Bus bocciati, l’amarezza dell’assessore Castelli: «Noleggi per limiti alle capienze». Persi 60 milioni di ricavi tariffari: «E il sistema si è rivelato più che efficiente»

L'assessore regionale Guido Castelli
L'assessore regionale Guido Castelli
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Lunedì 7 Marzo 2022, 02:25 - Ultimo aggiornamento: 15:14

Guido Castelli, assessore regionale al Trasporto pubblico, la fotografia scattata dal dossier di Adnkronos non fa onore alle Marche. Il servizio viene bocciato senza pietà e relegato nella fascia più bassa di classificazione del rating.
«Valuteremo con cura il lavoro, ma dai primi elementi francamente non si capisce come ci possano classificare una regione poco efficiente in materia di trasporto pubblico locale. E dopo il danno pure la beffa. Il danno perché storicamente le Marche sono fortemente penalizzate sul riparto del Fondo nazionale trasporti: continuiamo ad essere ultimi nel trasferimento pro capite delle risorse correnti nazionali, ovvero 68 euro contro una media di 95. Ciò è molto iniquo ed anche la riforma del settore che avrebbe dovuto superare il riparto storico è stata affossata dal Covid».

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E la beffa che ha messo sotto stress il settore marchigiano?
«Il modello stesso del Trasporto pubblico locale che ci permette di sostenere un servizio dignitoso nonostante le sperequazioni nazionali è stato anche alla base delle riorganizzazioni e dei potenziamenti dei servizi Covid. Il modello è quello dei consorzi al cui interno i vettori oltre ad essere operatori del tpl sono anche noleggiatori, i quali hanno dirottato la loro forza totalmente al trasporto pubblico, non rientrando pertanto nelle statistiche della categoria. Il nostro è un modello virtuoso a basso costo che purtroppo spesso ci ha penalizzato sui riparti nazionali, che paradossalmente hanno premiato chi spende di più».


Dunque una bocciatura non meritata?
«Il sistema del trasporto pubblico marchigiano, proprio grazie ad una grossa efficienza e ad un non trascurabile contributo del bilancio regionale, produce servizi che non hanno nulla da invidiare ad altre regioni. Il costo pubblico unitario per servizio prodotto credo sia il più basso d’Italia, parliamo ad esempio mediamente di 1,5 euro/km per i servizi automobilistici extraurbani con un rapporto ricavi costi negli standard nazionali. L’efficienza e l’efficacia della politica marchigiana sui trasporti è stata confermata anche nell’emergenza pandemica dove i costi unitari per i servizi aggiuntivi Covid sono i più bassi, circa 2,6 euro/km. Invito chi fa le valutazioni sul settore ad andare a vedere i Decreti ministeriali di riparto sui rendiconti delle Regioni e a valutare i costi unitari ovvero l’efficacia della spesa pubblica, più che il volume assoluto della spesa».


La Pandemia ha pesantemente colpito il Trasporto pubblico locale. Quale saranno le direttrici da seguire da adesso in avanti?
«Al netto della gestione della fuoriuscita dalla pandemia, che ha lasciato sul terreno circa 60 milioni di euro di mancati ricavi tariffari, vogliamo comunque guardare avanti. Lo scenario evolutivo che immagino e che voglio sostenere è viaggiare sempre più su mezzi più confortevoli ed ecologici, accedendovi in modo più semplice e concatenando più facilmente modalità differenti e più flessibili nei propri spostamenti. Sembra poco, ma è una sfida enorme».


La strategia da attuare?
«Intanto, come Regione, non molleremo la presa verso una riforma che abbandoni la spesa storica per poterci garantire una maggiore spesa corrente. Nel frattempo è stato approvato il nuovo piano integrato sugli investimenti per il materiale rotabile automobilistico denominato Bus&Bus».


In cosa consiste?
«Parliamo di oltre 130 milioni di contributi a fondo perduto che verranno stanziati nei prossimi 10 anni al fine di rinnovare il parco mezzi, favorendo l’avvio della transizione verso l’elettrico. Le risorse sono già state ripartite territorialmente e sono partite le prime assegnazioni ed acquisti».


A breve termine?
«Ci sono 49 milioni euro fino al 2023, mentre i restanti negli anni successivi fino al 2033. Entro il 2025 inoltre verranno immessi in esercizio, nelle linee ferroviarie regionali altri 17 nuovi convogli. Non soddisfatti di come il Governo anche in questo caso ha trattato le Marche nel riparto dei fondi del Pnrr per il rinnovo dei bus, vi stiamo ponendo rimedio allocando altre risorse nel rendendo Piano operativo regionale della nuova programmazione dei fondi strutturali europei. Contiamo quindi di aggiungere altri 10-15 milioni di euro ai 130 già citati».
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