Il ricordo di Harry, l'inglese di San Benedetto: «Quella lettera di auguri della regina Elisabetta»

Il ricordo di Harry, l'inglese di San Benedetto: «Quella lettera di auguri della regina Elisabetta»
Il ricordo di Harry, l'inglese di San Benedetto: «Quella lettera di auguri della regina Elisabetta»
di Francesca Gironelli
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Sabato 10 Settembre 2022, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 17:56

SAN BENEDETTO - Custode e testimone di oltre un secolo di storia, con i suoi 101 anni, l’inglese Harry Shindler ha appreso la notizia della morte della regina Elisabetta con la tipica compostezza dei britannici. Mentre con prontezza di spirito, invidiabile e sorprendente, commenta questo avvenimento da San Benedetto del Tronto, dove vive da tempo: «È un momento molto triste per l’Inghilterra perché Elisabetta non è stata solo una grande regina, ma la sua figura va oltre.

 

Credo di poter dire - prosegue Harry, utilizzando una metafora che tocca corde profonde e rivela l’affetto che lega questo suddito speciale a sua maestà - che sia stata un grande esempio di madre. Una mamma che ha avuto dei problemi molto particolari con la sua famiglia, e questo aspetto della sua vita è stato sotto gli occhi di tutti, e che da madre ha affrontato con impegno, cercando di tenere unite le persone, nonostante le innumerevoli difficoltà».

Il ricordo

Allo stesso modo, sottolinea Shindler, la regina «ha dovuto affrontare molte asperità come regnante, ma è riuscita a portare avanti il suo compito in maniera ineccepibile. Al suo cospetto sono passati numerosi governi, dell’una e dell’altra parte». Il regno di Queen Elizabeth sarà ricordato dai posteri non solo come quello più longevo, con il recente giubileo di platino a segnare questo record, ma anche per l’imparzialità dimostrata da questa donna volitiva che suscitava rispetto. «Non ho avuto la fortuna di conoscerla direttamente - aggiunge questo stimato veterano di guerra che è anche il più anziano iscritto al Partito Laburista d’Inghilterra - ma ho ricevuto una sua bellissima lettera con una sua foto quando l’anno scorso ho compiuto cento anni. Questa lettera sarà anche argomento del libro che ho deciso di scrivere e sul quale sono ora al lavoro, per raccontare la mia vita. Si intitolerà probabilmente “I miei primi cento anni”, perché dopo questi ce ne saranno altri cento» chiosa scherzosamente Harry. Cittadino inglese nel Piceno, è più volte assurto agli onori delle cronache. Una volta per aver festeggiato i suoi novant’anni con Roger Waters dei Pink Floyd, a lui grato per averlo guidato nel luogo dove il padre del musicista è morto durante lo sbarco di Anzio. L’altra occasione è stata la sua lotta durata 18 anni per permettere agli inglesi all’estero di votare e che ora è traguardo raggiunto con quello che è conosciuto come l’Harry’s Bill.

«L’esito del voto della Brexit sarebbe potuto essere diverso, contando milioni di inglesi all’estero. Non vedo l’ora che ci sia occasione di votare qui dall’Italia. La nostra è una grande democrazia e anche grazie alla regina Elisabetta - commenta con stima Shindler - le istituzioni sono state sempre rispettate. Il re Carlo, che per me è un ragazzo, farà bene: è intelligente, serio e preparato, anche se dicono di lui che parla ai fiori per il suo interesse all’ambiente e al clima» conclude Harry, con misurato humor inglese.

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