Con la matematica applicata alla Tac i risultati sono più veloci: una ricercatrice di San Benedetto in Danimarca con un pool internazionale

Francesca Bevilacqua
Francesca Bevilacqua
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Martedì 8 Marzo 2022, 08:00

Da un punto di vista matematico l’obiettivo è quello di ricostruire la struttura interna di un oggetto a partire dalle sue proiezioni. Ma pensare che ci sono ricercatori che applicano questi principi alle Tac, le Tomografie assiali computerizzate oramai di uso quotidiano negli ospedali e entrate nella nostre vite è decisamente affascinante. Eppure ne sa qualcosa la giovane Francesca Bevilacqua, 26 anni, di San Benedetto del Tronto che ne sta facendo una ragione di vita. Da alcuni giorni in Danimarca, per approfondire i suoi studi e confrontarsi con colleghi di varie nazionalità, si occupa proprio di applicare i modelli che studia allo strumento diagnostico. 

 
Il tema
«La scansione tomografica computerizzata a raggi X - spiega la scienziata - è diventata uno strumento molto potente nell’imaging medico. Essa consente di analizzare sezioni anatomiche dei pazienti senza l’uso di procedure invasive e quindi di aiutare a diagnosticare le patologie prima di effettuare qualsiasi trattamento o intervento. Questi problemi sono noti come “problemi inversi”, in cui si vuole determinare la causa quantitativa che, attraverso un dato sistema di acquisizione, produce i dati osservati. Una ricostruzione rapida e di buona qualità è spesso necessaria in uso clinico per ridurre i tempi di attesa per il paziente. La velocità di ricostruzione è ancora più critica nelle situazioni mediche che richiedono un intervento tempestivo, come in caso di incidenti». Il lavoro che sta svolgendo quindi Bevilacqua si concentra tutto su questa metodica che apre scenari nuovi nel campo della medicina. Una passione, la sua, che viene da lontano ed emersa al liceo Scientifico Rosetti di San Benedetto dove si è diplomata. «Fin da bambina - spiega la ricercatrice - mi sono trovata più a mio agio più con la matematica che con le materie letterarie: studiare storia mi pesava. Risolvere i problemi mi risultava rilassante dunque non è stato difficile scegliere la mia strada nella vita. All’esame di maturità, ad esempio, ho portato una tesina su Alan Turing, uno dei padri dell’Informatica, sul quale nel 2014 è stato realizzato il famoso film The Imitation Game. Parla della sua vita e specialmente del suo impegno al servizio del governo britannico durante la II Guerra Mondiale per decriptare i messaggi segreti dei nazisti, per porre fine al conflitto». 


Il percorso
Una donna, Francesca, tra le poche in Italia ad aver scelto una facoltà scientifica come Matematica. «Non è stato difficile, dicevo, perché era nelle mie corde sin da bambina. Ma quello che sorprende è che proseguendo con gli studi non ci sono più formule da imprarare a memoria ma si studiano i teoremi e soprattutto si dimostrano...nelle parti più astratte la matematica e la filosofia si incontrano nella logica». Una scoperta che Francesca ha fatto a Bologna, dove si è laureata alla Triennale prima e alla Magistrale poi. Ma con ancora tanta voglia di studiare. Così ha intrapreso il percorso della ricercatrice dove ammette che «nel mio anno ero l’unica donna».


La sorellanza
Ma la giovane ricercatrice non si è abbattuta né sentita una mosca bianca. Anzi. È stata proprio una donna, la sua professoressa, Fiorella Sgallari a guidarla nel percorso che oggi l’ha portata a Lyngby, una città a 10 chilometri da Copenaghen dove c’è una delle più prestigiose università al mondo per quanto riguarda gli studi che lei sta portando avanti.


La scelta
«Avrei potuto seguire conferenze, incontri e quant’altro mi avrebbe consentito di aggiungere punteggio per i miei studi - chiude Bevilacqua - ma ho scelto questa strada, frequentare per tre mesi un’università estera. Qui si fanno studi molto approfonditi per la materia di mio interesse e la mia prof di Bologna si è messa in contatto con la docente che li sta realizzando qui».

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