 16enne, che ha messo fine alla lite a suon di fendenti. Con un'arma che non avrebbe dovuto avere. Ancora minorenni e violenza, dunque. In una provincia tuttora sconvolta dal brutale sequestro di Vedelago, dove una banda di tre ragazzi ha seviziato e rapinato un impiegato, con un 15enne come "capobanda". La violenza, stavolta, si è consumata all'interno di una scuola, l'Engim Veneto Turazza di via Da Milano: lo stesso istituto in cui a ottobre del 2022 un 17enne aveva spruzzato spray al peperoncino in classe, intossicando i compagni.


LITE DEGENERATA
Tutto è iniziato verso le 11, quando i due ragazzi si trovano ai distributori automatici.

Non fanno parte della stessa classe ma si conoscono e si mettono a litigare per pochi spiccioli. Volano parole grosse, i toni si alzano sempre di più tanto che altri studenti si affacciano a guardare. All'improvviso il 16enne estrae un coltellino e colpisce l'avversario: una, due, tre volte. Nel parapiglia qualcuno aveva anche cercato di separarli ma nessuno si aspettava che spuntasse una lama. Non lì, non a scuola. Il 17enne barcolla, con il sangue che gli cola dalle ferite. Gli insegnanti e il personale scolastico intervengono subito e chiamano i soccorsi. Mentre qualcuno presta le prime cure al ragazzo ferito, altri fermano l'aggressore, che nel frattempo aveva gettato via il coltellino. L'ordine è di riportare gli studenti nelle rispettive aule, dissipando la folla che si era accalcata attorno alle macchinette. «In tanti volevano andare a vedere il sangue - racconta ancora scosso un ragazzo, all'uscita da scuola -. Quello che è successo è gravissimo». In pochi minuti sono accorsi sul posto l' ambulanza e diverse pattuglie della polizia. Il 17enne, ricevute le prime cure sul posto, è stato trasportato al pronto soccorso: i medici gli hanno ricucito le ferite e refertato circa una settimana di prognosi. Il 16enne invece è stato sentito dagli inquirenti della Squadra Mobile. Raggiunto in questura dai genitori, ha ammesso le proprie responsabilità ma non ha voluto raccontare i dettagli della lite né il motivo per cui sia arrivato ad accoltellare il compagno di scuola.


LA REAZIONE
Choc e preoccupazione: sono queste le reazioni dell'istituto, guidato da qualche mese dallo psicologo Gianluigi Bettiol. Al momento la scuola ha scelto la linea del silenzio. «La cosa più importante è che il ragazzo non abbia subìto conseguenze gravi» sono le poche parole che filtrano. Sulle sanzioni all'aggressore sarà il consiglio di classe a pronunciarsi, a bocce ferme. Il 16enne rischia l'espulsione, vista la gravità del gesto. Ieri pomeriggio il dirigente ha convocato d'urgenza il Comitato sicurezza per discutere il caso. Il Turazza era finito sotto i riflettori anche lo scorso ottobre quando un 17enne aveva spruzzato in classe dello spray al peperoncino, facendo finire all'ospedale cinque compagne. «È stato un errore» aveva spiegato sostenendo di aver scambiato il flacone per il Ventolin chiesto da una compagna asmatica. Gli inquirenti però non gli avevano creduto ed era scattata la denuncia alla Procura dei Minori. La scuola era intervenuta con una sanzione disciplinare e aveva inasprito i protocolli di sicurezza. Ma evidentemente non è bastato.
 

Video

© RIPRODUZIONE RISERVATA