Elezioni, Valentina Vezzali: «Ora Berlusconi potrà dirmi touché. Candidarmi? Un desiderio per chiunque»

Elezioni, Valentina Vezzali: «Ora Berlusconi potrà dirmi touché. Candidarmi? Un desiderio per chiunque»
Elezioni, Valentina Vezzali: «Ora Berlusconi potrà dirmi touché. Candidarmi? Un desiderio per chiunque»
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Martedì 2 Agosto 2022, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 16:59

«Presidente, da lei mi farei veramente toccare». Era il 2008 quando Valentina Vezzali, campionessa di scherma e Sottosegretario allo Sport del governo Draghi, si rivolse con queste parole a Silvio Berlusconi. Oggi, dopo che la specialista del fioretto ha annunciato il suo ingresso in Forza Italia, quella affermazione - che all’epoca suscitò grande clamore - sembra una premonizione.

 


Valentina Vezzali, dica la verità: si rivolgerebbe ancora così al Cavaliere?

«All’epoca pensavo solo da schermitrice, ma forse era destino che la politica mi “toccasse”. Adesso il presidente Berlusconi potrà dire “touché” visto che sono entrata a far parte della sua squadra».
Una posizione controcorrente la sua. Mentre molti nomi storici escono dal partito, lei decide di entrare a farne parte.

Come mai?

«La scherma mi ha insegnato che la scelta di tempo per agire è fondamentale per piazzare la stoccata vincente, così come pormi degli obiettivi e lavorare con impegno, dedizione e serietà per poterli raggiungere. Ho imparato a non arrendermi mai». 

Sì, ma perché proprio con Silvio Berlusconi?

«Il presidente in questo non ha rivali. Forza Italia vuole rappresentare un pilastro moderato di un governo forte che risponda alle esigenze di famiglie e imprese. Mi ritrovo perfettamente in questo impegno e condivido valori e principi di un partito che dà spazio alle donne e ai giovani, che investe risorse ed energie nelle pari opportunità, nella istruzione e nella formazione». 

Il suo ingresso tra gli azzurri arriva a pochi mesi dalle elezioni. Quale sarà il suo impegno per la tornata elettorale?

«Prima di tutto voglio ringraziarli per il calore con il quale mi hanno accolta. Nello sport, come nella vita, per ottenere i risultati bisogna fare squadra. Insieme a tutti i componenti di Forza Italia cercherò di dare il mio contribuito portando la mia esperienza sportiva, di esponente politico, di rappresentante delle istituzioni, e principalmente di madre e di donna».

Ci spieghi: con quale obiettivo?

«Direi quello di permettere al nostro Paese di superare la crisi causata dalla pandemia e dalla guerra, costruendo un futuro solido fondato sui principi del liberismo, dell’europeismo e dell’atlantismo».

Che ruolo ha giocato Mario Draghi nella sua esperienza politica?

«Mi ha nominata e dato fiducia: da Sottosegretaria ho potuto lavorare su tanti fronti a cominciare dallo sport nella scuola, ma anche sull’impiantistica perché senza impianti è impossibile fare sport. Ho sostenuto i grandi eventi sportivi in quanto fermamente convinta della loro straordinaria importanza in termini di ritorni economici e di promozione della pratica sportiva». 

Di quali provvedimenti va più orgogliosa?

«È in dirittura d’arrivo il Decreto attuativo a tutela dei lavoratori sportivi che darà loro la stessa dignità di tutti gli altri e sto lavorando affinché i 200 euro di bonus vengano riconosciuti anche a questa categoria. Senza dimenticare che siamo all’ultimo passaggio alla Camera per il riconoscimento del diritto allo sport all’interno della Costituzione. Il mio obiettivo sarà quello di avere un’Italia più sportiva e migliorare il quintultimo posto che vantiamo in Europa per numero di praticanti sportivi».

Si candiderà in uno dei collegi uninominali delle Marche o al proporzionale?

«In questo momento non mi pongo il problema, quello che mi preme e mi prefiggo è lavorare per l’Italia intera. Pur trascorrendo gran parte della mia vita lontano dalla mia Jesi e dalle mie Marche, queste rappresentano le mie radici e la mia casa. Il mio cuore è qui, dove sono cresciuta e dove risiede la mia famiglia».

Crede che ci sia la possibilità per lei di tornare in Parlamento?

«Questo è un desiderio per chiunque accetti una candidatura, o decida di impegnarsi in politica. A maggior ragione per una persona che conosce l’ambiente e ha avuto la possibilità di condividere responsabilità di governo. Sarebbe un peccato disperdere parte del lavoro avviato, ma le incognite ci sono e sono parte della scommessa. A me piace vincere!».

Il taglio dei parlamentari stabilito con l’ultimo referendum come penalizza le Marche nella rappresentanza?

«Parlare di penalizzazione non so se è appropriato. Non è il numero di rappresentanti che fa la differenza, ma la qualità degli eletti».

Quanto è importante portare in questa corsa la sua esperienza di deputata, sportiva e donna?

«Nello sport non ci sono più discipline a vocazione maschile o femminile e in alcune specialità le donne sono più vincenti. È, invece, nella dirigenza, che la nota è dolente. E su questo dobbiamo lavorare. In politica abbiamo avuto bisogno delle quote per riuscire a contare. Forza Italia è una formazione che alle donne ha sempre dato opportunità e visibilità».

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