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Ucraina, a Mariupol bombe sui civili in fuga. Mosca punta Odessa

La Russia vuole conquistare tutta la parte sud del Paese per creare una continuità con Donbass e Crimea

Ucraina, a Mariupol bombe sui civili in fuga. Mosca punta Odessa
Ucraina, a Mariupol bombe sui civili in fuga. Mosca punta Odessa
di Valentina Errante
5 Minuti di Lettura
Lunedì 7 Marzo 2022, 00:59

La tregua non c’è. Per la seconda volta in 48 ore, la pioggia di bombe su Mariupol impedisce l’apertura dei corridoi umanitari attraverso i quali 200mila civili, “prigionieri” della città portuale nel sud est del Paese, avrebbero dovuto trovare la salvezza. A mezzogiorno la via sembra libera e invece la speranza si spegne subito, sul percorso, attraverso Nikolske, Rozivka, Polohy, Orikhiv, Zaporizhzhia, il fuoco continua. Assediati, da una settimana senza acqua e riscaldamento, farmaci e cibo, con temperature sotto lo zero, bambini, ammalati, anziani non riescono a uscire dalle tane sotterranee che li salvano dalla morte. La mancata evacuazione della città trappola finisce al centro di uno scambio di accuse tra Ucraina e Russia, che fa da controcanto agli appelli e alle mediazioni dei leader del mondo intero. Le autorità ucraine denunciano che circa 400 persone in fuga dalla città di Volnovakha, nell’ambito di un piano di evacuazione, sono state colpite dal fuoco russo e, mentre continua l’assedio ai sobborghi di Kiev, in un video, il presidente Volodymyr Zelensky lancia un nuovo allarme: il prossimo obiettivo sarà Odessa, paventando bombardamenti sulla città finora rimasta fuori dagli scontri. 

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I CIVILI


«Scene devastanti di sofferenza umana», così la nota del Comitato internazionale della Croce Rossa ha comunicato il secondo fallimento dell’apertura di un corridoio umanitario a Mariupol. L’Organizzazione ha chiarito di facilitare il dialogo ma di non essere garante di alcun cessate il fuoco e che tentativi di evacuazione sabotati «sottolineano l’assenza di un accordo dettagliato e funzionante tra le parti in conflitto». Sabato, il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, aveva lanciato un nuovo appello: il bombardamento della città nei sei giorni precedenti è stato così pesante che i servizi di emergenza non sono stati in grado di raccogliere i corpi delle persone uccise. 


SCAMBIO DI ACCUSE


Nella telefonata con Emmanuel Macron, Vladimir Putin ha accusato Kiev di non permettere l’evacuazione della popolazione civile dalle città. La versione di Mosca è che i civili vengono utilizzati dai «nazionalisti» come «scudi umani» per guadagnare tempo. Per gli ucraini, invece, i russi hanno continuato a sparare mentre si radunavano i convogli.


Il prolungato assedio di Mariupol sembra confermare che l’obiettivo di Putin, in questa fase, sia quello di far collassare il nemico dall’interno, mentre l’avanzata sul terreno delle sue truppe continua ad essere rallentata da una forte resistenza delle forze ucraine (assistite da 100mila volontari, secondo la Guardia nazionale). Così anche a Kiev, dove i mezzi dell’Armata sono fermi da giorni a decine di chilometri dal centro, c’è stata un’accelerazione nei bombardamenti e nei colpi di artiglieria sui dintorni della capitale. Una delle località più bersagliate è Irpin, a 20 chilometri a nord-ovest, dove proiettili di mortaio avrebbero colpito un ponte utilizzato dai civili in fuga. Uccidendo otto persone. Tra le vittime, anche una madre e i suoi due bambini, come documenta una foto shock pubblicata dal New York Times.

Nel centro del Paese i russi hanno distrutto l’aeroporto di Vinnytsia, ma soprattutto, è l’allarme di Kiev, vogliono prendere il controllo della diga della centrale idroelettrica di Kaniv. Un’altra chiave per vincere lasciando al buio la nazione, come dimostra la conquista della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La presa della Capitale, per i russi, è importante quanto la conquista di tutta la parte meridionale dell’Ucraina, per creare una continuità con il Donbass e la Crimea.

 


L’ESODO


L’esodo intanto continua. Un milione e mezzo di civili ha lasciato il Paese, per l’Onu, la rapidità della fuga è paragonabile soltanto a quello della Seconda Guerra Mondiale. Ieri Varsavia ha registrato un record di 129mila nuovi arrivi in 24 ore. In Italia, la media, era di circa 2.300 ingressi al giorno, ma adesso ha toccato quota tremila. Un totale di oltre 14 mila persone, in massima parte donne e bambini. 

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ODESSA


«Si stanno preparando a bombardare Odessa - annuncia in un accorato appello ai suoi concittadini Zelensky - sarà un crimine di guerra, un crimine storico». E mentre il presidente incita l’Ucraina, «una super potenza dello spirito», alla resistenza, il funzionario cittadino Mykhailo Shmushkovich dice che più di 100mila persone sono fuggite, ma che i difensori di Odessa combatteranno. «Potrebbe succedere da un momento all’altro non puoi mai essere pronto per questo. Anche prima che Zelensky ci dicesse che i russi avrebbero bombardato Odessa, eravamo dell’umore giusto per combattere fino alla fine. Siamo pronti». Ieri all’ingresso di Odessa, porto cosmopolita sulla costa meridionale con un milione di abitanti di lingua ucraina e russa e minoranze bulgare ed ebraiche, c’erano diversi posti di blocco militari, ma le strade erano in gran parte vuote.
 

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