Terza dose del vaccino anti-Covid: per chi, come e quando. Ecco cosa c'è da sapere

Martedì 26 Ottobre 2021 di Andrea Taffi
Terza dose del vaccino anti-Covid: ecco cosa c'è da sapere

ANCONA - Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro ieri ha spiegato che l’ipotesi di una terza dose del vaccino per tutti è uno scenario verosimile. Per il momento la somministrazione è limitata dai protocolli ministeriali solo ad alcune categorie. Vediamo i principali dubbi collegati all’ulteriore step che dovrebbe garantire la protezione completa dal virus

 

1 A cosa serve la terza dose e perché si è resa necessaria?
Serve a completare il ciclo vaccinale negli immunodepressi in cui il ciclo con due dosi non ha raggiunto un assetto ottimale (dose aggiuntiva). Funziona come ulteriore richiamo in chi ha già ben risposto alle prime due dosi ma inizia a vedere scemare l’efficacia a causa della riduzione della protezione. La terza dose booster per le altre categorie amplifica di 8-10 volte i titoli di anticorpi esistenti dando una spinta al mantenimento di un’alta produzione di anticorpi. La perdita di efficacia che si è osservata rende più suscettibili i vaccinati ai contagi ma conserva una protezione alta nei confronti della malattia grave.

2 Che differenza c’è tra terza dose e booster?
La terza dose o addizionale è considerata un completamento del ciclo vaccinale primario (due dosi) in persone il cui sistema immunitario, per problemi di immunodepressione, non ha risposto sufficientemente alle prime due dosi. Il booster (o richiamo) è invece inteso come una sorta di ulteriore scossa al sistema immunitario nelle persone che pur avendo risposto sufficientemente al ciclo primario hanno bisogno di avere un prolungamento della loro protezione.

3 Quali sono le categorie coinvolte in questo momento per terza dose e booster secondo i protocolli ministeriali e quando si può richiedere?
Sono interessati anziani over 80, personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani, persone fragili (trapiantati, dializzati, immunodepressi ecc.) e da due settimane hanno ricevuto l’ok anche il personale sanitario medici, infermieri e tecnici e le persone che hanno compiuto più di sessant’anni. La condizione che abbiamo ricevuto la seconda dose da almeno sei mesi.

4 Come ci si regola per la somministrazione in relazione al vaccino influenzale?
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha evidenziato che è sicuro ed efficace vaccinare contro il Covid e l’influenza insieme. La somministrazione dell’antinfluenzale in contemporanea all’anti-Covid-19 non ha infatti prodotto problemi di sicurezza e preserva la risposta immunitaria a entrambi i vaccini. 

5 Senza richiami, eventualmente, i vaccinati sono protetti?
Anche senza richiamo i vaccinati dovrebbero essere protetti molto a lungo da Covid in forma grave o letale, pur rimanendo suscettibili a infezioni lievi ma col passare del tempo la protezione cala in base al tempo trascorso e dalla predisposizione genetica dei singoli individui. In genere gli anticorpi anti-SarsCoV-2 si mantengono nel sangue anche oltre sei mesi mentre le cellule della memoria antigene-specifiche (linfociti T, B, cellule plasmocitoidi a lunga durata) anche ben più di un anno. Col tempo ovviamente, senza richiami adeguati, tutti i vaccini perdono efficacia. 

6 Ma la terza dose è obbligatoria? Serve per allungare la scadenza del Green pass? 
In questa fase della campagna vaccinale non c’è obbligatorietà. Il ministero ne «raccomanda l’utilizzo». Nessuna direttiva invece in collegamento con il Green pass.

Ultimo aggiornamento: 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA