Sì viaggiare alla scoperta dei borghi delle Marche, oggi andiamo a Mondolfo, Morro d'Alba, Moresco e Montefiore dell'Aso

Sabato 3 Luglio 2021
Il borgo di Moresco, in provincia di Fermo

ANCONA - Quinta tappa del viaggio nei borghi marchigiani alla scoperta di esperienze uniche che hanno come collante il paesaggio, l’arte, le persone e l’enogastronomia che si incontrano su questa terra. Un viaggio che soddisfa la voglia di ripartenza di chi parte e, nel contempo, costituisce uno stimolo ad andare avanti per chi accoglie. Nasce proprio con questa duplice finalità la proposta di legge della giunta regionale delle Marche che mira al sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo della rete dell’albergo diffuso.

 

«Una proposta su cui puntiamo molto come strumento vincente per vivificare e dare impulso al turismo nelle aree interne», ha detto il presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli. In questa direzione va anche Marchestorie, festival annuale di promozione e valorizzazione del patrimonio di tradizioni e saperi dei borghi delle Marche che si terrà dal 2 al 19 settembre 2021. I borghi si animeranno dal giovedì alla domenica, non resta che andare a vivere queste emozioni.

 

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MONDOLFO

Due città in una
La prosecuzione
costiera è Marotta

Lo storico borgo collinare di Mondolfo, con la sua prosecuzione nella località costiera di Marotta, rappresenta un tipico esempio di “due città in una”. Avvolto dalla doppia cinta muraria, Mondolfo conserva la monumentale chiesa di Sant’Agostino con il chiostro, la romanica chiesa di San Gervasio e il Santuario della Madonna delle Grotte, immerso nel verde di una pineta e inserito in un percorso ecologico-culturale denominato “la Valle dei Tufi”. Lungo la cinta fortificata del castello di Mondolfo sorge il Giardino Martiniano, allestito nel Bastione di S. Anna, un bel giardino all’italiana in posizione panoramica. Il cuore dell’antico castello è la grande piazza centrale dominata dal Municipio con la merlata Torre Civica, il suo orologio e i tre simboli che raccontano l’anima della città, tutto in stile gotico ricostruito dopo il terremoto del 1930 con gli stessi mattoni rossi. La duplice anima contadina e marinara si riflette nei prodotti tipici e nella cucina, in cui dominano le pietanze a base di farina di fava e di pesce (spaghetti alla Mondolfese) e garagoj (molluschi), ai quali è dedicata una sagra ad aprile. La particolare attenzione rivolta all’ambiente ha valso a Mondolfo il premio Spiga Verde. “Mondolfo galleria senza soffitto” propone un percorso delle memorie storiche e sociali attraverso impressioni fotografiche permanenti affidate al genio di Mario Giacomelli e interventi di street art.

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MORRO D'ALBA

Splendido borgo
fortificato
Unica la “Scarpa”

Un piccolo paese dalle origini molto antiche situato tra Senigallia e Jesi che conserva ancora oggi molte testimonianze del passato. Morro d’Alba vanta un primato assoluto: è infatti l’unico borgo italiano fortificato ad avere un camminamento di ronda, la Scarpa, lungo tutte le mura, coperto e fiancheggiato da arcate. La cinta muraria di Morro d’Alba, di andamento irregolarmente pentagonale con sei bastioni, è il risultato di una serie di diverse ristrutturazioni databili tra il XIII e il XV secolo. Percorrendo il camminamento vale la pena fermarsi per ammirare un panorama che spazia nelle giornate limpide dal Conero ai Monti Sibillini e mostra tutta la meraviglia delle campagne verdeggianti. Nel corso dei secoli gli abitanti hanno scavato un complesso labirinto di grotte, collegate tra loro da gallerie, che costituiscono una città sotterranea che ospita il Museo Utensilia: un’esposizione divisa in otto sale tematiche che raccoglie una nutrita selezione di utensili creati dai contadini per il lavoro nei campi, per la casa e per la cura degli animali. Per i bambini c’è la possibilità di fare un sorta di caccia all’oggetto. Il più famoso prodotto di Morro d’Alba è il vino Doc Lacrima di Morro d’Alba, ottenuto dal vitigno autoctono lacrima e conosciuto già al tempo dei romani. Ad esso ogni primo fine settimana di maggio viene dedicata una sagra.

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MORESCO

Roccaforte di Fermo
nella guerra
contro Ascoli Piceno

Sorge sulla sommità di un colle che domina la sottostante valle dell’Aso e proprio per la sua posizione strategica nel Medioevo fu roccaforte del Comune di Fermo nella guerra contro Ascoli. Il borgo, completamente circondato dalle mura, ha forma triangolare con al vertice l’imponente Torre eptagonale del XII sec. che è sede, specie nel periodo estivo, di mostre d’arte e fotografiche. L’altra torre, detta dell’orologio, sovrasta la vecchia porta di accesso al castello ed è affiancata da un elegante portico cinquecentesco.  Il Palazzo Comunale funge anche da piccola pinacoteca, nella quale sono conservate varie opere provenienti da chiese e collezioni private, prima tra tutte una grande pala d’altare di Pagani. Varcando la porta della Torre dell’Orologio si raggiunge l’ex chiesa di Santa Sofia, sconsacrata e trasformata in un piccolo teatro chiamato affettuosamente “lu teatrì” che dal 2005 è il palcoscenico di spettacoli invernali. Al suo interno si trova un affresco della scuola di Carlo Crivelli. La Valle dell’Aso, ai piedi di Moresco, è importante per le sue coltivazioni ortofrutticole: la pesca della Val d’Aso, grazie alle coltivazioni biologiche, è una delle più rinomate d’Italia. I principali appuntamenti organizzati nel Borgo sono la cena medievale di fine luglio che viene organizzato negli anni dispari, la festa del patrono San Lorenzo martire il 10 agosto e la festa del braciere a fine ottobre.

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MONTEFIORE DELL'ASO

Il paese dell’Infiorata
in occasione
del Corpus Domini

Montefiore dell’Aso è un delizioso paese del Piceno posto in collina tra le valli del fiume Aso e del torrente Menocchia. Il centro storico è ben conservato e presenta notevoli tratti di cinta muraria con porte e sei torrioni risalenti ai secoli XV e XVI. Dal Belvedere De Carolis si entra nel centro storico, dove è possibile ammirare numerosi edifici sei-settecenteschi, e si giunge in Piazza della Repubblica, dominata dalla Collegiata di S. Lucia, restaurata in stile neoclassico. Nel piazzale S. Francesco si incontra la chiesa dedicata al santo, costruita tra il 1247 e il 1303, e l’annesso convento, all’interno del quale è stato inaugurato nell’ottobre del 2006 il nuovo Polo Museale di San Francesco che custodisce un preziosissimo Polittico di Carlo Crivelli insieme al Centro di Documentazione Scenografica Giancarlo Basili, al Museo Adolfo de Carolis, al Museo della Civiltà Contadina e alla Collezione Domenico Cantatore. Tra tanti eventi che hanno luogo a Montefiore dell’Aso nel corso dell’anno quello sicuramente più rappresentativo è l’Infiorata organizzata in occasione della festa del Corpus Domini. Si snoda lungo un percorso di circa 2000 metri. Nel mese di agosto sarà possibile ammirare le opere presso la chiesa di San Francesco nel Polo Museale di Montefiore dell’Aso (prenotazione obbligatoria).

Ultimo aggiornamento: 16:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA