Ucraina, ecco Abramovich lo strano paciere: amico fraterno dello Zar chiamato al tavolo di Kiev

Il suo ruolo non è chiaro: ma è per lui primario riportare la pace per un interesse economico

Ucraina, ecco Abramovich lo strano paciere: amico fraterno dello Zar chiamato al tavolo di Kiev
Ucraina, ecco Abramovich lo strano paciere: amico fraterno dello Zar chiamato al tavolo di Kiev
di Vittorio Sabadin
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Martedì 1 Marzo 2022, 06:31 - Ultimo aggiornamento: 10:36

Roman Abramovich ha preso uno dei suoi aerei privati ed è andato a Gomel, in Bielorussia, a partecipare alle trattative tra la delegazione ucraina e quella di Mosca. Non l'ha invitato il suo amico Putin: a volerlo al tavolo dei colloqui è stato il governo di Kiev.

Abramovich, lo strano paciere

 

Tutti si domandano che cosa c'entri Abramovich, uno degli uomini più ricchi (e più discussi) del mondo, con la guerra in corso, e perché un russo con cittadinanza israeliana che vive a Londra sia considerato importante ai fini di un accordo.
I RAPPORTI DISCUSSI
Ogni volta che al Parlamento britannico lo tirano in ballo come il cassiere di Putin nel Regno Unito, Roman Abramovich smentisce subito ogni rapporto con lui. Ma sua figlia Sophia ha postato un commento contro l'invasione e ha dovuto rettificarlo subito dopo, probabilmente dopo una telefonata del padre. Una parte di Londra, quella che tifa per il Chelsea, gli vuole bene. Ha acquistato la squadra nel 2003: ha ingaggiato Mourinho, ha speso molti soldi e ha vinto in 19 anni 22 trofei, comprese due Champions e cinque Premier. Sabato scorso, quando sono scattate le pesanti sanzioni di Boris Johnson il magnate ha fatto la voce grossa. Di più, ha ceduto la presidenza della squadra alla fondazione benefica del club, giusto poco prima che il governo lo obbligasse a lasciarla.

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DALLA POVERTÀ ALL'IMPERO
Nato 55 anni fa in Russia da genitori di origine ebraica, Abramovich è rimasto orfano a quattro anni. Senza un soldo, tirato su dagli zii e dai nonni in Siberia, ha venduto bambole al mercato, ha fatto qualche lavoretto, ha lasciato per due volte la scuola. Con l'arrivo di Gorbaciov e della Perestrojka è riuscito a farsi strada a gomitate, acquistando a poco prezzo quello che lo Stato vendeva. Con l'arrivo di Eltsin, e grazie all'amicizia con Boris Berezovsky, il primo miliardario russo, ha comprato la compagnia petrolifera Sibneft per 150 milioni di dollari quando ne valeva 800 e l'ha rivenduta nel 2002 a Gazprom per 13 miliardi
GLI INVESTIMENTI
Tutti quei soldi, o quasi, li ha spesi per acquistare Evraz, una compagnia mineraria che ora ha perso quasi il 40% in borsa, cosa che forse ha contribuito a consigliargli di prendere l'aereo per volare verso la Bielorussia. A convincerlo è stato anche il suo grande amico, il produttore cinematografico ucraino Alexander Rodnyansky, che ha parenti ed amici a Kiev, anche lui ebreo. La notizia del viaggio, non sembra un caso, è stata data per primo dal Jerusalem Post: Abramovich, infatti, è ben conosciuto nelle comunità ebraiche dell'Ucraina e della Russia, che si sono dimostrate contrarie alla guerra.

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GLI ULTIMI IMPREVISTI
Di certo, le sanzioni hanno creato molti problemi agli oligarchi russi che affollano quella che ormai veniva chiamata Londongrad. Roman Abramovich da tempo aspettava un permesso di soggiorno permanente, e invece gli è stato notificato che non potrà più tornare in Gran Bretagna, dove possiede tra le altre cose una casa da 150 milioni di sterline vicino a Kensington Palace e ha un garage con due Ferrari, due Maybach, una Porsche e una Rolls-Royce, che ora si copriranno di polvere. Ha anche due aerei con camera da letto, e specchio sul soffitto per non annoiarsi durante i voli. È stato sposato tre volte, ha sette figli da due mogli e il divorzio dalla seconda, Melandina, gli è costato un patrimonio immobiliare.

 


LA MISSIONE
Può darsi che sia andato a Gomel perché Israele vuole fare un tentativo per la pace con una persona che sia amica degli ucraini e anche di Putin. Può darsi anche che sia stato il leader del Cremlino a chiederglielo, visto che è impantanato in una guerra più difficile del previsto e ha bisogno di qualcuno che faccia il poliziotto buono e trovi una soluzione che gli salvi la faccia. Può darsi infine che ci sia andato solo perché il suo impero traballa, e vuole accreditarsi agli occhi di Boris Johnson come uno che combatte i cattivi.
Abramovich è stato arrestato una volta ed è comparso spesso nei tribunali di Londra. Un giudice ha detto di lui: «È un testimone intrinsecamente inaffidabile, il quale considera la verità un concetto transitorio e flessibile che può essere modellato per adattarsi ai suoi scopi». Esattamente l'uomo che ci vuole per trattare con uno come Putin.
 

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