Trasporti, sanità e fondi aree interne: ecco il piano della Regione Marche. Passa il bilancio. «Così diventiamo efficienti»

Giovedì 31 Dicembre 2020 di Martina Marinangeli
Trasporti, sanità e fondi aree interne: ecco il piano della Regione Marche. Passa il bilancio. «Così diventiamo efficienti»

ANCONA Tra Documento di economia e finanza regionale, Legge di stabilità 2021 e Bilancio di previsione 2021/2023, la discussione ha tenuto i consiglieri inchiodati alle sedie di Palazzo Leopardi per circa 13 ore. Una maratona per impostare le basi programmatiche che la Regione intende sviluppare già dal prossimo anno. Tra applausi sperticati della maggioranza al lavoro della giunta e critiche per una mancanza di visione da parte delle opposizioni, martedì è stata varata la prima manovra targata Acquaroli. 

 

 

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Il tesoretto


Una finanziaria elaborata in un tempo a dir poco compresso – poco più di due mesi dall’insediamento – per un tesoretto da 523 milioni di euro. «Tra altre difficili questioni – le parole del governatore Francesco Acquaroli, che ha chiuso il dibattito fiume in aula –, siamo riusciti ad evitare l’esercizio provvisorio, segnando la direzione cui puntare nei prossimi anni». Tra le misure contenute nel documento, 15 milioni di euro per sostenere le aziende delle aree di crisi complessa del territorio, 30 milioni per contenere gli effetti della pandemia, 70 milioni per nuove strade e piste ciclabili e 12 milioni per l’adeguamento delle strutture sanitarie ed ospedaliere.


La rotta


Previsti già per il 2021 37,6 milioni per il rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico locale, 34,4 milioni per la manutenzione del territorio, 10 milioni per la promozione turistica nazionale ed internazionale, 2 milioni per il progetto di telemedicina nelle aree interne e 2,5 milioni per l’alfabetizzazione digitale per le famiglie fragili. «Abbiamo ricevuto una regione in coma – colpisce duro l’assessore al Bilancio, Guido Castelli –. Il primo obbligo è quello di diventare più efficienti perché il problema non è tanto trovare le risorse, ma riuscire a spenderle in maniera proficua. Fino ad ora, il tasso di efficienza della spesa regionale non è stato adeguato alle esigenze del territorio. Anche per questo – fa sapere - metteremo mano alla riforma organizzativa della struttura dell’ente e alle partecipate entro il primo quadrimestre del 2021». Nel lungo dibattito che ha accompagnato l’approvazione del bilancio, il Pd ha aspramente criticato l’approccio del centrodestra, con Antonio Mastrovincenzo che ha sottolineato come «la maggioranza abbia deciso di non prendere in considerazione nessun contributo costruttivo da parte dell’opposizione, respingendo pregiudizialmente i nostri emendamenti».


Le bordate


Sono inoltre volate bordate sul niet della giunta al rifinanziamento di alcune leggi, come quella che garantisce un contributo all’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche e quella approvata alla fine della scorsa legislatura per celebrare la figura di Carlo Urbani. In tutta risposta, i consiglieri del centrodestra hanno sparato mitragliate sulla famigerata Tabella C, figlia della precedente amministrazione, che annovera contributi pulviscolari al territorio. Il consigliere Fdi Pierpaolo Borroni ha puntato il dito contro i contributi ad Istituto Gramsci Marche di Ancona, Anpi e Musicultura di Macerata, finanziati, a suo dire, perché «della stessa idea politica».

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