Da 2 a 12 bambini: la rinascita di Visso
passa anche per "l'asilo dei miracoli"

Venerdì 6 Settembre 2019 di Monia Orazi

VISSO - Il sindaco non sta nella pelle. La sua ricostruzione personale è già ripartita. «Avere dodici iscritti all’asilo nido è la più bella dichiarazione d’amore che possa ricevere un paese terremotato come il nostro, significa - non trattiene l’emozione Gian Luigi Spiganti Maurizi - che ci sono giovani famiglie che sono legate a questo territorio, che credono nel futuro e in quello che fanno. Visso merita di tornare a essere quella che è sempre stata». Il primo cittadino commenta felice il piccolo record di iscritti che ha costretto l’amministrazione comunale a correre ai ripari per allargare l’asilo nido, in modo da accogliere tutti i neonati. 

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«Sono cresciuta qua e voglio che ci cresca anche mio figlio, non abbiamo mai pensato di andarcene - racconta Alessia, una giovane mamma - sia io che mio marito lavoriamo in zona, per questo ho iscritto il bambino al nido. La speranza è che parta la ricostruzione, in modo che in futuro anche loro che sono piccoli possano conoscere la Visso che ho conosciuto io. Ricostruita in tutta la sua bellezza».
 
Il sindaco riprende il filo dei suoi pensieri: «Per noi la scuola è una priorità perché le nuove generazioni sono il futuro, dobbiamo dare risposte e servizi a queste giovani famiglie che mostrano il loro attaccamento al territorio nel modo più bello: facendo crescere qui i propri figli. Per chi, come me, ha una certa età è fantastico vedere tutti questi bambini anche tra le Sae». E ricorda: «Ho chiesto subito, appena insediato, all’ufficio tecnico comunale di occuparsi dei progetti della scuola materna e della palestra. Questa è ancora una situazione di emergenza, i bambini del nido sono al piano terra dell’istituto comprensivo, completamente antisismico che ha resistito alle scosse». Resistere, sempre. 
Gli spazi ripensati
Da due a dodici iscritti, è questo il piccolo miracolo, che profuma di speranza, accaduto all’asilo nido di Visso “I pulcini” e l’amministrazione comunale è stata costretta a far eseguire lavori a tempo di record per accogliere quei piccoli neonati che, a partire dal prossimo 16 settembre, frequenteranno la scuola. Ad attenderli ci sono due insegnanti e spazi pensati per offrire loro il massimo confort. È stata sacrificata l’aula di artistica, usata dalle classi della secondaria di primo grado. «Abbiamo deciso di investire risorse perché si è registrato un aumento delle nascite - spiega il vicesindaco di Visso Alessia Rastelli - gli iscritti sono saliti complessivamente da due a dodici, di cui sei tra gli ultimi nati, inizieranno a frequentare il nido il prossimo gennaio. Si è reso così necessario allargare lo spazio a loro disposizione, riposizionando l’area notte, sistemando bagni e lavandino, con modifiche per rendere il nido il più possibile accogliente». Mette il sigillo su questa piccola, grande ripartenza: «Per noi è motivo di gioia avere più iscritti, è una bella speranza per incrementare la popolazione».
Non sta proprio nella pelle il sindaco perché Visso viaggia in controtendenza rispetto ai dati nazionali, che vedono le amministrazioni locali investire sempre meno in asili e nidi. Secondo un recente studio della Cgil, dal 2012 al 2016 la spesa per gli asili nido dei Comuni è scesa da un miliardo e 600mila euro a un miliardo e 475mila euro. 
L’augurio
«Auspichiamo che la struttura possa essere frequentata anche dai piccoli dei centri limitrofi, di quelle famiglie che non residenti lavorano a Visso - aggiungono i consiglieri comunali Alice Liberti e Mirco Loretoni - per la nostra amministrazione il benessere dei bambini è una priorità. Rispetto ad altri Comuni che riducono gli investimenti, noi investiamo circa 4mila euro annui per ciascun bambino, una cifra rilevante, ripagata dalla soddisfazione di poter accogliere loro che sono il nostro futuro». Il loro augurio? «Che potenziando i servizi per l’infanzia altre giovani famiglie decidano di vivere qui da noi». La sistemazione attuale, che si sta completando in questi giorni, è una soluzione provvisoria che resterà sino a quando non saranno finiti i lavori di riparazione della scuola d’infanzia Capuzi, danneggiata dalle scosse del 2016. Una precarietà che tuttavia oggi non pesa come una condanna. Quello di Visso con nove nuovi nati tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 è un piccolo record, in un contesto di forte spopolamento della zona montana, che anche quest’anno ha perso diverse centinaia di residenti. Ma l’esuberanza della vita talvolta può avere la meglio anche sulla mancata partenza della ricostruzione. Chiamatela pure speranza.

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