Smaltimento delle macerie post sisma
Nell'inchiesta spuntano altri due indagati

Venerdì 14 Giugno 2019
ASCOLI - Sessanta pagine, la maggior parte delle quali composte da una serie di intercettazioni telefoniche sono la trama dell’indagine sullo smaltimento delle macerie post sisma nella province di Ascoli e Fermo. Conversazioni tra Stefano Mircoli e Cristina Perotti che di fatto sono alla base dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per il timore che le prove potessero essere inquinate, emessa dal Gip di Ascoli.

Oggi, salvo improvvisi rinvii per dare modo alle parti di leggere con attenzione il contenuto del dossier della Procura, sono previsti gli interrogatori di garanzia per l’amministratrice e socia della Dimensione Scavi spa e per il funzionario della Regione finiti dietro le sbarre a Castrogno di Teramo e Marino del Tronto con le accuse di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Intanto spuntano altri due indagati a piede libero nell’inchiesta coordinata dal Procuratore della Repubblica di Ascoli Umberto Monti. Non si tratta di funzionari pubblici ma di persone, secondo l’accusa, comunque coinvolte a vario titolo nella stessa indagine sullo smaltimento delle macerie post sisma. I loro nomi erano già contenuti nel mandato di perquisizione che ha consentito alla guardia di finanza di presentarsi a Palazzo Raffaello e di effettuare i sequestri nell’ufficio della Regione dove lavora il geometra Mircoli. 

 

Le indagini della Finanza e della sezione di pg della Procura avrebbero rilevato che, tramite il dipendente pubblico sarebbero, stati condizionati gli organi regionali per rimpiazzare la società a partecipazione mista pubblico-privata affidataria della gestione dei servizi in questione. In cambio della sua attività, secondo la Procura, Perotti avrebbe fatto a Mircoli promesse di future partecipazioni societarie in una costituenda new company per la gestione delle macerie e la ricostruzione edilizia dei territori colpiti dal sisma, nonché progressioni di carriera. Ciò, secondo l’accusa, grazie all’appoggio di presunte conoscenze in ambiti politici di rilievo. L’azione del dipendente regionale in favore della società, spiegano gli inquirenti, sarebbe consistita nell’introduzione di clausole limitative al soggetto subentrato per la gestione dei servizi e nella selezione delle società sub-affidatarie, nell’esercizio sulla stazione appaltante di pressioni volte a sub-affidare i servizi in via esclusiva alla Dimensione Scavi. Mircoli avrebbe anche proposto modifiche normative volte ad assicurare l’affidamento dei servizi di specie direttamente alle società private; e avrebbe comunicato notizie riservate d’ufficio, ottenute in relazione all’incarico esercitato, su concorrenti della società investigata e potenzialmente destinatarie di appalti per erogare i servizi. Ultimo aggiornamento: 15:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA