Sondaggio in esclusiva di Tecnè su come potrebbero finire le possibili sfide per la presidenza delle Marche. Ecco i sette scenari. Con un nome a sorpresa

Giovedì 20 Febbraio 2020 di Andrea Taffi
Il governatore Luca Ceriscioli con la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli

ANCONA - Un sondaggio è stato commissionato in esclusiva a Tecnè dal Corriere Adriatico per la prossima corsa alla presidenza della Regione Marche. Dai risultati una certezza, in centrodestra è avanti. Ma sul fronte opposto la scelta dell'avversario dà risultati su cui riflettere. E anche nomi nuovi buoni per contendere ad Acquaroli, parlamentare di Fdi, fino ad oggi possibile candidato del centrodestra.

Che il centrodestra fosse in vantaggio si sapeva: da oggi sappiamo a quanto ammontano le distanze e, per contro, quali sono i numeri del centrosinistra che sogna una rimonta in stile Bonaccini. A misurare la materia più informe e scivolosa della politica nostrana di sempre è il prestigioso istituto di sondaggi Tecnè che, per conto del Corriere Adriatico, ha realizzato lo screenshot delle Marche nell’urna delle Regionali. Alle corte: vinceranno centrodestra e Acquaroli ma gli scenari cambiano se il candidato sarà Ceriscioli, oppure Longhi. Oppure ancora Mancinelli. Per non farci mancare niente - quasi avessimo preconizzato gli sviluppi imprevisti di ieri sera - abbiamo chiesto a Tecnè di testare la competitività di un prestigioso nome terzo: la deputata pesarese di Italia Viva, Lucia Annibali. Donna, pesarese.

Gli scenari sono sette.
Situazione liquidissima più che fluida. Di questi il più probabile, fino a ieri sera alle 18.30, era un duello tra Acquaroli e il governatore uscente Ceriscioli. Con Longhi in campo o no. Acquaroli andrebbe in discesa nel primo caso (49 a 33, l’ex rettore a quota 15%) e con un +9 nel caso di duello a due con i grillini o azzoppati senza candidato oppure invece coinvolti in coalizione con il Pd.

La matrice si ripete 
La matrice si ripeterebbe nel caso in cui il Pd convergesse su Longhi mentre se scendesse in campo Mancinelli le cose cambierebbero. La sindaca di Ancona perderebbe 48-37 in caso di corsa a tre (Longhi al 12,9%) ma in caso di duello rusticano per palazzo Raffaello finirebbe 50-47. Un soffio. «Il centrodestra e Acquaroli - analizza Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè, hanno un vantaggio considerevole pur avendo il centrosinistra recuperato qualche posizione». Evidente il lento riflusso dei voti usciti per M5S. «Mentre per la crescita di Fratelli d’Italia (all’11% avrebbe raddoppiato la performance delle Europee, ndr) direi - si sofferma l’esperto - che c’è una quota, principale, acquistata nel proprio bacino di centrodestra e un’altra agganciata nella triangolazione con M5S e astenuti». A quale fattore Buttaroni attribuisca il maggiore appeal della Mancinelli (rispetto a Longhi o a Ceriscioli) è presto detto. «La sindaca ha buoni giudizi ed è nuova per il palcoscenico regionale. È una donna e questo crea un secondo elemento di contrasto, di discontinuità, rispetto a Ceriscioli». E il governatore uscente? «È un po’ migliorato, gode del del favorevole trend nazionale Pd. Tuttavia misurando scenari ipotetici, Ceriscioli ha contorni meno immaginifici. Nel bene e nel male sconta il suo ruolo». 

Le istruzioni per l’uso
Trattandosi di materia delicata è d’obbligo più che mai leggere le avvertenze e le modalità d’uso. Ecco il foglietto illustrativo di Buttaroni. Primo, come valutare l’astensione alta (anche se, attenzione, Ceriscioli nel 2015 venne eletto con il 50% di gente a casa): «Dobbiamo metterci nei panni di chi ha risposto - sottolinea Buttaroni - non c’è un quadro ufficiale, le ipotesi aumentano l’incertezza. In che misura si potrebbe sgonfiare questo dato? Credo del 10% anche se è impossibile dargli una collocazione». Qui andiamo al secondo punto: i fattori di volatilità dell’elettorato in una consultazione a metà strada tra quella politica e quella locale. «Non essendoci voto di appartenza - certifica Buttaroni - conta il voto di opinione. Ma cambia tanto: il rapporto con la politica è fatto di legami deboli. Noi siamo abituati al fatto che il sabato ci rispondono in un modo e domenica cambiano idea al voto. Certo, il candidato conta molto ma conta anche conoscere il suo appeal allo stato attuale».

Quanto pesano le variabili
Il terzo focus è un esercizio da acrobata: si può ponderare le variabili in gioco? Cioè quali sono quelle che sposterebbero di più le preferenze? Buttaroni si presta. «La prima variabile è come si compone il quadro Pd-Cinque Stelle. Chiunque scendesse in campo avrebbe una competitività ben diversa. A pari peso, è cruciale anche la variabile di Salvini: manterrà il quadro attuale? Ci sarà un non-accordo? Poi come terza variabile segnalerei le vicende del governo nazionale. E come quarta terrei d’occhio l’andamento economico generale: un peggioramento delle condizoni di solito porta sempre una voglia di cambiamento». Un bel kit per le Regionali 2020. Ci rivediamo a fine maggio.
 

Ultimo aggiornamento: 14:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA