Tac, risonanze, ecografi: un progetto da 27 milioni, 100 apparecchiature. Dossier al ministero. Un piano per smaltire le liste d'attesa

Venerdì 22 Ottobre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Tac, risonanze, ecografi: un progetto da 27 milioni, 100 apparecchiature. Dossier al ministero. Un piano per smaltire le liste d'attesa

ANCONA - Quasi cento macchinari di nuovissima generazione per mettere in soffitta apparecchiature obsolete della sanità pubblica. L’assessore regionale Saltamartini il progetto ce lo aveva in mente da tempo, tassello fondamentale nella riorganizzazione delle liste d’attesa già difficili da tenere sotto controllo in epoca pre Covid e diventate insostenibili in pandemia. 

 

 
La pianificazione
Se da una parte l’assessore ha già convocato tutti i vertici della sanità, Cup compreso, per verificare nel dettaglio come rimettere sui binari il prima possibile richieste di prenotazioni e spazi disponibili, dall’altra parte l’analisi della situazione ha messo in evidenza quanto le misure di sanificazione - da attuare scrupolosamente dopo l’utilizzo dei macchinari - contribuiscano a rallentare in maniera importante tutta l’attività. Step by step, ieri l’assessore ha annunciato di avere inviato al ministero un progetto dal costo totale di 27,3 milioni per l’acquisto di 95 apparecchiature elettromedicali. Nel dettaglio si tratta di 11 Tac, 7 Risonanze magnetiche, 3 Acceleratori lineari, 4 Angiografi, 1 Gamma camera/Ct, 21 Ecografi Multidisciplinari, 9 Ecografi Cardiologici 3D, 32 Macchine radiologiche tradizionali e 7 Mammografi con tomosintesi.


Le difficoltà
Se la pandemia ha sostanzialmente paralizzato le prestazioni di tipo D (30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami diagnostici) e le P (visite ed esami da effettuare entro 180 giorni), il ripristino delle agende (prenotazioni e presa in carico) e la rimessa in opera delle liste di garanzia deve fare i conti con la necessità di provvedere a tutte le misure antivirus nel caso di controlli con macchinari specifici, come Tac o Risonanza magnetica. «I tempi si allungano inevitabilmente e in maniera preoccupante - ribadisce l’assessore Saltamartini - e se in un’ora si potrebbero fare quattro risonanze con la sanificazione si dimezzano. Per questo motivo ho chiesto a Cup e vertici della sanità di portare il resoconto dettagliato delle liste d’attesa: occorre riorganizzare il servizio tenendo conto delle misure antivirus e verificando anche l’età dei macchinari per provvedere a nuovi acquisti. Dopo 18 mesi di pandemia bisogna affrontare la situazione in maniera sistemica. Non possiamo rinviare ancora». 


La destinazione
Le 95 apparecchiature destinate alla sanità marchigiana devono essere assegnate alle strutture che maggiormente pagano in termini di servizi ai pazienti una carenza di macchinari tecnologicamente avanzati che potrebbero consentire anche un aumento delle ore di utilizzo degli strumenti con conseguente snellimento delle liste d’attesa.

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