Ucraina diretta. Zelensky-Draghi: ora sbloccare i porti. Salvini, ipotesi viaggio a Mosca nei prossimi giorni

L’avanzata delle truppe russe nella città. Zelensky: «Vogliono lasciare solo cenere». Boris Johnson: «Nel Donbass i soldati di Mosca stanno facendo molti progressi»

Ucraina diretta. Zelensky-Draghi: ora sbloccare i porti. Salvini, ipotesi viaggio a Mosca nei prossimi giorni
di Mauro Evangelisti
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Venerdì 27 Maggio 2022, 06:24 - Ultimo aggiornamento: 23:55

«Gruppi di sabotatori russi hanno preso il controllo del Mir Hotel». L’annuncio, drammatico, risuona nel primo pomeriggio. Si tratta di un edificio bianco e giallo, con un’insegna rossa, di tre piani, nella prima periferia Est di Severodonetsk. Le prime notizie che rimbalzano sui social, senza conferme, mostrano dei combattenti ceceni filo russi all’interno del complesso alberghiero. Fino a qualche ora prima si diceva che la cittadina, che si trova in una posizione chiave nel Lugansk, era ormai circondata dalle truppe di Putin; la presa dell’hotel, ma anche della stazione dei bus, simbolicamente - e anche nella pratica - mostra che i soldati russi stanno entrando nella città, quasi a rimarcare ciò che si sta dicendo da giorni: Severodonetsk potrebbe diventare la nuova Mariupol, da cui dista 270 chilometri.

Vittime

Il sindaco Oleksandr Stryuk dice che ci sono già 1.500 morti, che «la città è sottoposta a bombardamenti continui, il 60 per cento del patrimonio abitativo è completamente distrutto e fino al 90 per cento degli edifici sono danneggiati», «il percorso per fuggire è estremamente pericoloso, ma i militari ucraini stanno facendo tutto il necessario per rendere le strade sicure». Circa 12.000-13.000 persone sono rimaste ancora in città. Aggiunge: «Da due settimane siamo senza elettricità e acqua calda. Cerchiamo di fare di tutto per ripristinare i servizi, ma è difficile. E c’è carenza di acqua potabile». Ecco, sembrano le frasi che si sentivano quando l’assedio di Mariupol era ancora in corso, sia pure con numeri inferiori, perché Severodonentsk è più piccola. Le truppe russe ormai hanno circondato questa cittadina, anche se il governatore del Lugansk, Sergiy Gaidai, precisa che controllano i due terzi del perimetro, non la sua totalità. Ma nella sostanza cambia poco, nella prima periferia di Severodonetsk i combattimenti sono molto violenti, i russi avanzano. «Stanno martellando incessantemente i quartieri residenziali, gli abitanti di Severodonetsk hanno dimenticato quando è stata l’ultima volta che c’è stato silenzio in città per almeno mezz’ora» sostiene Gaidai. Il capo dell’amministrazione distrettuale di Severodonetsk, Roman Vlasenko, alla Bbc: «Abbiamo bisogno di molte più armi per una controffensiva».

Segnali

Severodonetsk è la città più a Est ancora sotto il controllo degli ucraini (ma non è possibile prevedere fino a quando) e ieri i russi hanno preso Lyman, sessanta chilometri a Ovest. Dopo il fallimento dell’avanzata su Kiev e su Kharkiv, dopo l’impasse a Sud a Mykolaiv, nel Donbass ora l’esercito di Putin sta invece agendo con più efficacia. Zelensky non ha dubbi: «I russi vogliono ridurre il Donbass in cenere». Anche il primo ministro inglese, Boris Johnson, lo ha ammesso: «Temo che Putin, a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo, stia continuando ad avanzare nel Donbass, stia continuando a fare progressi graduali, lenti, ma, temo, tangibili». Più cauto il Pentagono: «Nonostante l’enorme vantaggio numerico, le truppe russe che attaccano il Donbass in Ucraina hanno fatto solo progressi graduali». Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, però avverte: «La situazione militare nell’Est dell’Ucraina è anche peggiore di quello che la gente crede. Servono urgentemente armi pesanti per difenderci». Nel tardo pomeriggio di ieri si è sentito al telefono con il segretario di Stato americano, Antony Blinken. Al termine del colloquio, Kuleba ha annunciato: «Le armi pesanti sono in cima alla nostra agenda e altre ne stanno arrivando». In queste ore drammatiche, in cui Kiev rischia di vedere isolata una parte consistente dei propri soldati, i meglio addestrati, nel Donbass, dagli Stati Uniti giunge la rassicurazione su un rafforzamento delle forniture di materiale bellico. Secondo la Cnn, l’amministrazione Biden invierà, fin dalla prossima settimana, non solo armi più potenti, ma anche sistemi di missili a lungo raggio (Multiple Launch Rocket System o MLRS).

Richieste

Da settimane il leader ucraino Zelensky ha richiesto questo tipo di supporto. Possono sparare una raffica di razzi per centinaia di chilometri. Possibile anche l’invio dell’High Mobility Artillery Rocket System o HIMARS, più leggero dell’Mlrs. Questi missili, per quanto efficaci, hanno una controindicazione: gli ucraini potrebbero colpire anche obiettivi in territorio russo e questo aprirebbe a una escalation le cui dimensioni non sono prevedibili. Intanto, nel territorio della Federazione si allunga la lista degli incendi misteriosi: alla periferia di Mosca c’è stato un enorme rogo che ha interessato un deposito di mobili e di gomma, ignote le cause. Nei giorni scorsi, in occasione di altri roghi, si parlò anche di azioni di hacker.

Crisi

Il Washington Post ha pubblicato un reportage in cui, per la prima volta, emergono segnali di scoraggiamento in sacche dell’esercito ucraino. Il titolo è emblematico: «I combattenti volontari dell’Est si sentono abbandonati». Il comandante di un gruppo formato da volontari Serhiy Lapko spiega: «Il nostro comando non si assume alcuna responsabilità. Si prendono solo il merito dei nostri risultati. Non ci danno alcun supporto». Altre voci: «Stiamo aspettando rinforzi da due settimane. Siamo mandati a morte certa».
E ieri dieci persone sono morte e trentacinque sono rimaste ferite: un missile lanciato dai russi ha colpito la caserma della Guardia Nazionale nel distretto di Dnipro. Sono giorni molto difficili per Kiev e Zelensky ieri ha socchiuso la porta a un possibile colloquio con Vladimir Putin: «Ci sono cose da discutere con il leader russo. Non sto dicendo che la nostra gente sia ansiosa di parlare con lui, ma dobbiamo affrontare la realtà che stiamo vivendo. Cosa vogliamo da questo incontro? Rivogliamo le nostre vite. Vogliamo rivendicare la vita di un Paese sovrano all’interno del proprio territorio». Il problema è che Mosca, secondo alcune fonti, non ha ancora rinunciato a una guerra totale in Ucraina, addirittura ancora ha piani militari per prendere Kiev. E ieri sera Putin ha spiegato, parlando con il cancelliere austriaco Karl Nehammer, con cui ha avuto una conversazione telefonica, che «l’Ucraina ostacola il processo negoziale con la Russia».

Accuse

Intanto, però, un gruppo di 30 esperti internazionali di diritto accusa la Russia di «volere compiere un genocidio in Ucraina». «Sta commettendo atrocità mirate a distruggere il popolo ucraino» si legge nel dossier diffuso dalla Cnn, elaborato dal think tank americano New Lines Institute for Strategy and Policy e dalla ong canadese Raoul Wallenberg Center. Ancora: «Ci sono ampie e dettagliate prove su uccisioni di massa di civili, deportazioni forzate e retorica disumanizzante usata da alti funzionari russi per negare l’esistenza di un’identità ucraina».

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Guerra in Ucraina, la diretta

Ore 23.00 - La visita del segretario della Lega Matteo Salvini a Mosca non stupisce il segretario del Pd Enrico Letta che invece si aspettava avvenisse prima. «Mi stupisce arrivi così tardi perché va dove naturalmente gli batte il cuore fin dall'inizio, Evidentemente lo considera un luogo dove andare» ha detto Letta da Como ribadendo che il Pd «sostiene il governo Draghi per la pace. Iniziative strampalate alla Salvini non hanno alcuna utilità. Servono a lui per ritrovare la sua identità», ha concluso.

Ore 21.00 - No, non ci è stata fatta alcuna comunicazione, non siamo a conoscenza di alcun viaggio». Così fonti della Farnesina rispondono alla domanda se il Ministero degli Esteri fosse informato di un possibile viaggio a Mosca di Matteo Salvini.

Ore 20.30 - Il Consiglio del Patriarcato della Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca (Uoc) ha dichiarato «piena indipendenza» dalla Chiesa ortodossa russa. Lo riportano diversi media russi e ucraini. La Uoc di Mosca ha «condannato la posizione del patriarca di Mosca Kirill e la guerra della Russia contro l'Ucraina», ed ha «invitato le parti a continuare i negoziati».

Ore 19.44 - Al momento, circa la missione di Salvini a Mosca, si parla di una possibilità. Qualora l'eventualità diventasse più concreta, Matteo Salvini informerà il Presidente Mario Draghi e ne parlerà con i vertici della Lega. Lo rende noto la Lega.

Ore 19.10 - «Draghi ha fatto bene a chiamare Putin e io ce la sto mettendo tutta ma già sento i ritornelli della sinistra perchè se dice di andare o chiamare Mosca qualcuno che va bene al politicamente corretto, allora è una grande operazione di pace. Se ci va Salvini chissà cosa succede, però abbiamo le spalle larghe e bisogna solo tirare dritto»: lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in un incontro elettorale a Como a proposito di un suo eventuale viaggio a Mosca. Salvini ha spiegato che «più a lungo va avanti la guerra, più a lungo rischiamo» e quindi bisogna «fare di tutto per avvicinarsi alla pace non solo per salvare vite là ma anche per salvare posti di lavoro qua». «La pace, la vita e il lavoro valgono tutto», ha aggiunto Salvini, spiegando che «la pace non si costruisce accendendo candele in Duomo. La pace va costruita, ricercata, mattoncino per mattoncino, incontro per incontro. Se la guerra va avanti significa morte in Ucraina e posti di lavoro che saltano in Italia».

Ore 18.45 - Il Leader della Lega Matteo Salvini potrebbe recarsi a Mosca nei prossimi giorni. Lo rendono noto ambienti del partito spiegando che comunque è ancora tutto da decidere e che l'iniziativa al momento rimane una ipotesi di lavoro.

Ore 16.46 - Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al cancelliere austriaco Karl Nehammer, con cui ha avuto una conversazione telefonica, che Kiev ostacola il processo negoziale con la Russia. Lo riferisce il Cremlino, come riporta la Tass. 

Ore 16.31 - «Ho informato» il premier Mario Draghi della «situazione sulla linea dei fronte: ci aspettiamo altro sostegno per la difesa dai nostri partner, ho sollevato il tema del rifornimento di carburante». Lo ha scritto su twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dando notizia del colloquio telefonico avuto con il premier italiano, da lui anticipato nella conferenza stampa di ieri seguita alla conversazione avuta con il presidente russo Vladimir Putin.

Ore 14.25 - L'Ucraina non è ansiosa di parlare con la Russia di Vladimir Putin, ma deve affrontare la realtà e sarà necessario per porre fine alla guerra: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un discorso a un think tank indonesiano. Lo riporta la Reuters sul suo sito. «Ci sono cose da discutere con il leader russo. Non sto dicendo che il nostro popolo è ansioso di parlare con lui, ma dobbiamo affrontare la realtà. Cosa vogliamo da questo incontro? Rivogliamo le nostre vite. Rivogliamo la vita di un Paese sovrano all'interno del proprio territorio, ma la Russia non sembra essere pronta per seri colloqui», ha detto

Ore 14.12 - «Nel corso del nostro incontro, discuteremo di modi concreti per aiutare l'Ucraina ad esportare i suoi prodotti agricoli utilizzando le infrastrutture dell'Ue: vedremo anche come coordinare meglio le iniziative multilaterali in questo senso». Lo si legge nella lettera inviata dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ai 27 leader in vista del consiglio di settimana prossima.

Ore 14.10 - Nonostante le dichiarazioni pubbliche della leadership russa, non c'è alcuna indicazione della disponibilità della Russia a tenere colloqui, e i fatti dimostrano che il presidente russo vuole fare la guerra all'Ucraina: lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un briefing congiunto con il suo omologo nord-macedone Bujar Osmani a Kiev, riporta Ukrinform. «Non credo che un Paese che cerca un processo negoziale agisca in questo modo. Se la Russia volesse un negoziato, non condurrebbe operazioni offensive, non metterebbe in circolazione rubli, numeri di telefono e passaporti russi»

Ore 13.55 - La Russia ha confermato gli attacchi nelle regioni di Kharkiv e Donetsk. Il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Konashenkov, ha riferito che missili sono stati lanciati contro una brigata ucraina nella città di Bakhmut, nel Donetsk, dove sono in corso violenti combattimenti. E missili sono stati lanciati anche su Kharkiv, dove le forze di Kiev hanno denunciato la morte di almeno 9 civili.

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Ore 13.40 - «L'Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo». Lo ha affermato il primo ministro russo Mikhail Mishustin, citato dalla Tass. «Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all'estero», ha aggiunto il premier. E questo «per la sola ragione che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali»

Ore 13.13 - Il presidente russo Vladimir Putin ha definito le pressioni esercitate da una serie di Paesi ostili come «quasi un'aggressione». Lo riporta la Tass.

Ore 13.00 - L'Occidente ha mosso contro la Russia «una guerra totale». È l'accusa rilanciata dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che denuncia come le potenze occidentali stiano «cancellando la Russia e tutto quanto è collegato» con il Paese, anche scrittori, compositori e altre figure culturali. «L'Occidente ha dichiarato guerra contro di noi - ha detto Lavrov - contro tutto il mondo russo. La cultura di cancellare la Russia e tutto quanto è collegato con il nostro Paese sta già raggiungendo un punto di assurdità». Secondo il capo della diplomazia di Mosca, gli Stati Uniti e «i loro satelliti stanno raddoppiando, triplicando, quadruplicando gli sforzi per contenere il nostro Paese», usando «la più ampia gamma di strumenti, dalle sanzioni economiche unilaterali ad una diffusa falsa propaganda nello spazio mediatico globale».

Ore 12.50 - La Banca Centrale della Russia ha imposto nuove temporanee restrizioni per le imprese, consolati e cittadini italiani con conti presso le controllate locali degli istituti di credito UniCredit e Intesa Sanpaolo. È quanto riporta Bloomberg citando fonti a conoscenza. Gli istituti di credito hanno ricevuto una lettera dalla banca centrale in cui si afferma che a partire dal 25 maggio, per un periodo di un anno, le persone e le imprese italiane che hanno conti presso le controllate russe dei due istituti di credito non potranno prelevare fondi senza l'autorizzazione della direzione locale.

Ore 12.40 - La Russia fa «progressi lenti ma tangibili» in Ucraina. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson riferendosi all'avanzata delle truppe di Mosca nel Donbass. Secondo il primo ministro, il presidente Vladimir Putin «a caro prezzo per se stesso e per l'esercito russo sta continuando a rosicchiare terreno». Non bisogna, ha aggiunto Johnson, «lasciarsi cullare dall'incredibile eroismo degli ucraini nel respingere i russi dalle porte di Kiev» ma è «vitale» ora più che mai «sostenere militarmente gli ucraini»

Ore 12.15 - Il porto di Mariupol ricomincerà ad accogliere navi «prima della fine di maggio», quindi entro quattro giorni. Lo ha detto Denis Pushilin, leader della Repubblica popolare di Donetsk, riporta Interfax.

Ore 12.10 - Dieci persone sono morte e circa 35 sono rimaste ferite da un missile lanciato dai russi sulla caserma della Guardia Nazionale nel distretto di Dnipro. Lo ha affermato il capo militare della regione Gennady Korban come riporta Ukrainska Pravda. Secondo Korban, tre missili sono stati lanciati dalla regione di Rostov, uno dei quali ha colpito il bersaglio.

Ore 12.00 - «Noi incoraggiamo ogni tentativo che possa portare ad un accordo politico per fermare questa guerra»: così il vicesegretario generale della Nato, Mircea Geoana, in un'intervista esclusiva al TG3, che sarà trasmessa oggi, si esprime sul piano di pace in Ucraina promosso dall'Italia. «Alla fine ci sarà una soluzione politica» aggiunge Geoana nell'intervista «ma purtroppo al momento non vediamo le condizioni politiche» per un accordo: «Le posizioni sono ancora molto distanti». Geoana ringrazia poi l'Italia per «il grande contributo all'alleanza» ricordando il ruolo strategico sul fronte orientale, ma anche l'impegno in Iraq e Kosovo.

Ore 11.40 - I negoziati con l'Ucraina sono stati sospesi su decisione di Kiev, il che contrasta con le affermazioni di Zelensky sulla necessità di colloqui al massimo livello. Lo afferma il Cremlino, riporta la Tass.

Ore 10.35 - La Russia ha disseminato nel Mar Nero tra le 400 e le 500 vecchie mine sovietiche, che vengono strappate dalle ancore quando il mare è agitato e vanno alla deriva, rendendo impossibile l'esportazione di merci dai porti ucraini. Lo afferma il portavoce dell'amministrazione militare regionale di Odessa Sergiy Bratchuk, aggiungendo che Mosca ha «creato una crisi alimentare nel mondo» e sta usando un «alibi informativo» incolpando l'Ucraina della crisi alimentare. Lo riporta la Bbc.

Ore 10.15 - Le forze dell'autoproclamata repubblica di Donestk dichiarano di aver raggiunto «il pieno controllo» della città dell'Ucraina orientale di Lyman, nel Donbass. Lo riporta la Tass.

Ore 10.12 - La Cina attacca il discorso tenuto ieri dal segretario di Stato Antony Blinken e dedicato alle politiche Usa verso Pechino perché «ci infanga». Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, nel briefing quotidiano, ha aggiunto che le parole di Blinken «mostrano il desiderio degli Stati Uniti di fermare lo sviluppo della Cina»

Ore 10.10 - Circa 70 cadaveri sono stati trovati nell'ex stabilimento di Oktyabr, a Mariupol. Lo ha affermato il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko. «Le persone sono rimaste tra le macerie dell'edificio dopo il bombardamento. I corpi sono stati chiusi in sacchetti di plastica e portati per la sepoltura in una fossa comune nel villaggio di Stary Krym», ha aggiunto.

Ore 9.45 - Un ragazzo di 12 anni è rimasto ucciso ieri per l'esplosione di un proiettile lasciato in strada nella zona di Kalmiusky a Mariupol, vicino alla scuola numero 30. Lo riferisce il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko, citato da Unian, che avverte i cittadini: «Le armi russe continuano a uccidere i bambini a Mariupol anche dopo le operazioni attive. Fate attenzione. Ogni giorno, dite ai bambini di non toccare oggetti sospetti. Soprattutto proiettili, missili e altre armi».

Ore 9.30 - Le forze russe vogliono «ridurre in cenere» il Donbass: lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, descrivendo la crescente difficile posizione di Kiev nell'est del Paese. «L'attuale offensiva degli occupanti nel Donbass può rendere la regione disabitata», ha detto Zelensky. «Vogliono ridurre in cenere Popasna, Bakhmut, Lyman, Lysychansk e Severodonetsk. Come Volnovakha, come Mariupol», ha proseguito. Lo riporta la Cnn. Zelensky ha inoltre puntato il dito contro l'Ue, accusandola di non agire con decisione sulle sanzioni.

Ore 9.00 - Sono quasi 30mila i soldati delle forze armate russe che hanno perso la vita durante la guerra in Ucraina. Lo sostiene il ministero della Difesa di Kiev parlando di 29.750 soldati russi morti dall'inizio del conflitto, 150 solo nell'ultima giornata. Nel bollettino odierno, il ministero ucraino riferisce inoltre di 1.322 carri armati russi distrutti e 3.246 veicoli corazzati. Sono 623 i sistemi di artiglieria russi neutralizzati dalle forze armate ucraine, prosegue il rapporto, mentre 206 aerei da combattimento e 170 elicotteri sono stati messi fuori uso.

Ore 8.55 - L'intelligence britannica ha affermato che la Russia ha recentemente spostato nell'Ucraina meridionale carri armati T-62 di 50 anni fa, mezzi «particolarmente vulnerabili contro le armi anticarro e la loro presenza sul campo di battaglia sottolinea la carenza di attrezzature moderne». Inoltre, l'intelligence britannica ha affermato che «le forze di terra russe continuano a cercare di circondare Severodonetsk e Lysychansk, dopo aver occupato diversi villaggi a nord-ovest di Popasna. La Russia sta spingendo in questa direzione, sebbene l'Ucraina mantenga il controllo su diversi settori protetti, non consentendo a Mosca di prendere il controllo del Donbass».

Ore 8.45 - Attacchi russi nella notte e in mattinata nella regione di Dnipropetrovsk, nell'Ucraina orientale. Lo riferisce il capo dell'Amministrazione militare regionale Valentyn Reznichenko, riportato da Ukrinform. «Ci sono stati diversi attacchi. Gravi distruzioni», ha dichiarato, spiegando che i soccorritori stanno scavando tra le macerie alla ricerca di feriti o vittime. Anche il sindaco di Novomoskovsk, Sergii Rieznik, ha detto che a Dnipro sono state udite esplosioni: «In mattinata sono state segnalate esplosioni, stiamo aspettando informazioni ufficiali dall'amministrazione militare»

Ore 8.10 - I bambini vittime della guerra

Sono 241 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese, 438 sono rimasti feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che si tratta di un bilancio provvisorio, dato che sono ancora «in corso i lavori per stabilire le cifre delle vittime nei luoghi in cui le ostilità sono ancora attive, nei territori temporaneamente occupati e in quelli liberati». Il maggior numero di bambini morti o feriti nella guerra in Ucraina si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. L'ultima vittima minorenne è di ieri, nella zona di Kharkiv. Si tratta - fa sapere la Procura - di un bambino di 5 mesi, morto insieme al padre a causa di un attacco di artiglieria, che ha ferito in tutto 17 persone, tra cui la mamma del piccolo, che si trova adesso in ospedale, e una bambina di 9 anni. Sale anche il bilancio delle istituzioni educative colpite dai bombardamenti: secondo le autorità di Kiev sono 1.887 quelle danneggiate da inizio guerra, 180 delle quali sono andate completamente distrutte.

 

Ore 7.30 - Il bilancio delle vittime civili

Sfiora quota 4.000 il bilancio delle vittime civili accertate in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio scorso: lo ha reso noto l'agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Gli abitanti uccisi finora dalle forze russe sono infatti almeno 3.998 (dato aggiornato a mercoledì), mentre i civili feriti sono almeno 4.693. L'agenzia ritiene comunque che i dati effettivi siano molto più alti.

Ore 6.09 - Cnn: Biden pronto a inviare missili a lungo raggio a Kiev

L’amministrazione Biden si sta preparando a inviare all’Ucraina armi più potenti nell’ambito di un nuovo pacchetto la prossima settimana. Lo riferiscono fonti dell’amministrazione alla Cnn. Si tratterebbe in particolare di sistemi di missili a lungo raggio, Multiple Launch Rocket System o MLRS, che da tempo sta chiedendo Volodymyr Zelensky. Le armi, prodotte negli Stati Uniti, possono sparare una raffica di razzi per centinaia di chilometri, molto più lontano di qualsiasi altro sistema già presente in Ucraina, e secondo Kiev potrebbe essere il punto di svolta nella loro guerra contro la Russia. La notizia arriva n un momento di grossa difficoltà per le truppe ucraine, sottoposte a pressanti bombardamenti nel Donbass. Un altro sistema richiesto dall’Ucraina è il High Mobility Artillery Rocket System o HIMARS, più leggero dell’Mlrs ma in grado di sparare lo stesso tipo di munizioni. Finora Biden aveva evitato di inviare questi sistemi per timore che l’Ucraina potesse utilizzarli per attaccare all’interno del territorio russo con la conseguenza di una reazione da parte di Mosca. 

 

Ore 5.49 - Non solo droni,ucraini usano anche le ebike contro i tank

Nella guerra tra Russia e Ucraina non ci sono solo armi avveniristiche, droni per tracciamenti crittografati e super blindati. Compaiono anche le biciclette elettriche. Possono sembrare fuori luogo all’interno di un conflitto odierno eppure anche questo mezzo così vetusto (ma così nuovo) ha ritrovato la sua ragion d’essere: è silenzioso e non viene rilevato dai russi. A rivelare il successo delle ebike in guerrra è Eleek, produttore ucraino che nota come i suoi mezzi siano sempre più richiesti dalle truppe. I vantaggi dopotutto sono parecchi. Permettono di coprire grandi distanze, intorno ai 150 chilometri, e di percorrere sentieri inaccessibili ad altri mezzi a motore. Possono quindi condurre attacchi di sottecchi, magari a opera di cecchini e consentono ricognizioni che passano inosservate (e inudite). Il propulsore elettrico infatti non è solo silenzioso ma non emette calore annullando di fatto i sistemi di rilevazione termici usati dai russi per scovare i mezzi a motore. 

Ore 5.47 - Artem, Mosha e Oleg: la morte dei pugili eroi

L’ultimo combattimento era stato fissato il 12 marzo. «Boxing Show» nella Freedom Hall, ore 17, ingresso 15 euro. Ma quel pomeriggio, diciassettesimo giorno di guerra, non si presentò mai nessuno, nemmeno il custode che doveva aprire i tornelli. Allo SpartaBox non aprirono neanche la palestra per il riscaldamento. Gli spogliatoi vuoti. Le corde immobili. I tabelloni elettronici spenti. Le poltroncine deserte. I pugili erano andati tutti al fronte. «È l’ora di far vedere che combattenti siamo», avevano detto in tv i fratelli boxeur Vitalij e Volodymyr Klitschko, l’uno sindaco e l’altro suo motivatore, e il gong s’era sentito forte: via i guantoni, campioni e bidoni, tutti in trincea. Non c’era stato il tempo di dir fuori i secondi: chi era tornato dall’estero e chi aveva mollato borse di milioni, chi s’era arruolato con Azov e chi nella polizia, l’importante era solo partire e menare duro i russi, se possibile, e volteggiare come una farfalla e pungere come una vespa, secondo l’insegnamento di Cassius Clay. «I nostri atleti hanno dato un grandissimo esempio», si commuove Serhii Tishchenko, una vita da allenatore a bordo ring, adesso presidente della Federboxe ucraina: «Finora ne eravamo orgogliosi. Adesso, li consideriamo i nostri eroi celesti». 

Ore 5.44 - Sevirodonetsk, il sindaco: 1500 morti, 60% degli edifici distrutto

Sono almeno 1500 i morti nella città ucraina di Severodonetsk , nell’est del Paese, al centro di pesanti bombardamenti dei russi da settimane. Inoltre il 60% degli edifici è stato distrutto. Lo ha riferito il sindaco Oleksandr Stryuk. Severodonetsk è l’unica città del Luhansk, nelDonbass, ancora sotto il controllo ucraino.

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