Bakhmut, la strategia ucraina è «massimizzare le perdite russe». Ecco perché la riconquista non farà finire la guerra

E' quasi un anno che l'Ucraina riesce a resistere all'attacco frontale della Russia contro Bakhmut, ma la resistenza ha avuto anche un costo

Bakhmut, la strategia ucraina è «massimizzare le perdite russe». Ecco perché la riconquista non farà finire la guerra
Bakhmut, la strategia ucraina è «massimizzare le perdite russe». Ecco perché la riconquista non farà finire la guerra
di Cristiana Mangani
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Sabato 13 Maggio 2023, 12:58 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 12:09

E' quasi un anno che l'Ucraina riesce a resistere all'attacco frontale della Russia contro Bakhmut, ma la resistenza ha avuto anche un costo, sia in termini di vite umane che di devastazione di una città un tempo bella e fiorente. Gli analisti si chiedono se questo sacrificio sia veramente valso a qualcosa. Se concentrarsi su un unico obiettivo sia servito realmente. «La tragedia della guerra moderna è che i giovani muoiono combattendosi l'un l'altro invece che i loro veri nemici a casa nelle capitali», ha detto lo scrittore statunitense, Edward Abbey.

L'esercito allo stremo e lo scontro con Prigozhin

In Occidente,  le menti militari, insieme con la politica, sviluppano priorità, strategie e adattano i piani alla situazione.

Ma in Occidente ci sono le democrazie. In Russia, il presidente Vladimir Putin è onnipotente: la strategia militare è soggiogata all'ingerenza politica e le tattiche sul campo di battaglia sono più statiche e in linea con quanto sempre fatto. E se si perde, invece, di cambiare strategia, si rinforza e si raddoppia con grandi perdite umane.  L'esercito russo inesperto e scarsamente motivato ha fatto inizialmente progressi, sebbene limitati, a Bakhmut, subendo fino a sette volte il tasso di vittime dei difensori ucraini, e Putin si è preoccupato di come le perdite umane potessero minare la fiducia interna russa nei suoi confronti.

 

Il gruppo Wagner ha offerto allo zar Putin un'alternativa: utilizzare detenuti «usa e getta» per i combattimenti più pesanti e salvare l'esercito in vista delle prossime battaglie. Yevgeny Prigozin, capo del gruppo Wagner, ha fatto progressi lenti ma costanti con l'assalto a Bakhmut. Ma non facendo parte della catena di comando dell'esercito di Mosca, la sua strategia è andata a scontrarsi con quella del generale Valery Gerasimov (capo dell'esercito russo).  Di conseguenza, Gerasimov ha dato la priorità alle limitate forniture di munizioni russe all'esercito regolare, lasciando così i mercenari ancora più vulnerabili ed erodendo le capacità di combattimento e l'influenza di Prigozin.

Gli scenari

Davanti a questo scenario, secondo le intelligence militari, l'Ucraina dovrebbe evitare di essere trascinata in una guerra di logoramento in cui la Russia avrebbe - inevitabilmente - vinto. Documenti resi di noti di recente hanno rivelato che gli 007 americani hanno consigliato per mesi a Kiev di ritirarsi da Bakhmut e di preservare le forze per l'imminente offensiva. La tragedia è che non si tratta di una battaglia per la conquista di un territorio determinante, ma di uno scontro per uccidere il maggior numero di nemici. La caduta di Bakhmut non avvicinerà la fine della guerra, né avrà spostato sostanzialmente la linea del fronte. Eppure più di 100.000 russi e ben più di 20.000 ucraini sono stati finora uccisi o feriti in questa dura guerra di logoramento.

Gli oorori visti durante la prima e la seconda guerra mondiale con migliaia di perdite sembravano ormai nella storia. Meno di un secolo dopo, la devastazione della guerra è tornata in Europa.

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