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Ucraina, oligarchi in crisi: addio bella vita e affari. E Abramovich sposta subito lo yacht

Il patron del Chelsea trasferisce il super panfilo dal porto di Barcellona per evitare che venga bloccato

Ucraina, oligarchi in crisi: addio bella vita e affari. E Abramovich sposta subito lo yacht
Ucraina, oligarchi in crisi: addio bella vita e affari. E Abramovich sposta subito lo yacht
di Francesca Pierantozzi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 24 Febbraio 2022, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 17:52

PARIGI Il conflitto Russia-Occidente ha molti fronti: uno si è aperto ieri a Barcellona e più precisamente nel porto del capoluogo catalano, dove di prima mattina ha levato le ancore Il My Solaris. Lo yacht da 140 metri di Roman Abramovich potrebbe finire tra le sanzioni che l'Europa intende applicare come prima misura di ritorsione dopo il riconoscimento di Putin delle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Anche se ieri il premier britannico Boris Johnson è stato costretto a smentire che il proprietario del Chelsea fosse già sottoposto a sanzioni nel Regno Unito, Abramovich (che ha anche la cittadinanza israeliana) ha comunque avviato qualche manovra strategica per proteggere beni potenzialmente congelabili.

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Il suo ancora più colossale yacht L'eclipse, in rada a Saint- Martin, ha cominciato a muoversi alla ricerca di acque territoriali meno compromettenti. Ieri, un dibattito alla Camera dei Comuni sulla necessità di una nuova legge che renda più severi i controlli sui capitali degli oligarchi ha fatto scricchiolare l'unità di facciata tra laburisti e conservatori sulla risposta alla crisi ucraina. Con un tweet, l'alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell ha riassunto il tenore delle prime sanzioni contro la Russia di Putin: «Niente più shopping a Milano, feste a Saint-Tropez, diamanti a Anversa».


PACCHIA FINITA
Stop alla ricreazione per gli oligarchi russi, per gli amici di Putin, per i 351 membri della Duma russa che hanno votato per il riconoscimento delle due repubbliche, facendo così saltare in aria tutti i paragrafi degli accordi di Minsk. Nella blacklist stilata dagli europei sono finiti anche 27 politici, imprenditori, militari o rappresentanti dei media che hanno un ruolo nella crisi, perché sostengono finanziariamente o materialmente l'aggressione nei confronti di Kiev. Già nel 2014 più di 10 oligarchi russi erano stati dichiarati dei «fuorilegge economici internazionali dei beni in Occidente. Allora erano comunque rimasti fuori Roman Abramovitch, Alisher Usmanov e Leonid Mikhelson, la cui fortuna complessiva è valutata 60 miliardi di dollari. Questa volta Londra ha già annunciato il congelamento degli asset britannici di Gennady Timchenko, Boris Rotenberg e Igor Rotenberg. Timchenko, 69 anni, magnate dell'energia e del petrolio, con partecipazioni importanti nel colosso russo del gas Novatek. Secondo Forbes il suo patrimonio è superiore ai 23 miliardi di dollari. Vicepresidente del comitato olimpico russo, le figlie che hanno studiato a Oxford e Edimburgo. Ama giocare a hockey con l'amico Vladimir Putin. I Rotenberg, Boris e Igor, zio e nipote, vengono da una famiglia storicamente amica dei Putin e hanno accumulato una fortuna miliardaria grazie a gigantesche commesse pubbliche, in particolare per l'organizzazione delle Olimpiadi invernali di Sotchi del 2014. Hanno anche controllato l'impresa edile che ha costruito il ponte che collega la Russia all'annessa Crimea. Il premier Johnson ha anche imposto lo stop all'accesso alla City per Rossiya, Is Bank, General Bank, Promsvyazbank e Black Sea Bank.

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IL PIANO UE
Anche l'Unione Europea, oltre alle sanzioni individuali, partono le punizioni contro istituti bancari russi e in particolare gli istituti «che stanno finanziando le operazioni militari nei territori» riconosciuti da Mosca. Nel mirino dell'Occidente ci sarebbero la Veb e la banca militare Promsvyazbank, due delle maggiori istituzioni finanziarie russe. Persone non grate economicamente all'occidente potrebbero diventare anche Alisher Usmanov, che controlla il gigante dell'acciaio Metalloinvest ed è stato tra i primi investitori di Facebook. Anche lui è amico personale di Putin e beneficia di un patrimonio personale che sfiora i 17 miliardi di dollari.
 

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