Strage di Sydney, i fratelli eroi: «Mi ha lanciato il fagottino e ho tamponato il sangue. Così abbiamo salvato la figlia di Ash»

Il racconto degli uomini

Strage di Sydney, i fratelli eroi: «Mi ha lanciato il fagottino e ho tamponato il sangue. Così abbiamo salvato la figlia di Ash»
Strage di Sydney, i fratelli eroi: «Mi ha lanciato il fagottino e ho tamponato il sangue. Così abbiamo salvato la figlia di Ash»
di Francesca Pierantozzi
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Sabato 13 Aprile 2024, 22:06 - Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 00:11

Ash Good non ha nemmeno fatto in tempo a capire cosa stesse succedendo, forse ha visto la gente correre, ma lei non poteva fare in fretta: il passeggino, la piccola Harriet di nove mesi. L'assalitore non ha mostrato nessuna esitazione, si è accanito con il coltello su entrambe, mamma e bambina.

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La piccola ora è grave, ma vive solo grazie a lei, che ha avuto la forza di portarla via nonostante fosse gravemente ferita, ea due signori, due fratelli, che erano per caso a pochi passi, in un negozio di abbigliamento casual per uomini. «L'abbiamo vista arrivare di corsa con questo fagottino in mano - ha raccontato uno di loro alle telecamere dell'australiana 9News - C'era sangue ovunque. La donna me lo ha praticamente lanciato in braccio». Non è riuscita a dire altro, un ultimo sforzo per cercare di mettere in salvo la sua unica figlia, poi si è accasciata per terra.

IL RACCONTO

L'uomo che si è ritrovato la bambina tra le braccia, non è né medico né infermiere, ma ha fatto le manovre giuste. Si è guardato intorno, ha strappato dalle stampelle una camicia, delle magliette, e le ha usate per tamponare le ferite della piccola. Lei era cosciente, l'uomo si è reso conto subito che bisognava agire in fretta, che toccava a lui. Non ha forse capito che la bambina era stata colpita allo stomaco, ma sa di averle salvato la vita. «Ho pensato a una sola cosa, devo tamponare la ferita». Le condizioni della mamma, una donna di 38 anni, sono invece apparse subito disperate. Fuori continuava l'attacco, i soccorsi non sono potuti arrivare prima di lunghissimi minuti. «Era in un lago di sangue - ha raccontato, con la voce rotta, uno dei due fratelli - poi ha cominciato a perdere sangue anche dalla bocca, non abbiamo saputo che fare, è terribile». La donna è stata portata in ospedale, ma non ha mai ripreso conoscenza e il decesso è stato annunciato in serata.

Operato anche la bambina. La ferita più grave è quella allo stomaco. Ieri sera le sue condizioni erano definite "stabili" anche se ancora «critiche». L'uomo che l'ha raccolta dalle braccia della madre ieri voleva crederci: «ce la farà, ho visto come ha reagito». Azioni di ordinario coraggio nel grande centro commerciale di Sydney sono state segnalate da tante testimonianze. Nel pomeriggio ha iniziato a girare il video dell'uomo «con il tavolotto». Si vede un giovane che prende la prima «arma» che trova a disposizione: un tavolo di quelli usati per la segnaletica e per delimitare il flusso delle persone nei luoghi pubblici. Lo imbraccia come fosse una mazza e si piazza davanti alla scala mobile: verso di lui sale l'uomo con il coltello in mano, che è costretto a indietreggiare. Riesce a fermarlo per lunghi istanti, dando alla gente che fugge alle sue spalle il tempo di mettersi in salvo.

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