Ricostruzione post sisma, allarme Cna per i prezzi dei materiali. Legnini: «Aggiorneremo il prezziario degli appalti»

Giovedì 3 Giugno 2021 di Franco Limido
I danni provocati dal sisma del 2016 nelle Marche

ANCONA - Era il 24 agosto 2016, quando la terra ha tremato la prima volta nel centro Italia. Un bilancio pesantissimo di 300 morti e 80 mila edifici crollati o danneggiati. Sono trascorsi quasi cinque anni dal terremoto. Nell’area del cratere marchigiano anche l’economia ha subito gravi danni ed occorre ricostruire un tessuto sociale lacerato. Da quel giorno di agosto del 2016, secondo Giovanni Dini, direttore del Centro studi sistema di Cna Marche, sono scomparse 650 imprese. E si è trattato soprattutto di imprese di servizi, edicole, attività di acconciatura, bar ristoranti, negozi di vicinato.

 
La situazione
Oggi nell’area del cratere sismico, si moltiplicano i cantieri. Sono 4.500 i cantieri aperti nel cratere. In altri 4.651 casi i lavori si sono già conclusi con il rientro nelle case delle famiglie terremotate. La ricostruzione degli immobili accelera. Ma potrebbe frenare di nuovo, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime in edilizia. Un problema sollevato dalla Cna a cui il commissario straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini ha risposto, assicurando il suo impegno «per aggiornare il prezzario degli appalti per la ricostruzione, in coordinamento con le Regioni. Le semplificazioni varate nel 2020 con le leggi e le ordinanze hanno messo in moto la macchina della ricostruzione e oggi abbiamo problemi nuovi, dovuti proprio alla maggior velocità con cui si sta sviluppando questo processo, come l’esaurimento dei siti di stoccaggio delle macerie e la carenza di imprese e manodopera. Ci sono moltissime risorse finanziarie disponibili, ma dopo anni di crisi la capacità delle amministrazioni pubbliche, soprattutto quelle locali, è molto ridotta e quella delle imprese si è indebolita. E’ una doppia sfida cruciale, per il pubblico e per i privati, che occorre vincere per garantire la ripartenza del territorio».

Ed è è giunto il tempo di impegnarsi per lo sviluppo imprenditoriale dell’area. Con questo obiettivo, la Cna Marche ha predisposto il progetto “Strumenti di analisi della ricostruzione post sisma nelle Marche per stimolare la nascita di nuove imprese”, presentato alla Camera di commercio unica delle Marche. Un progetto che è stato illustrato da Daniele Salvi, coordinatore del Team Sisma Cna Marche.


L’obiettivo
Le risorse da investire nell’area del cratere, ricorda la Cna, ci sono. A cominciare dai fondi del Pnrr e dai 200 milioni di euro stanziati dalla legge di Bilancio 2021 per il Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) per il cratere sismico, «Inoltre, nel Fondo nazionale per gli investimenti complementari - ha precisato Salvi - è collocato l’investimento per le Aree terremotate del 2009 e del 2016, che vale 1.780 milioni di euro, con interventi previsti in due ambiti: città e borghi sicuri, sostenibilità e rinascita economica e sociale». Garantire i servizi e sostenere le attività produttive nell’area sismica. Questi gli obiettivi per Mario Pagani, responsabile nazionale Politiche Industriali della Cna, che indica anche gli strumenti da utilizzare: «Rifinanziare le Zone Franche Urbane, ripristinare il credito d’imposta per gli investimenti e puntare sul Contratto di Sviluppo e sulle Zone Economiche Speciali». 


Il piano
Sconfiggere la burocrazia e fare un lavoro di squadra tra le istituzioni e i corpi intermedi marchigiani: «Sono questi - secondo il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini - gli strumenti per rilanciare le comunità del cratere, puntando sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità e sulle reti universitarie della conoscenza». Per l’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli «occorre coinvolgere le comunità locali e sostenere l’iniziativa privata per una piena valorizzazione delle risorse pubbliche, che sono molte e vanno spese bene, nell’ottica di integrare l’area del cratere con ciò che cratere non è, per favorire lo sviluppo di tutte le aree interne».

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