L’assessore regionale Castelli: «Trasporto locale allo stremo con la stangata dell’energia. L’incremento medio generale è del 50%»

Venerdì 21 Gennaio 2022
L assessore regionale Castelli: «Trasporto locale allo stremo con la stangata dell energia. L incremento medio generale è del 50%»

ANCONA - «Pensavamo di aver toccato il fondo e invece il settore del trasporto passeggeri si trova ad affrontare un’ulteriore prova. Questo vale per tutto il comparto del trasporto nazionale, ma lo è ancor di più per le Marche». L’allarme lo ha lanciato l’assessore regionale ai Trasporti Guido Castelli e il nodo scorsoio è rappresentato dall’aumento dei costi dell’energia, tema che il Corriere Adriatico ha affrontato in questi giorni con un’inchiesta a puntate. «L’energia è una voce importante del costo di produzione del servizio. All’incremento medio generale di almeno il 50%, ci arrivano informazioni ancor più preoccupanti dalle aziende di trasporto che stanno negoziando le prossime forniture, soprattutto per quanto riguarda il metano, dato a valori dieci volte superiori». 

 
Benzina sul fuoco
Problematica che trova le aziende già stremate da due anni di pandemia che sul piano economico ha anche fatto mancare, al settore del trasporti pubblico marchigiano, «circa 60 milioni di euro di ricavi da bigliettazione, voce indispensabile alla sopravvivenza del servizio mediamente per un terzo. Questo a fronte di una incomprimibilità dei costi che, trattandosi di un servizio pubblico essenziale, non ha potuto ridurre l’attività e, anzi, ne ha visto lievitare i costi a causa delle misure anti contagio, che al momento possiamo ritenere superiori ai 10 milioni di euro». Secondo l’assessore Castelli sottolinea che in vista del nuovo caro energia, che si prospetta come una problematica strutturale «si deve rivedere la dotazione del Fondo nazionale trasporti, più che adottare misure una tantum. Purtroppo questa è una voce inspiegabilmente dolente per le Marche, ultime nel trasferimento pro capite delle risorse correnti nazionali, 68 euro contro una media di 95 euro. Ciò è molto iniquo e anche la riforma del settore (art. 27 del D.L. 50/2017), tesa ad adottare i cosiddetti Costi Standard, è stata affossata dal Covid». L’opportunità del Pnrr sta incentivando, attraverso il rinnovamento delle flotte dei mezzi di trasporto pubblico, anche la transizione energetica. «Anche qui ci vuole una visione d’insieme: non si stratta solo di acquistare un autobus per il quale ci sono un po’ di risorse, ma di ridisegnare un servizio che avrà costi di esercizio maggiori. Un chilometro di servizio, fatto con un bus elettrico, costa di più che con un bus a gasolio o metano. Occorre quindi, anche per questo, intervenire sulla spesa corrente, con una revisione del Fondo nazionale trasporti. Purtroppo la transizione - conclude l’assessore Castelli - per la quale ci vogliono visione e capacità d’investimento notevole, trova il settore stremato, nelle Marche più che altrove: trasferimenti statali più bassi d’Italia, terremoto, Covid e caro energetico. È una grande sfida, per questo chiederò che il trasporto pubblico locale diventi una delle priorità dell’azione politica di questa Regione: la rivoluzione verde e la mobilità sostenibile non possono che poggiarsi su un sistema di trasporti forte».


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