Smaltimento delle macerie post sisma
Nell'inchiesta spuntano altri due indagati

Smaltimento delle macerie
post sisma: nell'inchiesta
spuntano altri due indagati
ASCOLI - Sessanta pagine, la maggior parte delle quali composte da una serie di intercettazioni telefoniche sono la trama dell’indagine sullo smaltimento delle macerie post sisma nella province di Ascoli e Fermo. Conversazioni tra Stefano Mircoli e Cristina Perotti che di fatto sono alla base dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per il timore che le prove potessero essere inquinate, emessa dal Gip di Ascoli.

Oggi, salvo improvvisi rinvii per dare modo alle parti di leggere con attenzione il contenuto del dossier della Procura, sono previsti gli interrogatori di garanzia per l’amministratrice e socia della Dimensione Scavi spa e per il funzionario della Regione finiti dietro le sbarre a Castrogno di Teramo e Marino del Tronto con le accuse di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Intanto spuntano altri due indagati a piede libero nell’inchiesta coordinata dal Procuratore della Repubblica di Ascoli Umberto Monti. Non si tratta di funzionari pubblici ma di persone, secondo l’accusa, comunque coinvolte a vario titolo nella stessa indagine sullo smaltimento delle macerie post sisma. I loro nomi erano già contenuti nel mandato di perquisizione che ha consentito alla guardia di finanza di presentarsi a Palazzo Raffaello e di effettuare i sequestri nell’ufficio della Regione dove lavora il geometra Mircoli. 

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Venerdì 14 Giugno 2019, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 15:43