Writer arrestati in India, l'odio dei social dei corregionali: «Credevano di essere in Italia». Ora chi paga?». Il console Luigi Cascone: «I 4 ragazzi stanno bene»

Writer arrestati in India, l'odio dei social: «Credevano di essere in Italia dove tutto è permesso. Ora chi paga per liberarli?»
Writer arrestati in India, l'odio dei social: «Credevano di essere in Italia dove tutto è permesso. Ora chi paga per liberarli?»
di Gianluca Murgia
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 16:21 - Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 11:19

«Credevano di essere in Italia». I writer (due marchigiani e due abruzzesi) arrestati in India per aver disegnato loghi e scritte su due vagoni della metropolitana di Ahmedabad sono finiti nel mirino dei commentatori social. «Ora non tornano più». «Finalmente quei teppisti verranno puniti». «Teneteli lì». L'accaduto e gli sviluppi di una situazione oggettivamente delicata, a prescindere dalle colpe o dagli intenti, non hanno trovato la solidarietà dei corregionali. Anzi. «Meno male che ci sono dei posti dove ancora fanno rispettare le leggi ed anche severamente. E noi giù a pagare per far tornare questi quattro deficienti» ha scritto un commentatore sulla pagina Facebook del Corriere Adriatico allineandosi al pensiero comune di molti degli utenti social: in Italia ormai tutto è permesso, quando si esce dai confini nazionali, invece, se sgarri paghi.

Il console Cascone: «Abbiamo visitato i quattro connazionali»

Il console Luigi Cascone, del Consolato Generale d’Italia a Mumbai (India), contattato dal Corriere Adriatico ha spiegato l'attuale situazione: «Il Consolato Generale d’Italia a Mumbai è in stretto contatto i quattro connazionali arrestati in Gujarat (India), con le rispettive famiglie e con i loro rappresentanti legali in Italia ai quali sta dando un costante aggiornamento sugli sviluppi. Nella giornata di ieri questo Consolato ha potuto visitare i quattro connazionali constatandone le buone condizioni di salute e fornito assistenza nell’individuazione di un legale».

Le accuse

In India i fari puntati sui quattro writer italiani si devono anche al fatto che il primo ministro indiano Narendra Modi era atteso in zona per l’inaugurazione del nuovo ramo della metropolitana e di un treno elettrico ad alta velocità. Inoltre, si sono introdotti in un’area vietata scavalcano una recinzione a favore di videocamera di sicurezza e ora sono anche sospettati di far parte del gruppo internazionale di writer “Rail Goons”, protagonista di altre incursioni in diversi Stati dell’India.

Cosa si rischia in Italia e cosa in India


Anche in Italia, in realtà, la legge in merito è severa e in alcuni casi porta anche al carcere. In Italia il deturpamento e imbrattamento di cose altrui è un reato descritto dall’articolo 639 del codice penale che prevede multe fino a 103 euro. In alcuni casi, però, si prevede anche l’aggravante, prevista dal comma 3, di un fatto commesso ai danni di cose di interesse storico o artistico: chi ha imbrattato il centro storico di una città, per esempio, rischia una reclusione che va da tre mesi a un anno e una multa tra 1.000 e 3.000 euro. Non solo: in alcuni casi si può applicare anche il Daspo urbano unito al risarcimento dei danni. Un caso che nelle Marche, nello specifico, si era verificato a Urbino ai danni di 4 writer poco più che ventenni (due bolognesi, un milanese e un barese) ripresi dalle telecamere all'opera nel centro cittadino.   Ovviamente, nel caso dei writer arrestati in India, ci sono dei particolari che non passano inosservati. Prima fra tutti la gogna mediatica pubblica: la foto dei 4 arrestati inginocchiati con la polizia (in piedi).

«E noi paghiamo per loro»

Altro tema social: «E noi paghiamo». «Ora quanto ci costerà riportarli in Italia?». «Meno male che ci sono luoghi dove fanno rispettare la legge anche severamente». «Ora l'Italia avrà ancora più tasse per pagare avvocati, sanzioni varie...». In questo caso, al contrario di altri arresti di italiani all'estero (ultimo quello di Alessia Piperno in Iran), mancano ancora diversi tasselli e su quello sta lavorando la polizia indiana: per quale motivo i 4 italiani hanno realizzato quei disegni sui quei vagoni della metropolitana che, di lì a poco, avrebbe visto la presenza del primi ministro indiano (peraltro introducendosi in un'area non accessibile al pubblico)? Al momento si sa solo che sia i due marchigiani che i due abruzzesi sono stati ammoniti per violazione penale, dolo che ha causato danni per un importo di cinquanta rupie, atti compiuti da più persone in favore di comune intenzione e per danni alla proprietà pubblica. «Prossima volta suggerirei la Russia» ha commentato la notizia un altro lettore avvelenato. «Non avevate capito che non eravate in Italia dove tutto è permesso...» ha rincarato la dose un altro. «All'estero se violi la legge ti arrestano. Mica come in Italia che ti fanno un verbale e paghi una multa se ti va male» chiude un lettore interpretando, ancora una volta, il pensiero di molti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA