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Ucraina, la trappola dei corridoi umanitari (che portano solo in Russia e Bielorussia). Armi e soldati: gli Usa accelerano

Gli aggiornamenti in tempo reale sulla guerra in Ucraina

Ucraina diretta, a Kiev «situazione catastrofica»: intensificati i bombardamenti sulle città, Zelensky: «Non perdoneremo»
Ucraina diretta, a Kiev «situazione catastrofica»: intensificati i bombardamenti sulle città, Zelensky: «Non perdoneremo»
di Cristiana Mangani
27 Minuti di Lettura
Lunedì 7 Marzo 2022, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 14:11

L’ennesimo incontro senza una soluzione, mentre il mattatoio ucraino continua a produrre morte e disperazione. La diplomazia internazionale è ancora al punto di partenza e i negoziati continuano a inciampare sui corridoi umanitari, sulle vie di fuga per i civili e sugli impegni politici che questa guerra rende impossibili. Qualche piccolo passo è stato fatto, ma la trattativa langue e un nuovo incontro tra le delegazioni viene ipotizzato già per giovedì. «I negoziati proseguiranno fino al raggiungimento di un risultato» ha spiegato in serata Volodymyr Zelensky, rivendicando inoltre di essere rimasto a Kiev («Non mi nascondo» ha attaccato). Tant’è che secondo l’agenzia Interfax, Russia e Ucraina stabiliranno questa mattina un sistema di comunicazione per lo scambio di informazioni sui corridoi umanitari, anche se la questione è tutt’altro che risolta. Lo stesso leader ucraino ha tacciati Mosca di «cinismo»: i corridoi «solo nella direzione del loro paese» servono «per fare scena» ha detto.

L’ATTACCO 
Le truppe dello zar si preparano al grande attacco delle città, ben sapendo che troveranno ad attenderli militari fortemente motivati, e anche cittadini che non intendono mollare la propria terra e il proprio paese. Gli ucraini hanno avuto il tempo per potenziare la forza militare, con il sostegno americano e britannico. La Cnn ieri ha anticipato che gli Usa stanno considerando anche di fornire sistemi di difesa missilistica agli alleati Nato sullo sfondo delle crescenti preoccupazioni per le minacce russe. E hanno rinforzato le file ucraine in tempi considerati non sospetti per l’Occidente: a dicembre, quando della possibile invasione del paese in pochi erano a conoscenza, e quasi nessuno ci credeva. Il Dipartimento della difesa americano ha spiegato che invieranno, a breve, 500 soldati e il dispiegamento includerà anche l’invio di aerei di rifornimenti KC-135 in Grecia. Un centro operativo di supporto aereo sarà schierato in Polonia e Romania, e una società di manutenzione sarà in Germania, per fornire «un ulteriore supporto logistico alla prima squadra di combattimento della brigata corazzata, la terza divisione di fanteria», che è già schierata lì. Con questi schieramenti aggiuntivi, gli Stati Uniti avranno circa 100.000 militari statunitensi permanenti di stanza in Europa. «L’operazione - ha spiegato un funzionario del Pentagono - è tutta centrata a difendere lo spazio aereo della Nato, se necessario».

Ma non è solo la Nato a rafforzare le posizioni nei paesi confinanti. Da una pista innevata della base aerea di Amari, nel nord dell’Estonia, prima che le rotte di rifornimento venissero chiuse, sono stati caricati fucili, munizioni e altre armi. In meno di una settimana, gli Stati Uniti e la Nato hanno spinto oltre 17.000 armi anticarro, compresi i missili Javelin, oltre i confini della Polonia e della Romania, scaricandole da giganteschi aerei cargo militari in modo che potessero fare il viaggio via terra a Kiev. E questi sono solo i contributi più visibili, perché nascoste nelle basi nell’Europa orientale, le forze del Cyber command degli Stati Uniti sono in atto per interferire con gli attacchi e le comunicazioni digitali della Russia.

GLI ATTENTATI
Mentre il presidente ucraino cerca di salvarsi dagli attentati del Wagner group, i mercenari russi chiamati a intervenire da Mosca, viaggiando con apparecchiature di comunicazione crittografate, fornite dagli americani, che gli consentono di parlare direttamente con il presidente Usa Joe Biden, senza poter essere intercettato. Ieri, poi, al termine del terzo round di colloqui in Bielorussia nell’area della foresta di Bialowieza, durati quasi quattro ore, il consigliere del presidente Zelensky ha portato a casa la flebile speranza di un’intesa temporanea sulla creazione di vie d’uscita per i civili dalle città sotto attacco, che finora Mosca aveva concesso solo verso i territori ostili di Russia e Bielorussia. Territori, peraltro, minati che, se percorsi, avrebbero provocato una strage. «Gli ucraini ci hanno dato assicurazioni che oggi verranno aperti i corridoi umanitari», ha affermato il capo della delegazione russa, l’ex ministro della Cultura Vladimir Medinsky, esprimendo delusione sull’andamento delle trattative. «Le nostre aspettative non si sono attuate», ha aggiunto. La delegazione russa ha presentato agli ucraini una bozza di documento di accordo che si sono riservati di valutare.

Intanto, la diplomazia continua a cercare anche un’altra via per la negoziazione. In questi giorni sono scesi in campo due attori essenziali: Israele e la Turchia. Il primo ministro israeliano Naftali Bennett è volato a Mosca durante lo Shabbat, ha incontrato Putin, ha parlato al telefono con Zelensky, si è consultato con i partner europei. Sebbene Kiev non abbia molto gradito: «Mentre il mondo sanziona la Russia per le sue barbare atrocità in Ucraina, alcuni preferiscono fare soldi intrisi di sangue ucraino - hanno commentato -. La compagnia aerea El Al sta accettando pagamenti usando il sistema bancario russo». A suo volta, Erdogan ha parlato con Putin e tra due giorni i ministri degli Esteri di Russia e Ucraina, Lavrov e Kuleba, si incontreranno ad Antalya, in Turchia, sotto la mediazione del loro omologo turco. Sale, dunque, il livello della mediazione tra i due paesi in guerra. Anche se i rapporti tra Mosca e Ankara sono controversi. In Libia sono su posizioni contrapposte essendosi di fatto spartiti il Paese. La Turchia è membro della Nato, ma non ha adottato sanzioni contro Mosca. E nella serata di ieri si è tenuto un vertice telefonico tra Biden, Macron, Scholz e Johnson. I quattro leader hanno ribadito la loro «determinazione a continuare ad aumentare i costi sulla Russia per la sua invasione ingiustificata e non provocata dall’Ucraina», sottolineando l’ulteriore loro impegno a fornire assistenza economica, umanitaria e di sicurezza al paese.

Guerra in Ucraina, la situazione in diretta

Ore 23.54 - Forti esplosioni sono state udite questa sera nella città portuale di Odessa. Lo riferisce il corrispondente della Bbc. «Abbiamo appena sentito tre o quattro forti esplosioni provenire da ovest. Ci è stato detto che era il sistema di difesa ucraino che abbatteva i missili russi in arrivo lanciati da una delle numerose navi da guerra situate al largo della costa qui». Questa mattina la marina militare ucraina ad Odessa aveva annunciato di aver colpito una nave russa provocando danni significativi.

Ore 23.24 - «Rimango qui, rimango a Kiev, a Bankova (ndr, l'edificio che ospita gli uffici presidenziali), senza nascondermi e senza paura di nessuno. Questo serve per vincere questa guerra». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che torna a farsi vedere in un nuovo video diffuso stasera su Telegram, citato dai media locali.

Ore 23.17 - I negoziati con la Russia proseguiranno fino al raggiungimento di un risultato nell'accordo. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a quanto riporta la Tass. «Oggi si è svolto il terzo round di negoziati in Bielorussia, vorrei dire il terzo e l'ultimo, ma siamo realisti. Pertanto, parleremo, insisteremo sui negoziati finché non troveremo un modo per dire al nostro popolo: 'è così che arriveremo alla pace'», ha detto in un videomessaggio pubblicato sul suo canale Telegram.

Ore 23.00 - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato le forze russe di aver fatto fallire i corridoi umanitari di oggi per l'evacuazione dei civili. «C'è stato un accordo sui corridoi umanitari. Ha funzionato? Al loro posto hanno funzionato i carri armati russi, i (lanciarazzi, ndr) Grad russi, le mine russe», ha dichiarato il leader di Kiev su Telegram. Stasera, la Russia ha comunque annunciato nuovi corridoi umanitari per domani mattina.

Ore 22.05 - La Russia ha annunciato un cessate il fuoco per permettere corridoi umanitari in Ucraina dalle 9 di domani mattina (le 8 in Italia) per l'evacuazione dei civili da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca, citato dalla Tass. I corridoi umanitari erano già stati annunciati stamani, ma poi non sono stati messi in atto con accuse reciproche di sabotaggio.

Ore 21.05 - Joe Biden «non ha ancora preso alcuna decisione in questo momento» sull'embargo del petrolio russo: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki.

Ore 20.55 - L'esclusione del petrolio russo dai mercati internazionali porterebbe a «conseguenze catastrofiche», causando un balzo dei prezzi fino a 300 dollari al barile. Lo ha detto il vicepremier russo Aleksandr Novak secondo l'agenzia Ria Novosti. Novak ha anche citato «informazioni su una imminente provocazione contro il sistema di trasporto del gas ucraino».

Ore 20.50 - Democratici e repubblicani americani sono d'accordo nel richiedere al Rappresentante americano per il commercio di utilizzare «la voce e l'influenza» degli Stati Uniti per cacciare la Russia dall'Organizzazione mondiale del Commercio (WTO) e fermare l'adesione della Bielorussia. Lo riportano i media americani. L'intesa, raggiunta dai presidenti delle Commissioni fiscali di Camera e Senato, prevede anche il conferimento al presidente Joe Biden dei poteri necessari per «aumentare ulteriormente i dazi sui prodotti dalla Russia e dalla Bielorussia».

Ore 20.40 - Due aerei russi sono stati abbattuti sui cieli sopra Kiev. Ad annunciarlo, su Facebook, è il comandante in capo delle forze armate ucraine, il generale Valery Zaluzhny.

Ore 20.35 - Due attacchi aerei hanno colpito i depositi di petrolio a Zytomyr e Cernjachov». Lo annuncia il ministero degli Interni ucraino su Telegram. «A Zytomyr - si legge - ha preso fuoco un carro armato con una capacità di 10 metri cubi. Non ci sono vittime».

Ore 19.44 - Otto soldati ucraini sono rimasti uccisi in un raid aereo russo sulla regione di Mykolaiv. Lo ha reso noto il governatore della regione, Vitaly Kim, secondo cui altri 19 militari sono rimasti feriti dal lancio di un missile finito sulla loro caserma.

Ore 19.40 - Un quarto round di colloqui tra Russia e Ucraina si terrà a breve in Bielorussia. Lo annuncia la delegazione di Mosca all'agenzia Tass.

Ore 19.30 Le nostre aspettative non sono state soddisfatte», ma «i negoziati continueranno». Lo ha dichiarato il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, citato dalla Tass. «Non ci illudiamo di ottenere risultati definitivi nel prossimo round di colloqui, è un lavoro difficile», ha aggiunto Leonid Slutksy, altro negoziatore russo, citato a Interfax.

Ore 19.05 - «Il terzo round dei negoziati è finito. Ci sono piccoli sviluppi positivi nel miglioramento della logistica per i corridoi umanitari». Lo ha annunciato su Twitter il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak. «Intense consultazioni sono proseguite sul blocco politico di base delle regole, oltre che su un cessate il fuoco e sulle garanzie di sicurezza», ha aggiunto Podolyak.

Ore 19.00 - Olaf Scholz ha tenuto una videocall con l'americano Joe Biden, il francese Emmanuel Macron e il britannico Boris Johnson. Al centro della videocall «la preoccupazione per un'ulteriore escalation russa e per la questione dell'assistenza umanitaria nell'area di crisi», si legge in una nota della cancelleria. I leader hanno «concordato che la protezione dei civili debba avere la più alta priorità» e che alla Russia resta la richiesta di «porre immediatamente fine» all'invasione che viola il diritto internazionale.

Ore 18.55 - Si è concluso il terzo round di colloqui tra Russia e Ucraina. Lo ha annunciato l'ambasciata di Mosca in Bielorussia, citata dalla Tass.

Ore 16.38 - Almeno 13 persone sono rimaste uccise in un raid aereo russo sulla città di Makariv, nella regione di Kiev. Lo hanno riferito i servizi di emergenza ucraini. Secondo il Servizio nazionale per le emergenze, un razzo ha colpito l'azienda «Makarivskyi hlibozavod», uno stabilimento per la produzione del pane. Cinque persone sono state messe in salvo. Al momento del raid nello stabilimento si trovavano una trentina di persone.

Ore 15.29 - È iniziato in Bielorussia il terzo round di negoziati tra le delegazioni di Mosca e Kiev. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tass.

Ore 14.40 - La marina militare ucraina ha annunciato su Facebook di aver colpito una nave russa durante la difesa della regione di Odessa. La notizia è stata diffusa da Skynews. «Il nemico si è ritirato ancora - si legge in una nota -. Non è chiaro se ci sono vittime. Odessa è una città portuale chiave nel sud dell'Ucraina ed è un'importante obiettivo della Russia. Se le forze russe dovessero prendere il controllo della città, taglierebbero fuori l'Ucraina da gran parte delle operazioni di import ed export attraverso il mare».

Ore 14:30 - «Se la soluzione deve essere dare a Putin quello che vuole, significa non aver raggiunto una soluzione diplomatica». Lo ha detto il ministro Luigi Di Maio a 'Oggi è un altro giornò su Rai1. «Abbiamo un tavolo con ucraini e russi, ma non c'è fiducia: ci devono essere gli attori internazionali, che possono facilitare questo dialogo, costruire la fiducia per arrivare alla soluzione, ma devono almeno nell'immediato riuscire a negoziare almeno un cessate il fuoco. Questo è quello che dobbiamo avere come obiettivo nel breve termine: tregua umanitaria e evacuazione civili, secondo lavorare per la pace e molti Paesi possono aiutare».

Ore 14.28 - La delegazione ucraina è appena giunta, a bordo di un elicottero, nella foresta di Belovezhskaya Pushcha, nella regione di Brest in Bielorussia, per il terzo round di colloqui con la controparte russa. Lo riferisce l'agenzia russa Tass.

Ore 14.20 - Il capo negoziatore russo ha affermato che fino ad ora nessuno dei corridoi umanitari aperti per fare partire i civili dalle zone di guerra ha funzionato e ha accusato i «nazionalisti» ucraini di averli bloccati. Lo riferisce Interfax. Il capo negoziatore ha detto che Mosca intende continuare a parlare di questo tema oggi in un nuovo incontro con la delegazione ucraina.

Ore 14.08 - Il presidente Usa Joe Biden discuterà nelle prossime ore gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina in una videoconferenza dalla Situation Room con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro britannico Boris Johnson. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.

Ore 13:54 - Il presidente russo Vladimir Putin «sta raddoppiando» il livello di violenza nell'invasione dell'Ucraina. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson a margine degli incontri a Downing Street col collega canadese, Justin Trudeau, e quello olandese, Mark Rutte. Il primo ministro ha sottolineato che il leader del Cremlino ha scelto la via dell'attacco indiscriminato contro obiettivi civili. Johnson ha però avvertito sul fatto che nel Regno Unito non ci deve essere una «caccia alle streghe» contro i cittadini russi mossa da pregiudizi anti-Mosca. 

Ore 13.34 - Secondo un video geolocalizzato della Cnn, i carri armati russi stanno prendendo posizione in un'area densamente popolata appena ad ovest di Kiev. La clip di 17 secondi sarebbe stata filmata da un residente in un condominio nel distretto di Irpin, luogo in cui le forze russe hanno sparato verso la capitale, tra ieri e oggi, uccidendo diversi civili. Il video mostra almeno cinque carri armati russi e i loro equipaggi a pochi metri da alti condomini. 

Ore 13:32 - «Ho avuto contatti regolari con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Abbiamo discusso della minaccia agli impianti nucleari, il bombardamento dei civili e delle infrastrutture cruciali. Dobbiamo fermare questo. Ho sollevato la questione dell'adesione dell'Ucraina all'Ue. Il popolo ucraino lo merita». Così su twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ore 13.22 - L'Ungheria ha emanato un decreto che vieta il trasferimento delle armi in Ucraina attraverso il territorio ungherese. Lo rende noto il premier magiaro, Viktor Orban, in un video pubblicato su Twitter al termine della riunione odierna del Consiglio per la sicurezza nazionale, convocata per fare il punto sulla situazione. Orban ha anche annunciato un incontro dei premier dei Paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia) domani a Londra. 

Ore 12.50 - «Finora la soluzione diplomatica non ha dato alcun frutto, la determinazione della Russia è chiarissima ed è andare avanti e procedere finché il Paese non si sia arreso. Probabilmente instaurare un governo amico e sconfiggere la resistenza». Lo dice il premier Mario Draghi parlando con i cronisti dopo l'incontro con Ursula von der Leyen.

Ore 12.46 - La presidenza ucraina ha confermato che oggi si terrà il terzo round di negoziati con la Russia. «Inizieranno alle 16 ora di Kiev (le 15 in Italia, ndr). La delegazione non è cambiata», ha scritto su Twitter il consigliere della presidenza ucraina, Mykhaylo Podolyak.

Ore 12.35 - Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov incontrerà per consultazioni il collega ucraino Dmytro Kuleba il 10 marzo in Turchia ad Antalya. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu secondo quanto riporta l'agenzia Anadolu.

Ore 12.15 - Il governo russo ha approvato oggi una lista di «Paesi ostili», per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro Mosca nella quale compare anche l'Italia in quanto Paese europeo. Lo riferisce la Tass. La lista comprende infatti tra gli altri gli Usa, i Paesi Ue, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l'Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che ovviamente la stessa Ucraina. Secondo il decreto, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli.

Ore 12.11 - «Quanti morti vi servono per mettere in sicurezza i nostri cieli?». Lo chiede il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. «Stiamo aspettando questa decisione, o (decidete) con le forze che avete o fornendoci aerei e sistemi anti-aerei che ci diano la forza di farlo», ha ribadito Zelensky. «Durante la notte la Russia ha colpito Mykolayv, le aree residenziali, usando razzi e artiglieria. Hanno colpito Kharkiv, e i quartieri vicini e hanno colpito anche altre città», ha detto ancora Zelensky, sottolineando che «questo non ha senso da un punto di vista militare, è semplicemente terrore».

Ore 12.10 - Netflix Inc e TikTok si sono uniti alla lunga lista di aziende che hanno sospeso o ritirato le loro operazioni in Russia a causa del conflitto Russia-Ucraina in corso. La decisione delle aziende dei media arriva in mezzo alla nuova legge russa sulle fake news, che limita le informazioni sulla guerra in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato venerdì scorso la legge che prevede pene detentive fino a 15 anni per chiunque diffonda false informazioni sull'esercito russo e chieda pubblicamente sanzioni contro la Russia. Netflix, il popolare servizio di video streaming, ha detto che sta chiudendo tutte le sue operazioni in Russia. Solo pochi giorni prima, Netflix, con circa 1 milione di utenti in Russia, avrebbe sospeso temporaneamente tutti i suoi progetti futuri e le acquisizioni nel paese per le stesse preoccupazioni.

Ore 11.50 - Oltre 230mila persone sono rifugiate in Moldavia dall'inizio della crisi Ucraina, scatenando una pressione importante su un Paese con due milioni e 600mila abitanti. «Su otto bambini oramai uno è un rifugiato», è l'appello del premier Natalia Gavrilita alla Cnn: «L'Ue deve creare corridoi per consentire ai profughi di lasciare il Paese». Circa 120mila i rifugiati ucraini che hanno deciso di rimanere, «siamo al limite della nostra capacità di accoglienza».

Ore 11.31 - «La capitale si prepara alla difesa. Chiedo a tutti i cittadini di Kiev di mantenere la calma. Stare a casa, o - all'allarme - nei rifugi». È l'appello del sindaco di Kiev Vitali Klitschko che, dal suo seguitissimo canale Telegram, esorta alla calma gli abitanti della capitale ucraina in queste ore di angosciante attesa. «Le città ucraine si stanno difendendo eroicamente -dice il primo cittadino- I militari stanno difendendo coraggiosamente la nostra terra. I civili stanno protestando senza paura contro gli occupanti». Nella capitale «oggi stiamo facendo di tutto per sostenere la città -spiega il sindaco- Creando una riserva di prodotti, medicinali, beni di prima necessità. Distribuiamo e forniamo assistenza a coloro che ne hanno più bisogno. Anche l'aiuto umanitario è stato inviato a Chernihiv. Stiamo cercando di consegnare a Bucha e Gostomel. Stiamo creando carichi umanitari per alcune altre città». «Kiev resisterà! Si difenderà! Restiamo uniti! Gloria all'Ucraina!», conclude Klitschko.

Ore 11.17 - Nei giorni scorsi, il Comitato per la sicurezza finanziaria del Ministero dell'Economia «ha approvato importanti provvedimenti di congelamento di beni nei confronti di oligarchi russi, che sono stati prontamente eseguiti. La Banca d'Italia ha chiesto agli istituti di credito di comunicare le misure di congelamento applicate, e di fornire i dettagli sui soggetti coinvolti e sul valore e la natura dei beni. Voglio ringraziare il Ministro dell'Economia, la Banca d'Italia e la Guardia di Finanza per l'eccellente lavoro. Dobbiamo agire tutti con la massima rapidità». Lo dice il premier Mario Draghi a Bruxelles. «Dobbiamo fare in modo che non ci siano scappatoie e che l'effetto delle sanzioni sia massimizzato. Le sanzioni in atto stanno davvero mordendo, vediamo le turbolenze sull'economia russa». Ma considerata «l'evoluzione della situazione in Ucraina» e l'attacco «sconsiderato del Cremlino a cittadini, donne, bambini, uomini, naturalmente stiamo lavorando anche su ulteriori sanzioni», ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel corso della dichiarazione congiunta con il premier Draghi. 

«L'Italia - ha detto ancora Draghi - è al lavoro per ridurre in tempi rapidi la sua dipendenza dal gas russo. Sabato ho sentito al telefono l'emiro del Qatar, Al Thani, con cui ho discusso in particolare di come rafforzare la cooperazione energetica tra i nostri Paesi. Voglio ringraziare il ministro Cingolani - che è qui con me oggi - e il ministro Di Maio per il loro impegno su questo fronte». La telefonata tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, a quanto si apprende, è prevista per stasera. La visita del primo ministro polacco a Roma, invece, è prevista per mercoledì. «L'Italia sostiene pienamente l'Unione Europea anche nella gestione della crisi migratoria. Questo è il momento della solidarietà e dell'accoglienza, valori fondanti dell'Unione e principi che l'Italia mette in pratica da anni. Il 3 marzo abbiamo sostenuto la storica approvazione dell'attuazione della Direttiva europea sulla protezione temporanea degli sfollati, a beneficio di chi fugge dalla guerra in Ucraina», ha aggiunto il premier italiano.

Ore 11.13 - «Visto che la Russia continua la guerra bisogna boicottare ed instaurare l'embargo sulle esportazioni del petrolio e dei prodotti petroliferi». Lo ha chiesto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un nuovo video pubblicato sulla sua pagina Facebook. «È necessario un nuovo pacchetto di sanzioni» contro la Russia, ha aggiunto Zelensky, sottolineando che è «inaccettabile finanziare un Paese terrorista».

Ore 11.10 - Il presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivato poco fa a palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea a Bruxelles, per incontrare la presidente Ursula von der Leyen, in vista del Consiglio Europeo informale di Versailles. Al centro dei colloqui, la questione delle fonti di energia e la dipendenza dagli idrocarburi russi: l'Italia, come altri grandi Paesi Ue, è pesantemente dipendente dalle importazioni di gas russo e non dispone della 'riservà del nucleare su cui può contare invece la Germania, che intende rinviare l'uscita dall'atomo alla luce della guerra in Ucraina, malgrado i Verdi siano al governo.

Ore 11.05 - È salito ad oltre 1,7 milioni il numero di persone fuggite dall'Ucraina dallo scorso 24 febbraio, data dell'invasione russa, Lo ha reso noto l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Dal 24 febbraio al 6 marzo, il numero di rifugiati ha raggiunto un totale di 1.708.436, riferisce l'ultimo aggiornamento pubblicato sul sito dell'Unhcr. Di questi oltre un milione sono giunti in Polonia.

Ore 10.44 - Il ministero della Difesa russo ha dichiarato il cessate il fuoco per l'avvio di sei corridoi umanitari in Ucraina. Lo riferisce l'Interfax. «Un cessate il fuoco è stato dichiarato dalle 10 di stamane, ora di Mosca, e sono stati aperti sei corridoi umanitari, di cui uno da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava (Ucraina centrale)», ha detto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov.

Ore 10.38 - La delegazione russa è partita alla volta della Bielorussia per il terzo round dei colloqui con la controparte ucraina. Lo riporta Interfax. L'incontro è previsto per le 15 ora di Mosca (le 12 in Italia) nella foresta di Belovezhskaya Pushcha, nella regione di Brest in Bielorussia dove si sono svolti anche i primi due negoziati. «I colloqui sono previsti per le 15 ma l'orario potrebbe essere modificato in relazione a possibili problemi logistici della controparte ucraina», ha affermato un analista bielorusso vicino al dossier.

Ore 10.25 - L'Ucraina ha affermato che la proposta della Russia sui corridoi umanitari che portano i rifugiati in Bielorussia o in Russia è «completamente immorale». Lo ha affermato un portavoce del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta la Bbc. «Questa è una storia completamente immorale. La sofferenza delle persone viene utilizzata per creare l'immagine televisiva desiderata», ha aggiunto. Il governo ucraino dunque, rifiuta i corridoi umanitari verso Russia e Bielorussia annunciati da Mosca. Lo riferisce Bfmtv.

Ore 9.51 - Almeno 8 persone sono morte nelle ultime 24 ore in seguito ai bombardamenti russi nelle aree residenziali della città ucraina di Kharkiv. Lo riferiscono i Servizi di emergenza. I raid russi, precisano, hanno «demolito completamente o parzialmente» edifici residenziali a più piani, edifici amministrativi, istituti medici, strutture scolastiche e dormitori. Si sono verificati anche incendi su larga scala in 21 edifici nella parte centrale della città, hanno aggiunto i Servizi di emergenza. Circa 200 persone sono state salvate ed evacuate dai soccorritori durante gli incendi. Le autorità stanno ancora raccogliendo informazioni su ulteriori possibili vittime.

Ore 9.40 - Il vero obiettivo «della strategia indo-pacifica degli Stati Uniti è quello di stabilire una versione 'indo-pacifica della Nato»: il ministero degli Esteri Wang Yi ha sollecitato Washington «a guardare alle relazioni bilaterali con raziocinio, riportandole su uno sviluppo sano e stabile». Cina e Stati Uniti devono puntare «ai tre principi del rispetto reciproco, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti. La competizione tra i principali Paesi non dovrebbe essere all'ordine del giorno e il gioco a somma zero non è la scelta giusta», ha concluso.

Ore 9.39 - L'Eliseo ha precisato questa mattina che - contrariamente a quanto affermato da Mosca - il presidente Emmanuel Macron non ha «mai chiesto l'apertura di corridoi umanitari verso la Russia». L'esercito russo ha annunciato l'apertura, oggi, di diversi corridoi umanitari e l'instaurazione di cessate-il-fuoco locali per evacuare civili dalle città ucraine di Kharkiv, Kiev, Mariupol e Sumy. Ma questi corridoi saranno diretti per lo più verso la Russia.

Ore 9.32 - I corridoi umanitari annunciati dalla Russia per consentire ai cittadini ucraini di evacuare dal Paese sono diretti per lo più verso la Russia e verso la Bielorussia, alleato di Mosca. Lo evidenziano i media internazionali, sulla base dei piani pubblicati da Mosca. Il corridoio dalla capitale Kiev porta verso la Bielorussia, mentre per Kharkiv c'è un solo corridoio verso la Russia. Il corridoio da Mariupol porta alla città russa di Rosto-on-Don, vicino al confine con l'Ucraina, mentre da Sumy ci sono due corridoi, uno verso altre città dell'Ucraina e l'altro verso la Russia.

Ore 9.08 - La Cina è disposta a «fare le necessarie mediazioni» e «a partecipare alla mediazione internazionale sulla crisi in Ucraina: il ministro degli Esteri Wang Yi, in una conferenza stampa a margine dei lavori parlamentari, ha aggiunto che Pechino è pronta a continuare a svolgere »un ruolo costruttivo per facilitare il dialogo e per la pace, lavorando a fianco della comunità internazionale per svolgere la necessaria mediazione«. La Cina »è disposta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo nella promozione dei colloqui tra Russia e Ucraina, ha assicurato Wang, secondo cui «bisogna prevenire una crisi umanitarie su larga scala».

Ore 8.44 - Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, parla di «amicizia duratura» con la Russia, un'amicizia che è «solida come una roccia», affermando che i due Paesi contribuiscono a portare «pace e stabilità» nel mondo. Parlando in una conferenza stampa a margine dei lavori annuali del Parlamento, Wang ha aggiunto che »la relazione Cina-Russia non è apprezzata per la sua indipendenza. Si basa sulla non alleanza, sul non confronto e sul non prendere di mira qualsiasi terza parte. I due Paesi «manterranno il focus strategico e continueranno ad approfondire il partenariato strategico globale di coordinamento per una nuova era».

Ore 8.34 - Le autorità ucraine affermano di aver ripreso il controllo della città di Chuhuiv, nell'Ucraina orientale. Secondo lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine, riporta il Guardian, sono state «inflitte pesanti perdite» alle forze russe a livello di «personale ed equipaggiamento».

Ore 8.25 - L'esercito russo osserverà un «cessate il fuoco» nelle città ucraine di Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy dalle 10 ora locale per consentire l'organizzazione di corridoi umanitari necessari per l'evacuazionoe degli abitanti dalle città sotto attacco russo. Lo riportano diverse fonti di informazione russe, mentre non ci sono ancora conferme da parte ucraina. Kiev ha invece annunciato che l'esercito russo ha «ammassato» truppe e artiglieria vicino Kiev per prendere d'assalto la città.

Ore 8.23 - Il gas avvia le quotazioni con un balzo che lo porta ai massimi storici, con gli effetti della guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia. Ad Amsterdam in avvio di seduta il prezzo è schizzato a 225 euro al Mmbtu, con un incremento del 17%, per poi ritracciare a 216 euro (+12,2%).

Ore 8.17 - La guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia continuano a incidere sui prezzi dell' oro e delle materie prime. Il lingotto con consegna immediata dopo aver toccato i 2.000 dollari l'oncia segna 1.980 dollari l'oncia con un rialzo dello 0,5%. Il rialzo maggiore è però del Nichel che ha visto un balzo del 16%. In tensione anche l'alluminio (+2%) e il rame (+3%). Corre il palladio che sale del 5,2 percentuali attorno ai 3.137 dollari all'oncia.

Ore 8.06 - Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso la prima seduta della settimana. Sui mercati pesano gli effetti sull'economia della guerra in Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia. Nuovo balzo delle materie prime, tra cui petrolio e gas, mentre si discute su nuove sanzioni tra cui il divieto di importare il petrolio da Mosca. Tokyo in calo del 2,94%, con l'indice ai minimi in 16 mesi. Sul mercato valutario lo yen si indebolisce a 114,90 sul dollaro, mentre si apprezza poco sopra a 125 sull'euro. A contrattazioni ancora in corso Hong Kong cede il 3,4%, Shanghai (-2,2%), Shenzhen (-2,9%), Seul (-2,3%) e Mumbai (-2,2%). Volano invece le quotazioni del petrolio sull'ipotesi di uno stop dell'import dalla Russia: il greggio del Texas guadagna l'8,62% a 125,76 dollari al barile; il Brent vola verso i 130 dollari a 129,48 dollari (+9,63%).

Ore 7.25 - I militari russi affermano di aver ordinato un «cessate il fuoco» nelle città ucraine di Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy dalle 10 ora locale in modo da consentire corridoi umanitari per l'evacuazionoe degli abitanti dalle zone, con il «cessate il fuoco» annunciato dopo un appello in tal senso del presidente francese Emmanuel Macron. Lo riporta l'agenzia Dpa, mentre non ci sono ancora conferme da parte ucraina. Ieri Macron ha avuto un nuovo colloquio telefonico con il leader russo Vladimir Putin.

Ore 6.57 - L'artiglieria russa ha bombardato la notte scorsa la città ucraina di Mykolaiv (sud), provocando incendi in numerosi edifici residenziali: lo riporta il Kyiv Independent. Secondo il Servizio di emergenza statale ucraino i bombardamenti si sono concentrati nella periferia della città. Il consigliere del ministro degli interni, Vadym Denysenko, ha precisato che le forze russe hanno utilizzato lanciarazzi multipli Smerch per colpire Mykolaiv.

Ore 6.44 - L'esercito russo cesserà il fuoco questa mattina per permettere i corridoi umanitari in diverse città ucraine: lo riporta il Guardian, che cita Interfax. I corridoi saranno aperti dalle 10:00 ora di Mosca (le 8:00 in Italia) da Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy su richiesta del presidente francese Emmanuel Macron. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo.

Ore 6.04 - L'Ucraina ha sospeso le esportazioni di alcuni prodotti a causa del crescente rischio di carenza di cibo: lo ha annunciato ieri il governo, secondo quanto riportano i media internazionali. Sono state sospese le esportazioni di «carne, segale, avena, grano saraceno, zucchero, miglio e sale». Allo stesso tempo, le esportazioni di grano, mais, pollame, uova e olio saranno consentite solo con il permesso del ministero dell'Economia.

Ore 6 - «Non perdoneremo. Non dimenticheremo. Puniremo tutti coloro che hanno commesso atrocità in questa guerra sulla nostra terra. Troveremo ogni bastardo che ha sparato alle nostre città, alla nostra gente, che ha bombardato la nostra terra, che ha lanciato razzi. Non ci sarà posto tranquillo su questa terra per voi. Eccetto la tomba»: lo ha detto ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso alla nazione in occasione della Domenica del Perdono. Lo riporta il Guardian. «Oggi è la Domenica del Perdono. Ma non perdoneremo centinaia e centinaia di vittime. Migliaia e migliaia di sofferenze. E Dio non perdonerà. Non oggi. Non domani. Mai. E invece del Perdono, ci sarà un Giorno del Giudizio», ha detto Zelensky. «Non perdoneremo le case distrutte. Non perdoneremo il missile che la nostra difesa aerea ha abbattuto oggi (ieri, ndr) su Okhmatdyt. E più di cinquecento altri missili simili che hanno colpito la nostra terra. In tutta l'Ucraina... colpita la nostra gente e i nostri bambini. Non perdoneremo l'uccisione di persone disarmate. La distruzione della nostra infrastruttura», ha proseguito il presidente ucraino. 

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Ore 5.58 - La situazione nei sobborghi di Bucha, Hostomel e Irpin della capitale ucraina Kiev è «catastrofica»: lo ha detto all'emittente locale Belsat TV il consigliere della presidenza ucraina, Oleksiy Arestovich. Lo riporta il Guardian. Ieri gli sforzi per evacuare i residenti di queste località sono falliti e il funzionario ha sottolineato che il governo stava facendo tutto il possibile per riprendere le evacuazioni.

Ore 5.50 - Le forze russe hanno intensificato i bombardamenti notturni delle città ucraine nel centro, nel nord e nel sud del Paese: lo ha affermato il consigliere della presidenza di Kiev, Oleksiy Arestovich. Lo riporta il Guardian.

 

Ore 5. 40 - Il prezzo di un barile di Brent ha sfiorato domenica i 140 dollari, vicino al record assoluto di 147,50 dollari raggiunto nel 2008. Poco dopo l'apertura degli scambi elettronici, l'indice è schizzato a 139,13 dollari, per poi scendere a 130,45 dollari, con un aumento del 10,44%, sullo sfondo delle tensioni per il conflitto in Ucraina.

Ore 5.25 - In meno di una settimana Usa e Nato hanno fornito a Kiev oltre 17 mila armi anti tank, compresi i missili Javelin, tramite la frontiera con Polonia e Romania, scaricandole da giganteschi aerei cargo, tra cui un Antonov An-124 appartenente alle forze dell'Ucraina, che lo ha acquistato durante la Guerra Fredda, quando faceva parte dell'Urss. Lo scrive il New York Times, paragonando per certi versi il ponte aereo in corso a quello organizzato dagli occidentali nel 1948-1949 per trasportare cibo e altri generi di prima necessità nella Berlino Ovest circondata dai sovietici.

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Ore 5.18 - La Russia ha iniziato ad «ammassare le proprie risorse per prendere d'assalto Kiev»: lo rende noto l'esercito ucraino, secondo quanto riporta il Guardian. Nella città di Irpin, alla periferia occidentale della capitale, le truppe russe stanno avanzando con carri armati e unità di fanteria motorizzata, oltre a tentare di raggiungere la periferia orientale di Kiev attraverso i distretti di Brovarsky e Boryspil, affermano i militari in un rapporto.

Ore 5.10 - La Russia ha lanciato 600 missili dall'inizio della sua invasione in Ucraina: lo riferisce un alto dirigente del Pentagono, secondo cui inoltre Mosca ha mobilitato circa il 95% delle sue forze dentro il Paese confinante.

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