Dall'Irlanda a Israele passando per Mont Saint Michel e le Marche, ecco perché l'abbazia di Arcevia è particolare

Martedì 15 Giugno 2021 di Véronique Angeletti
La chiesa di San Michele sul Monte Sant'Angelo

ARCEVIA - La leggenda racconta che, alla guida degli angeli del bene, San Michele Arcangelo difese l’Europa contro gli angeli del male capitanati da Lucifero sotto le sembianze di un dragone. Con un fendente lo fece precipitare e quel colpo di spada si legge nella linea sacra, lunga 4mila km, che inizia in Irlanda e finisce in Israele, chiamata la via Micaelica.

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Collega sette santuari e coinvolgerebbe, nelle Marche, una piccolissima abbazia in cima al Monte Sant’Angelo di Arcevia. Fu costruita nel IX sec. dai monaci benedettini, poi passò ai camaldolesi ma nei secoli perse importanza fino a cadere in rovina. Nel 1904 iniziò il suo restauro e per celebrarlo gli arceviesi innalzarono una grande croce in ferro.


Il luogo speciale
È un luogo davvero speciale. «La chiesa è piccolissima, ha tre navate, con volta a botte la centrale e a crociera le laterali – spiega Benito Motisi, il volontario che apre la chiesa tutte le domeniche pomeriggio -. Sull’altare, la copia della statua in legno di San Michele Arcangelo, opera dello scultore francese Léonard Chailleau (autore dei splendidi cassettoni dell’oratorio della Carità di Fabriano).

L’originale è custodito nella chiesa di San Medardo nel capoluogo. Mentre a destra sono esposte le sacre pietre donate dal Rettore del Santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano e dall’Abate della Sacra di San Michele in Val di Susa, ma anche la medaglia e la sabbia dal Priore di Mont Saint Michel». Sulle colonne interne, sotto i capitelli romanici, ci sono iscrizioni che, tuttora, non sono state decifrate.


Il culto
Il culto di San Michele è un culto che riconosce l’arcangelo come il difensore della fede cristiana, comandante delle milizie celesti, e si diffuse in Occidente per merito dell’imperatore Costantino. La linea inizia in Irlanda, in un monastero posto su uno scoglio dell’isola di Skellig, edificato nel 588 d.C., dove si narra che San Michele apparve a San Patrizio per aiutarlo a sconfiggere il demone. Il sito è stato per due volte il set della saga Star Wars (episodio VII “Il risveglio della Forza” e VIII “Gli ultimi Jedi”). Proseguendo si raggiunge, sempre su un’isola della Cornovaglia, il monastero di St. Michael’s Mount dove il Santo apparve ai pescatori nel 445. I resti dell’originale edificio sono stati integrati in una fortezza. Poi, la linea arriva al Santuario di Mont Saint Michel in Normandia in Francia, patrimonio dell’Unesco a cui si accede solo con la bassa marea.

Costruito dal vescovo che, nel 709, avrebbe assistito al combattimento. In Italia, tocca l’abbazia benedettina della Sacra di San Michele in Val di Susa vicino a Torino, fondata pochi anni prima del mille, poi la linea tocca il santuario pugliese di San Michele Arcangelo sul Gargano, dove nella grotta apparve il Santo nel 490, quindi il monastero greco di Panormitis nell’isola Symi ed infine il Monastero Stella Maris in Israele, edificato sul monte Carmelo ad Haifa proprio su una grotta dimora del profeta Elia.

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