Ricostruzione post terremoto, c'è un altro mezzo miliardo. Castelli: «Corretto un errore»

Ricostruzione post terremoto, c'è un altro mezzo miliardo. Castelli: «Corretto un errore»
Ricostruzione post terremoto, c'è un altro mezzo miliardo. Castelli: «Corretto un errore»
di Martina Marinangeli
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 02:45 - Ultimo aggiornamento: 16:15

ANCONA - Per la ricostruzione post sisma sono in arrivo altri 500 milioni di euro, che andranno ad aggiungersi alle risorse già previste, portando il totale a quasi un miliardo. A veicolare la buona notizia è l’assessore regionale competente Guido Castelli, che mette la bandierina sul risultato prima di prendere la via del Senato, dove è stato eletto lo scorso 25 settembre.

«Nel verificare le precedenti ripartizioni delle risorse destinate alle quattro regioni colpite dal sisma - fa sapere Castelli - ho notato che non era stato reclamato quanto avevamo il diritto di avere. Per questa ragione ho chiesto e ottenuto dal commissario straordinario Giovanni Legnini che alle Marche fossero riassegnati questi 500 milioni di euro». La cifra sarà ripartita in due tranche: «200 milioni di euro sono previsti già per il 2022, mentre gli altri 300 milioni verranno stanziati per il 2023», aggiorna la road map l’assessore.

I danni

La cifra, si diceva, andrà ad aggiungersi alle risorse in via di ripartizione: «Per il piano delle opere pubbliche, alle Marche spettano altri 242 milioni, mentre 302 milioni vengono stanziati per la rigenerazione urbana. Il totale, dunque, si assesta su quasi 1 miliardo di euro». La stima definitiva dei danni provocati dalle scosse che hanno sfregiato il centro Italia tra il 2016 ed il 2017 è attestata a 27,2 miliardi di euro, di cui 17 miliardi solo nella nostra regione. Di questi, 12,9 miliardi hanno riguardato edifici privati, 3,7 miliardi al patrimonio pubblico e 410 milioni di euro alle chiese. «La valutazione del danno, che non era stata fatta e che abbiamo condotto edificio per edificio, pubblico, privato o di culto - ha spiegato il commissario Legnini - è essenziale per la programmazione economica e per definire un assetto organizzativo adeguato delle strutture che devono gestire questi processi». Nel corso delle ultime cabine di coordinamento per la ricostruzione, sono state condotte le ultime valutazioni statistiche su quella che è stata l’incidenza del danno del sisma sulle singole regioni ed «è emerso come la percentuale aggiornata parli di un 64% di danno nelle Marche - traccia il perimetro Castelli -. Quindi da ora in poi, nella suddivisione dei prossimi finanziamenti (ma anche nella definizione del personale e della struttura organizzativa) si dovrà tener conto di questa percentuale».

L’incognita

Fin qui le buone notizie. C’è però anche una spada di Damocle che pende sul futuro prossimo della ricostruzione. Per il prossimo 15 ottobre è stata fissata la deadline per presentare i progetti da danno grave per gli edifici privati, ma i tempi, secondo i tecnici, sono troppo stretti, ed a pagare lo scotto rischiano di essere i terremotati, «che potrebbero veder decadere il diritto ad Cas ed alla gratuità delle casette», lancia l’allarme Castelli.
I rischi
«Le professioni tecniche hanno evidenziato come sia molto difficoltoso rispettare la deadline perché gli ultimi mesi sono stati complicati a causa dell’aggiornamento dei prezzi. Ho quindi chiesto una proroga perché questa problematica non deve ricadere sui terremotati». Tema ai primi punti all’ordine del giorno della cabina di coordinamento di martedì. Intanto, la National Italian American Foundation ha donato 250mila dollari alla Società Habilis Cooperativa Sociale per assisterla nella ristrutturazione di un centro sociale danneggiato dal sisma. Centro che dovrebbe essere completato entro l’agosto 2023.

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