Nove chilometri in 20 anni, la Pedemontana da Fabriano a Muccia: dei quattro lotti solo il primo è agli sgoccioli

Venerdì 11 Settembre 2020 di Marco Antonini
Il progetto era suggestivo. E come tutti i progetti suggestivi per le infrastrutture delle Marche è finito in una galleria dell’orrore tra burocrazia lumaca, cantieri alle calende greche, finanziamenti che spariscono e riappaiono sempre e solo al Nord. Lasciando la regione in una condizione di arretratezza imbarazzante. L’idea della pedemontana Fabriano-Muccia era giusta: unire l’entroterra nel cuore dell’Appennino, da Ancona e Macerata. Peccato che a 20 anni dalla partenza siamo indietrissimo e solo chi vive nel cratere del sisma 2016 sa, oggi, quanto spostarsi è difficile. Una storia maledetta, come ne abbiamo raccontate tante sul Corriere Adriatico in questo mese e mezzo di dossier sullo scandalo Infrastrutture.



 
Una storia partita da lontano
Una storia partita da lontano: dalla prima delibera del Cipe, infatti, sono passati quasi 20 anni e i lavori non sono ultimati nemmeno nella prima tratta, fino a Cerreto d’Esi, dove manca veramente poco. La gestazione inizia nel 2001 quando l’asse viario Marche-Umbria viene inserito nella delibera Cipe numero 121. Un anno e al Cipe arriva una prima relazione sugli studi pilota. È la prefattibilità ambientale del progetto Quadrilatero. La pedemontana c’è e la Regione finanzia l’intervento complessivo per un ammontare di circa 94 milioni di euro. Nasce la società di progetto ma solo cinque anni dopo, l’8 agosto 2008, la Quadrilatero approva, in linea tecnica, il progetto definitivo dell’intera “Pedemontana delle Marche”, pochi mesi prima della consegna dei lavori per il potenziamento della SS 76 nei tratti Fossato di Vico-Cancelli e Albacina-Serra San Quirico, sull’Ancona-Perugia. 

La dichiarazione del 2009
Dodici mesi più avanti, il 15 dicembre 2009, Quadrilatero trasmette il progetto definitivo al Ministero: siamo all’avviso di avvio del procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità. A gennaio 2010 si aggiorna il progetto definitivo, un mese e scatta la conferenza di servizi. Ma per la Pedemontana c’è tempo. Il Cipe, con la delibera 58 del 30 aprile 2012, approva il progetto definitivo del primo lotto funzionale: 90,2 milioni di euro interamente a carico della Regione Marche. 

La prima tratta
Inizia a prendere forma la prima tratta, Fabriano-Cerreto d’Esi. Con calma. Nel 2015, il Cipe approva, con prescrizioni e raccomandazioni, il progetto definitivo del “2° stralcio funzionale” da Matelica a Castelraimondo. Il costo complessivo della Pedemontana, per la quale si prevede anche un terzo e un quarto stralcio, oltre i 300 milioni di euro così ripartiti: 90 per il primo stralcio, 90 per il secondo stralcio, 50 per il terzo (progetto definitivo approvato in linea tecnica dal soggetto aggiudicatore) infine 82,09 per il quarto con un progetto definitivo da ottimizzare). Nel 2017, dopo vari problemi finanziari e l’arrivo di Astaldi, i lavori prendono forma nel primo lotto. Ma siamo solo al progetto esecutivo: consegnato il 3 marzo 2017. Pochi mesi prima il Cipe aveva finanziato anche il terzo (Castelraimondo nord-Castelraimondo sud) e quarto lotto (Castelraimondo Sud-Muccia). 


Gli ultimi due progetti
Questi ultimi due progetti definitivi sono stati trasmessi al ministero. Quadrilatero ha evidenziato che risultano approvabili in linea tecnica mentre, in linea economica, è stato segnalato che per la realizzazione degli interventi è stimato un importo complessivo superiore di circa il 20% rispetto alle risorse finanziarie disponibili, pari a 132 milioni assegnati con delibera Cipe 64/2016. Questo per i maggiori costi di realizzazione delle gallerie presenti lungo il tracciato e dell’accertata presenza di gas metano nei terreni attraversati dalle gallerie. Nel 2018 il Cipe approva il progetto definitivo, con prescrizioni del 3° stralcio (Castelraimondo nord-Castelraimondo sud) e del 4° (Castelraimondo sud-innesto con la SS 77 a Sfercia). L’ultima delibera è del 24 luglio 2019: terzo e quarto lotto finanziati con 27milioni di euro con risorse della legge di bilancio 2018. I lavori sono quasi ultimati nel primo lotto di Cerreto d’Esi (9 chilometri in quasi 20 anni) e vanno avanti nel secondo, a Matelica. Campa cavallo, la strada che unisce l’Appennino arriverà.
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