Nuovi treni regionali in arrivo ma scatta anche il biglietto più caro

Sabato 30 Novembre 2019 di Martina Marinangeli

ANCONA - I vetusti treni regionali, dall’aspetto più simile ad una diligenza che ad un mezzo di trasporto moderno, stanno per andare in pensione, con somma gioia dei pendolari spesso vittime di disservizi anche a causa di materiale rotabile obsoleto. Infilato in sordina ed al fotofinish in quel mare magnum che è l’assestamento di bilancio, l’emendamento da 18 milioni di euro che ha permesso di creare le basi necessarie alla stipula del Contratto di servizio con Trenitalia, ha dato lo start a quella che la Regione ha definito una «rivoluzione per il trasporto pubblico marchigiano». 

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La possibilità di impostare una programmazione sul lungo periodo - avrà infatti una durata complessiva di 15 anni, dal 2019 al 2023 - permetterà il ricambio totale dei treni regionali con mezzi molto più confortevoli ed hi-tech. La contropartita sarà però l’aumento delle tariffe, definito «limitato» dalla Regione, ma non è ancora dato sapere a quanto ammonterà. Intanto, quindi, le buone notizie, e dopo la delibera di giunta di giovedì, arriva il sigillo di Trenitalia. Il nuovo contratto avvia una nuova disciplina nei rapporti tra palazzo Raffaello e società per lo svolgimento dei servizi ferroviari regionali.

«Oltre a prevedere un importante processo di efficientamento - puntualizza l’assessore regionale ai Trasporti -, presenta un impatto straordinario sulla mobilità regionale sia in termini di servizi, con più di 700 milioni di euro di corrispettivi nel periodo, sia in termini di investimenti, con 200 milioni di nuovo materiale rotabile, dei quali 37 provenienti dal bilancio regionale. Il nuovo accordo consente l’ammodernamento di tutto il parco mezzi regionale, migliorando la qualità del servizio rispetto a puntualità, affidabilità, regolarità, rumorosità e possibilità di accesso ad utenti con ridotta mobilità». Verranno quindi consegnati e messi al servizio dei viaggiatori marchigiani ben 26 nuovi treni di sei tipologie diverse (tra cui Jazz, Pop, Rock, alcuni dei quali già presenti sui binari regionali) entro il 2025, che permetteranno di fatto il rinnovo completo della flotta, compresa la sostituzione con treni elettrici di tutti i treni diesel a seguito dell’elettrificazione della linea Civitanova-Albacina prevista per il 2025. Una delle priorità «green», quest’ultima, che il governatore Luca Ceriscioli aveva inserito nella lista della spesa presentata alla ministra delle Infrastrutture Paolo De Micheli lo scorso due ottobre. «Questa è una grande operazione della Regione per la mobilità sostenibile – commenta infatti il numero uno della giunta – che determinerà un significativo ammodernamento del parco rotabile». 

Nel 2025, l’età media dei treni circolanti nelle Marche sarà di è anni. Treni nuovi, dotati di wi-fi, spazio per le biciclette, telecamere per la videosorveglianza e prese elettriche per ricaricare i dispositivi mobili «con l’obiettivo di incrementare gli spostamenti su mezzi ecologici, che riducono i consumi elettrici perché più efficienti e abbattono il rumore rispetto ai mezzi vecchi». Una buona notizia, dunque, anche sul versante dell’inquinamento acustico che vede pendere sulla costa della regione, come una spada di Damocle, quella barriera fonoassorbente che si sta cercando in tutti i modi di evitare. A partire dal 2020, poi, aumenterà la produzione dei servizi del 10% con ulteriori treni-Km a disposizione dei pendolari marchigiani. Altri importanti investimenti inseriti nel contratto riguardano il revamping/restyling, gli impianti, l’informatica, le tecnologie, la manutenzione ciclica ed anche l’avvio della bigliettazione unica elettronica.

Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA