Grano Ucraina, la battaglia non è solo nei porti: «Bombardano i campi»

Incendio nell'impianto chimico della fabbrica Azot di Severodonetsk: via all'evacuazione degli 800 rifugiati

Grano Ucraina, la battaglia non è solo nei porti: «Bombardano i campi»
di Cristiana Mangani
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Domenica 12 Giugno 2022, 07:52 - Ultimo aggiornamento: 17:48

Intere distese di grano distrutte dai proiettili incendiari. La guerra dei russi contro gli ucraini passa anche per questo. L'obiettivo è azzerare ogni risorsa economica del Paese. Andriy Yermak, capo dell'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky, ha confermato: «I russi stanno bombardando i campi ucraini con proiettili incendiari. Coloro che stanno creando una crisi alimentare globale cercando di ricostruire l'Holodomor (carestia che si abbatté sul territorio dell'Ucraina dal 1932 al 1933 causando diversi milioni di morti, ndr), vogliono anche distruggere il raccolto. Con i nostri alleati, stiamo discutendo i modi per risolvere la crisi», ha chiarito ancora Yermak. Gli effetti della mancanza di grano e dei cereali sono stati più volte ricordati dal presidente Zelensky, il quale ha ribadito che, senza queste esportazioni, decine di paesi sono sull'orlo della carestia. E il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha attribuito apertamente la responsabilità di quanto sta accadendo ai russi.

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LE RISERVE
Gli attacchi delle truppe russe avrebbero, poi, causato la distruzione delle riserve immagazzinate nel porto di Mykolaiv sul Mar Nero. I bombardamenti della scorsa settimana hanno mandato in fiamme oltre 300.000 tonnellate.

 


Nel frattempo, un raid russo ha causato un vasto incendio nell'impianto chimico di Azot, nella contesa città di Severodonetsk, nell'Ucraina orientale. Il governatore della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai ha affermato che le fiamme sono divampate dopo la fuoriuscita di tonnellate di greggio. Per ore si è tentato di domare il fuoco, e in serata gli oltre 800 tra civili e militari che avevo trovato rifugio all'interno, hanno cominciato a lasciare il complesso. «L'uscita sta avvenendo dal Gate 2 dell'impianto chimico - ha dichiarato Rodion Miroshnik, ambasciatore della sedicente Repubblica popolare di Lugansk -. Quel cancello non è controllato dai militanti. Le persone vengono portate in salvo dalle forze alleate». Miroshnik ha riferito che le restanti truppe ucraine controllano alcuni edifici vicino al Gate 1 e che ci sono periodici scambi di arma da fuoco.

La conquista di Severodonetsk è al momento l'obiettivo principale delle forze russe. La città è una delle ultime aree della regione di Lugansk ancora sotto il controllo ucraino e la sua caduta, secondo gli esperti, consentirebbe al Cremlino di estendere il suo controllo su tutta la regione che, insieme a quella di Donetsk, compone il Donbass.


In base al report degli 007 britannici, comunque, le forze russe posizionate intorno a Severodonetsk «non sono avanzate nel sud». «Sono in corso intensi combattimenti strada per strada ed entrambe le parti stanno probabilmente subendo un numero elevato di vittime. La Russia - specifica l'intelligence inglese - sta ammassando artiglieria e supporto aereo, nel tentativo di sopraffare le difese ucraine». Mosca sta utilizzando missili anti-nave da 5,5 tonnellate degli anni 60 contro obiettivi terrestri. «Se usati per un attacco a terra con testata convenzionale, sono altamente imprecisi e possono causare vittime civili», sottolinea il rapporto, concludendo che «la Russia sta probabilmente ricorrendo a sistemi d'arma così inefficienti perché a corto di missili moderni più precisi».
 

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