Svem, c’è anche lo Statuto, la società attiva fino al 2050. Melis amministratore unico, poi dovrebbe subentrare un Cda con tre membri

Lunedì 22 Novembre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Svem, c è anche lo Statuto, la società attiva fino al 2050. Melis amministratore unico, poi dovrebbe subentrare un Cda con tre membri

ANCONA - Dal cambio di acronimi alla stesura dello Statuto che dà forma e sostanza alla scelta della Regione sono passati tre mesi e mezzo. Nell’ultima riunione di giunta è stato approvato l’ordinamento della Svem, la Società sviluppo Europa Marche nata dalle ceneri della Svim, che avrà un approccio più esteso e mirato appunto alla captazione dei fondi Ue. Data di scadenza: 2050, con capitale sociale che supera i 2,8 milioni ma che potrebbe aumentare attraverso fondi derivanti da enti locali, università, consorzi e le altre forme associative tra enti pubblici, anche se alla Regione è riservata la maggioranza delle quote del capitale sociale.

 

 
Gli obiettivi
Tra i due step - approvazione della legge per la Svem e Statuto - a settembre è stato individuato anche l’amministratore unico della nuova società: si tratta di Gianmauro Melis, 42 anni residente a Fano e candidato alle ultime Comunali in quota Lega. Per lui un incarico ad interim, in quanto la società dovrebbe essere guidata da tre membri del Cda, a cui lo stesso Melis potrebbe partecipare.


La mission
Delineate anche le principali attività che dovrà svolgere la Svem: intanto, la società «opera a favore dello sviluppo socio-economico e della competitività del territorio regionale, anche sul piano internazionale, in coerenza con le politiche, la programmazione e pianificazione regionali e in ottemperanza agli indirizzi fissati dai soci». Poi dovrà svolgere svolge anche attività dirette all’elaborazione e all’attuazione di progetti di sviluppo territoriale derivanti da iniziative dell’Unione europea, nazionali o regionali e di interventi a sostegno dello sviluppo dell’innovazione anche a livello internazionale. Tra le altre cose si dovrà occupare dell’assistenza tecnica ai programmi o ai progetti dei fondi europei e nazionali di sostegno alle politiche di coesione e di sviluppo rurale, della cooperazione territoriale e della cooperazione allo sviluppo e di altri programmi per l’innovazione e la competitività. Con l’autorizzazione della giunta regionale, può assumere la partecipazione in società di capitali, cooperative, consorzi, società miste anche straniere, ma sempre finalizzate alla realizzazione di programmi o al conseguimento di obiettivi per cui è nata.


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