Elezioni: sindaci e assessori, giusto andare a Roma o governare nelle Marche? Ne discutono imprese, università e politica

Sindaci e assessori, giusto andare a Roma? Il caso tra imprese, università e politica
Sindaci e assessori, giusto andare a Roma? Il caso tra imprese, università e politica
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Venerdì 29 Luglio 2022, 02:40 - Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 19:47

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Sindaci e assessori, giusto andare a Roma? Il caso tra imprese, università e politica

ANCONAIl 25 settembre le Marche (come ovviamente tutto il resto d’Italia) saranno chiamate a eleggere i propri rappresentanti nel nuovo Parlamento nelle elezioni politiche anticipate seguite alle dimissioni del governo Draghi. Dopo la riforma del 2020 che ha tagliato da 945 a 600 il numero totale dei deputati (400 alla Camera, 200 al Senato), le Marche avranno soltanto 15 seggi a disposizione (9 in meno di prima), 10 alla Camera e 5 al Senato. Nella formazione delle liste dei singoli partiti e della coalizione è ancora tutto in alto mare.

Restare ad amministrare nelle Marche o provare la corsa alle prossime politiche?

Sindaci, assessori e consiglieri: la corsa

È però evidente che i sindaci (che adesso sembrano però aver rinunciato all’idea, con tanto di annunci pubblici onde evitare dubbi), assessori e consiglieri regionali hanno (o avevano) l’ambizione di volare a Roma, abbandonando la nostra Regione. Così ci siamo chiesti: è giusto farlo, abbandonando il mandato avuto nelle rispettive elezioni amministrative? 

Le opinioni

Abbiamo sentito imprenditori (dalla Presidente di Confindustria Pesaro Alessandra Baronciani al presidente di Elica Francesco Casoli, fino a Laura Gabrielli, consigliere di amministrazione dell’omonimo gruppo commerciale e amministratore delegato di F.G. Gallerie Commerciali); da politici o rappresentati di categoria (dal presidente della Camera di Commercio Gino Sabatini al sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, fino a Manuela Bora, consigliera Pd ed ex assessore della Giunta Ceriscioli dal 2015 al 2020. E poi accademici (da Donato Iacobucci a Lella Mazzoli) che non hanno lesinato i loro pareri decisi.

Il peso politico delle Marche

Insomma, tutte le risposte di imprenditori, politici e accademici a un quesito che continuerà a farci compagnia almeno fino a ferragosto. Perché il peso politico delle Marche si misura anche nella composizione delle liste e nelle voglie di trasferta. Mentre a Roma non è ancora chiaro chi arriverà ad occupare i nostri scranni, indipendentemente dal colore politico e/o dalla coalizione di appartenenza.

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