Rigopiano, "cancellata" telefonata ai soccorsi,
7 indagati per depistaggio, uno è "marchigiano"

Rigopiano, "cancellata"
telefonata ai soccorsi,
7 indagati, uno marchigiano
Nuovo fascicolo di indagine sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano: la Procura di Pescara ha notificato 7 avvisi di garanzia per il reato di frode in processo penale e depistaggio a carico del personale della Prefettura di Pescara, compreso l'ex prefetto. Tra gli indagati anche il vicario del prefetto di Macerata Salvatore Angieri, attuale commissario prefettizio al Comune di Treia. 

Le accuse che vengono mosse sono quelle di aver occultato il brogliaccio delle segnalazioni del giorno 18 gennaio 2017 alla Squadra Mobile di Pescara per nascondere la chiamata di soccorso fatta alle 11.38 dal cameriere Gabriele D'Angelo al centro coordinamento soccorsi.

A mettere gli investigatori sulla traccia giusta c'è, agli atti della prima indagine, quella che ha portato ai 25 indagati, una telefonata tra i carabinieri e la Prefettura delle ore 18.09 del 18 gennaio 2017, quindi almeno un'ora e venti dopo la valanga. Il carabiniere di servizio riferisce di aver ricevuto una telefonata di Quintino Marcella: Quintino è il proprietario del ristorante di Silvi dove lavorava Giampiero Parete, scampato alla tragedia con la famiglia: il ristoratore dichiarava ai carabinieri che il Parete gli aveva riferito della valanga. «Ho preso una telefonata adesso da un signore - dice il carabiniere - di un certo Marcella Quintino. Questo qua mi ha detto che un cuoco di sua conoscenza che sta all'Hotel Rigopiano...», al che la dirigente Acquaviva lo ferma per dirgli che «l'Hotel Rigopiano è già stato fatto questa mattina. C'erano dei problemi. Sono stati raggiunti e sta tutto apposto».


 


L'operatore del 112 di Pescara a quel punto chiede cosa sia stato fatto, perché a lui Marcella avrebbe detto che «è crollato l'Hotel». «Eh, si questa mattina», è la risposta della Acquaviva, e il carabiniere all'oscuro di tutto ribatte «Ah, ma sto deficiente mi ha fatto spaventare. Mi ha detto guardi mi ha detto è crollato l'Hotel Rigopiano e che ci sono delle persone dentro». La funzionaria della Prefettura lo tranquillizza chiarendogli che: «Ma no l'intervento sull'Hotel Rigopiano l'hanno fatto questa mattina». Ma di che intervento si tratta? Si tratta di un controllo evidentemente. Lo scambio di battute tra Prefettura e Carabinieri di fatto termina con un ambientale registrato nella telefonata nella quale la Acquaviva si rivolge ad una terza persona che si trova con lei e le chiede: «...scusa l'Hotel Rigopiano è stato fatto questa mattina l'intervento no? ...ai Carabinieri ha telefonato uno dicendo è crollato l'Hotel Rigopiano con dentro la gente ma... una voce maschile in ambientale dice: ma che stiamo scherzando. Donna: ma non è vero. Una voce maschile in ambientale dice: è uscito fuori che era uno scherzo...».

L'operatore del 112 a quel punto tira un sospiro di sollievo «Ah addirittura è uscito fuori che era uno scherzo» si sente sempre nell'ambientale della telefonata. Altre voci di sottofondo della sala operativa della Prefettura dicono «Ho parlato pure io con un uno di Rigopiano... dice che siccome ci sono problemi con le linee telefoniche... scusa contattate là. Eh no io credo sia tutta una montatura». L'indagine parte proprio da qui: di questa telefonata di D'Angelo, che risulta aver chiamato la Prefettura, non c'è traccia in nessun brogliaccio, eppure è stata ricevuta.


 
 
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Venerdì 28 Dicembre 2018, 12:14 - Ultimo aggiornamento: 28-12-2018 13:13

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