Variante Delta, record di contagi nel Regno Unito. E da lunedì Boris Johnson riapre tutto

Venerdì 16 Luglio 2021 di Claudia Guasco
Variante delta, record di contagi nel Regno Unito. E da lunedì Boris Johnson riapre tutto

Lunedì 19 luglio, ha annunciato il premier Boris Johnson, per il Regno Unito si apre una «nuova era». Cadranno le restrizioni più significative adottate con la prima ondata di Covid, la vita sociale tornerà a essere quella senza vincoli precedente alla pandemia e il governo ha già ribattezzato la data segnata in rosso sul calendario dagli inglesi come «il giorno della libertà». Entusiasmo non condiviso da medici e scienziati, secondo cui riaprire tutto adesso con l’imperversare della variante Delta è un comportamento dissennato.

 

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Boom infezioni -  E lo dicono i numeri, affermano. Sul Regno unito si sta abbattendo una nuova ondata di contagi alimentati dal ceppo indiano - il cui impatto su decessi e ricoveri è comunque in parte frenato dai vaccini - con parecchia preoccupazione per gli affollamenti degli Europei di calcio. Attualmente i positivi affetti dalla variante Delta sono 253.049 con infezioni in aumento del 17% in una sola settimana, rilevano gli ultimi dati del sistema sanitario nazionale pubblicati dal “Mirror”. Rispetto alla settimana precedente ci sono 36.800 malati in più e delle oltre 250 mila infezioni totali 209.926 sono state registrate in Inghilterra, 32.708 in Scozia, 5.601 in Galles e 4.814 in Irlanda del Nord. La variante indiana continua a rappresentare circa il 99% dei casi confermati in tutto il Regno Unito.

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Commentando questi numeri la dottoressa Jenny Harries, responsabile dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria, spiega: «I casi di coronavirus sono ancora elevati, ma è incoraggiante che la crescita non sembri ancora associata a un aumento simile dei ricoveri e delle vittime. Questa è la dimostrazione del successo del programma di vaccinazione nel ridurre l’incidenza di manifestazioni gravi della malattia». Il modo migliore per proteggere se stessi e chi ci sta accanto è vaccinarsi con entrambe le dosi il più presto possibile, ribadisce la dottoressa Harries. «Tuttavia, se è vero che i sieri garantiscono un’eccellente protezione, non eliminano completamente il rischio. Adesso che ci avviciniamo alla fine delle restrizioni, è più importante che mai continuare essere cauti. Sottoporsi ai test rapidi gratuiti due volte alla settimana e, in caso di sintomi, prenotare immediatamente un test molecolare e restare a casa finché non si ha il risultato».

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La preoccupazione dei medici - Nelle ultime ventiquattr’ore il numero di casi complessivi di Covid-19 nel Regno Unito è aumentato di 48.553 unità, il dato giornaliero più elevato da sei mesi. Le vittime complessive dall’inizio dell’epidemia risultano 128.593, ma secondo dati separati pubblicati dall’Office for national statistics sarebbero 154.000: si tratta delle persone sul cui certificato di morte è stato indicato il Covid-19 come causa del decesso. Al 14 luglio, segnala il “Mirror”, 35.341.428 cittadini hanno ricevuto due vaccini, eppure il numero di ricoveri per coronavirus l’11 luglio ha riguardato 582 pazienti, il 46,8% rispetto alla settimana precedente. Numeri che agitano gli esperti poiché arrivano proprio in concomitanza con gli allentamenti di Johnson, decisione bollata dai medici come «irresponsabile». La British medical association (Bma) teme «conseguenze potenzialmente devastanti» dall’annunciato via libera ad attività come locali notturni e la revoca delle ultime limitazioni per cinema, teatri, eventi pubblici, matrimoni o funerali e la fine di un vincolo legale sull’uso della mascherina al coperto o sul distanziamento. Nonché - per i soli vaccinati - la cancellazione dell’obbligo di auto-isolarsi in caso di contatti con soggetti contagiati o di dover fare la quarantena al rientro da un viaggio dagli oltre 100 Paesi (Italia inclusa) della cosiddetta lista arancione o ambra. Boris Johnson ha riconosciuto che la pandemia «non è finita» e ha invitato i cittadini a comportamenti cauti. Ma allo stesso tempo ha spiegato che posticipare l’allentamento delle restrizioni all’autunno rischierebbe di far coincidere le riaperture con il rientro a scuola e la stagione fredda, durante la quale le persone trascorrono più tempo al chiuso aumentando il rischio di ammalarsi.

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Allarme influenza - Queste valutazioni di Johnson hanno irritato gli esperti. Il dottor Chaand Nagpaul, presidente del consiglio della Bma, ha affermato che riaprendo tutto il 19 luglio il governo ha rinnegato la sua promessa di essere guidato dai dati e dall’impatto sul servizio sanitario nazionale. Tra l’altro i medici hanno lanciato anche un allarme per le possibili conseguenze di una combinazione dei virus stagionali, come l’influenza, il virus respiratorio sinciziale e il Covid, sovrapposizione esplosiva che minaccia, il prossimo inverno, di mettere in ginocchio la sanità e provocare dai 15.000 ai 60.000 decessi. Lo scorso inverno le restrizioni per il Covid hanno bloccato la diffusione dell’influenza che inevitabilmente tornerà tra qualche mese. E a questo si sommano i ricoveri pregressi accumulati, con oltre 5 milioni di persone attualmente in lista d’attesa di un intervento in Inghilterra.

 

Ultimo aggiornamento: 18:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA