L'analisi di Maria Latella: «Kamala Harris e le altre leader non conquistano le giovani ancora fragili»

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Maria Latella

Mai nella storia dell’umanità le donne hanno avuto tanta voce, visibilità e potere. Eppure, tutte queste foto, i commenti, le interviste in TV e il semi-unanime coro di consensi non riescono a cancellare un tarlo, una domanda a cui per ora non so dare risposta. A chi parlano davvero tutte queste nuove regine della scena mondiale? E siamo sicuri che riusciranno ad arrivare al cuore (e all’immaginario) delle quindicenni che saranno le donne di domani? Le nuove regine del potere globale soppianteranno il modello principessa delle favole, Cenerentola che sposa il principe azzurro?

GLI ESEMPI

 Gli Stati Uniti avranno alla Casa Bianca la prima donna vicepresidente, Kamala Harris, al tesoro ci sarà Janet Yellen, e anche questa è una prima volta. Perfino la Cia avrà una donna a capo, e dovrebbe essere Avril Haines. In Europa, da mesi non si fa che parlare di come un tris di donne, Ursula von der Leyen, Angela Merkel e Christine Lagarde, abbia impresso una svolta storica all’Unione europea, passata dal rigorismo arcigno alla materna preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni provate da un anno di pandemia. Ho citato solo alcune, ma l’elenco si allunga ogni giorno. I Nobel per la scienza vanno alle donne, nei durissimi mesi del Covid 19 sono state e sono ancora le donne in prima linea negli ospedali, medici e infermiere. Donna è la scienziata italiana più famosa del momento, Fabiola Gianotti, riconfermata al Cern di Ginevra per il secondo mandato. Appena c’è la possibilità di parlarne tutti, me compresa, ricordiamo alle ragazzine che i lavori del futuro passeranno per la conoscenza delle materie Stem, scienza, matematica, fisica. Parliamo, scriviamo, raccontiamo...Ma a chi? A quante davvero arrivano questi messaggi che in apparenza dovrebbero dischiudere alle nostre adolescenti magnifiche sorti e progressive? E siamo sicuri che i due mondi, quello delle role model planetarie, le economiste, le astronaute, le ministre e le premier e quello delle ragazzine “normali”, quelle che da Instagram e da Tik Tok ricavano il massimo di informazione, si incontreranno mai? Se dovessimo basarci sulle cronache verrebbe da rispondere di no. Le cronache continuano a fornirci storie di donne fragili. Fragili a tutte le età. Madri di famiglia che nonostante reggano spesso il peso di tutto e di tutte, hanno paura del maschio che le picchia o le abusa verbalmente.

I DISVALORI

Diciottenni che scambiano la dipendenza dalla cocaina per “un modo di divertirsi” così consegnando se stesse al primo predatore che passa. La giovanissima che ha rischiato la pelle per essere finita su “Terrazza Sentimento” del predatore tossicomane Alberto Genovese (è stato lui ad ammettere la dipendenza) è vittima del maschio, certissimo, ma, diciamola tutta, è vittima anche di una visione condivisa di quel che oggi viene considerato “divertimento” o successo sociale. Dal suo racconto reso ai magistrati: “Faccio la modella. Ho appena finito gli studi. Quella sera, fino alle 22.30 mi sono divertita, ballando e consumando la droga che girava alla festa”. Divertimento equivale a ketamina. Successo è essere invitata da un quarantenne miliardario che, non facciamo gli ipocriti, tutti sapevano essere molto tossico e poco rispettoso delle donne. Non sto dicendo che tutte le diciottenni devono puntare a diventare Ursula Von der Leyen e nemmeno Fabiola Gianotti. Ma temo che passeranno anni, se non decenni, prima che il modello di successo imposto dagli ‘80 in poi, la modella o la moglie del calciatore, possano risultare meno seducenti di altri che richiedono studio, competenza, fatica. Ci vorranno tante serie tv come “L’amica geniale” o anche “La regina degli scacchi”. E tanti percorsi nuovi che influencer intelligenti come Chiara Ferragni hanno intrapreso, captando forse che la stagione dei soldi facili, perché milioni di bambine ti seguono e seguono i tuoi consigli per gli acquisti, forse è al tramonto. Forse. Per il momento, bisogna tenere d’occhio personaggi come Michelle Obama e, chissà, Kamala Harris. Le uniche che spruzzando calore e che sono riuscite per ora a forare lo scafandro di diffidenza e indifferenza che avvolge le quindicenni non ancora prime della classe. È a loro che bisogna parlare. Perché tra loro ci saranno le Ursula, le Kamala e le Angela di domani.

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA