Siccità, la situazione si aggrava nelle Marche. Il ministro Patuanelli: «Presto tutta l'Italia in zona rossa»

Siccità, la situazione si aggrava nelle Marche. Il ministro Patuanelli: «Presto tutta l'Italia in zona rossa»
Siccità, la situazione si aggrava nelle Marche. Il ministro Patuanelli: «Presto tutta l'Italia in zona rossa»
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Venerdì 24 Giugno 2022, 20:04 - Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 17:39

Le Marche hanno le carte in regola per chiedere lo stato di emergenza per la grave siccità che sta colpendo la regione. Ma tutta l'Italia sarà presto in zona rossa per la mancanza di acqua: lo ammette lo stesso ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, che definisce la situazione «drammatica. Nel corso delle prossime settimane ci aspettiamo che quasi tutto il Paese entri in zona rossa», perché «le aree cosiddette rosse, quelle in cui c'è una diminuzione dei livelli dei fiumi e dei laghi e dove la risorsa idrica sta mancando, si stanno allargando sempre di più». Parole che annunciano interventi «anche in centri abitati di dimensioni maggiori».

Mercoledì un vertice nelle Marche

Mercoledì ci sarà un atteso vertice in Regione con le Prefetture e la Protezione civile delle Marche per fare il punto della situazione e dare il via libera ai sindaci di emettere le ordinanze che vietino l'utilizzo dell'acqua degli acquedotti per usi che non siano destinati all'alimentazione e all'igiene personale. Alcuni sindaci del Pesarese - compreso Matteo Ricci - hanno anticipato i provvedimenti e oggi si è accodato anche il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli. Nel frattempo si chiudono sempre più rubinetti, si attivano dighe e bacini, ma la siccità continua a mettere in crisi il mondo dell'agricoltura, stavolta colpito paradossalmente anche da violenti temporali che distruggono i raccolti: in alcune zone della Bergamasca forti raffiche di vento hanno scoperchiato serre e allettato il mais in campo, con la grandine che ha dato poi il colpo di grazia. I danni maggiori a Chiuduno, dove la furia del maltempo ha raso al suolo le sessanta serre di un'azienda agricola. «Sono rimaste integre solo quattro serre - spiega il titolare - . Mi è successa la stessa cosa lo scorso anno e, nonostante i gravi danni, avevo deciso di ripartire. Ora non so cosa farò». In queste ore si moltiplicano gli accordi tra i consorzi e società di produzione energetica, attraverso Coldiretti.

Il climatologo Fazzini

Il marchigiano Massimiliano Fazzini,  climatologo e nivologo presso Ingeo, il dipartimento di ingegneria e geologia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, sottolinea: «Quello che  preoccupa di più è la persistente mancanza delle precipitazioni organizzate. Un’ evidenza che persiste mediamente in molte aree del territorio nazionale da oltre un anno ma che in quest’anno meteorologico (che, ricordo, inizia il primo dicembre) evidenzia un deficit meteorico medio del 55% circa, con valori più elevati al nord (sino al 70% sulla porzione nord-occidentale del paese) e persino con qualche lieve controtendenza positiva all’estremo sud. E si pensi che la poca acqua caduta si è concentrata quasi ovunque in soli 15- 25 giorni».  Delle condizioni in cui versano i nostri principali corsi d’acqua, da nord a sud se ne parla ampliamente da giorni e, attualmente, le “disponibilità” idrologiche “stoccate” esistenti al momento sono già limitate del 30-35% rispetto alle medie del periodo: «Tenendo pertanto conto che la stagione estiva inizia oggi e che negli ultimi anni si è spesso estesa temporalmente almeno sino alla fine del mese di settembre, la situazione sembrerebbe davvero critica»

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